la partitella

Al Teatro Sala Umberto di Roma sta terminando le sue repliche La partitella, lo spettacolo di Giuseppe Manfridi con la regia di Francesco Bellomo e dedicato a Virginia Bellomo, scomparsa meno di un anno fa.

In un campo di periferia, uno sterrato sotto un cavalcavia, convergono di prima mattina ragazzi e ragazze che si incontrano per una partitella, i primi per giocarla, le altre per assistere e fare il tifo. Un gruppo eterogeneo sia dal punto di vista dell’estrazione sociale, che per quello culturale, alcuni ancora studenti del liceo, altri già al primo anno di università.  Sono amici che la strada e il quartiere hanno fatto incontrare e che trascorrono il tempo insieme, vivendo il momento presente uniti, pur nelle differenze e nelle difficoltà, protetti da quella sicurezza e sfrontatezza che dà l’essere gruppo, in attesa che la vita li chiami a vivere le proprie esperienze come singoli individui e a far fronte alle responsabilità.

Prima e durante la partita la vita dei ragazzi si svolge nella sua quotidianità attraverso i loro racconti: storie, pettegolezzi, asti, dispetti, amori, relazioni, dubbi, sogni e progetti come è normale che sia per dei giovani che si apprestano a diventare adulti, ma che ancora non sono pronti a fare il salto.

In un linguaggio acceso, vivo e colorito come il “romanaccio”, dietro un’ostentata sfrontatezza che fa parte solo del gioco di stabilire i ruoli nel “branco”, questi ragazzi condividono il loro presente e sognano il proprio futuro.

Il primo atto si apre col racconto dei fatti di un anno dopo: troviamo una serie di situazioni già fatte, esito di scelte e relazioni precedenti. Nel secondo atto si torna a un anno prima e in questo movimento a ritroso si ricompongono i pezzi di ciò che era stato e che non è più. Scelte, destino, casualità: le vite di questi ragazzi si muovono attraverso gli eventi della vita, ai quali a volte reagiscono e che altre volte subiscono.

La partitella è uno spaccato bellissimo e divertente del mondo giovanile, di quei “ragazzi del muretto” che fanno esperienza della vita attraverso le dinamiche del gruppo, condividendo gioie e dispiaceri in un rapporto anche conflittuale e di rivalità.

Il testo di Giuseppe Manfridi restituisce un quadro realistico e molto vivo della situazione adolescenziale, riuscendo a tratteggiare molto bene diciannove personaggi, ognuno con il proprio temperamento e le proprie caratteristiche peculiari. Vengono presentate delle dinamiche relazionali molto interessanti e ben sviluppate. Ogni personaggio ha una propria storia che viene fuori e ogni attore ben si adatta al proprio personaggio.

Il cast è composto da un gruppo di bravi, alcuni bravissimi attori e attrici e, pur nella sua eterogeneità (le età degli attori oscillano dai 19 ai 30 anni e alcuni provengono da scuole di teatro, altri hanno appena finito un percorso, altri sono già attori professionisti) riescono ad amalgamarsi con grandissima efficacia restituendo un senso di completezza e di uniformità.

I meriti sono sicuramente vari: di chi è riuscito ad attribuire il giusto personaggio all’attore e dell’attore che è riuscito a cucirsi addosso il personaggio.

La direzione di Francesco Bellomo consente di godere di uno spettacolo dinamico, con entrate e uscite giuste e posizioni ben congegnate.

Testo, regia e interpretazione insieme, poi, consentono di immaginare anche quello che non c’è: sembra quasi di vederle alcune azioni della partitella e riusciamo a immaginarci anche la squadra avversaria.

Le storie sono talmente avvincenti che a fine spettacolo resta la voglia di sapere che cosa accadrà a quei ragazzi e come andranno a finire le relazioni che ci sono state presentate nel primo atto: che fine faranno Enrico e Flavia? E Furio? Resterà con Melania, che sembra così diversa da lui? E Osvaldo?

Lo spettacolo si avvale della valida presenza di Carmine Buschini, noto per essere tra i protagonisti della serie televisiva “Braccialetti rossi”. Nei panni di Enrico, Carmine ben interpreta un ragazzo dolce e gentile, bisognoso dell’approvazione degli altri.

Insieme a lui, tra gli altri 18 attori, spiccano Daniele Locci, nei panni del divertentissimo ed esuberante Massimiliano; Noemi Esposito, in quelli de La Ruvida e protagonista di un intenso breve monologo sulla necessità o meno di adeguarsi agli altri e sulla difficoltà che siano gli altri ad adeguarsi a noi; Chiara Tron, bravissima nel ruolo di Sissi, ragazza sempre in tiro e con un debole per i bei ragazzi; Giulia Zadra, Flavia, combattuta tra l’amore passato e quello presente; Vanessa Innocenti, nel ruolo della fidanzata romagnola (meglio non svelare di chi).

La partitella è anche un racconto dolcemente nostalgico: oltre a una velata malinconia nei personaggi, la storia si svolge negli anni ’90, quando l’adolescenza aveva un altro sapore, quando c’era la lira e non c’erano i cellulari, quando ci si dava appuntamento al muretto o in piazzetta o al campetto e ci si parlava o ci si scontrava guardandosi negli occhi e non dietro a una tastiera.

  la partitella la partitella la partitella

FRANCESCO E VIRGINIA BELLOMO

PRESENTANO

LA PARTITELLA

DI GIUSEPPE MANFRIDI

CARMINE BUSCHINI NEL RUOLO DI ENRICO

E CON IN ORDINE ALFABETICO

SHARON ALESSANDRI (PIA), DAMIANO ANGELUCCI (ALEX), SARA BACCARINI (GIANNA), CHIARA BUONVICINO (RITA), MARIAVITTORIA COZZELLA (NADIA), NOEMI ESPOSITO (LA RUVIDA), DANIELE GATTI (OSVALDO), CARMINE GIANGREGORIO (RASHID), TEO GUARINI (ANDREA), FEDERICO INGANNI (MACIOCI), VANESSA INNOCENTI (MELANIA), DANIELE LOCCI (MASSIMILIANO), MARTINA MAIUCCHI (MARA), NICOLÒ MILILLI (GIUSSANI) ,ELIO MUSACCHIO (STEFANO), LORENZO PARROTTO (FURIO), CHIARA TRON (SISSI), GIULIA ZADRA (FLAVIA)

DIREZIONE GENERALE MASSIMO VULCANO

SCENOGRAFIE CARLO DEMARINO MUSICHE ANTONIO DIPOFI

REGIA

FRANCESCO BELLOMO

PRODUZIONE ISOLA TROVATA

FacebookTwitterPinterestGoogle +Stumbleupon