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In qualsiasi modo li si assortisca (Riccardo/Veruska, Veruska/Guido…), in qualsiasi ruolo (autore/attore, attore/regista), anche in ordine sparso, Veruska Rossi, Riccardo Scarafoni e Guido Governale sono garanzia di ottima scrittura, grande originalità e senso profondo.

War Game – La prima guerra virtuale li vede impegnati tutti e tre insieme nella scrittura e nella regia con risultati davvero soddisfacenti e decisamente all’altezza delle aspettative.

Lo spettacolo è un racconto di un particolare momento della Prima Guerra Mondiale che riesce a raccordare con grande vividezza il passato al presente e si propone di omaggiare la memoria di tre eroi italiani, i primi soldati aviotrasportati : I Tenenti Alessandro Tandura e Pier Arrigo Barnaba (Medaglia d’oro al Valor Militare) e il Tenente Ferruccio Nicolosio (Medaglia all’Ordine Militare dei Savoia).

Guido Governale, Veruska Rossi e Riccardo Scarafoni partono dagli elementi terribili e drammatici della guerra, primo conflitto tecnologico che vide l’ideazione di nuove strategie e nuove armi (i lanciafiamme, i primi bombardamenti aerei, i primi attacchi con i gas, i primi carri armati, i primi lanci col paracadute) ai quali aggiungono sollecitazioni molto vicine al vissuto odierno, per portarli all’attenzione del pubblico con una modalità decisamente contemporanea.

Sette bambini si ritrovano nella cameretta di uno di loro. Si festeggia un compleanno. Il regalo per il festeggiato è un gioco virtuale che è stato loro proibito perché considerato, a ragione, troppo violento e dannoso per gli effetti che potrebbe avere su menti giovani non ancora strutturate e pronte a confrontarsi con la crudeltà del mondo. Per loro è solo un gioco, un divertimento come altri: War Game – La prima guerra virtuale.

Con spensieratezza, grande curiosità e con quell’emozione che deriva dal compiere qualcosa di proibito, creano i propri alias e cominciano a giocare. Sette bambini si ritrovano a essere sette ragazzi, soldati mandati sul campo di guerra: Wolf, Jedi, Joker, Dexter e Leonard formeranno la squadra degli Arditi e saranno accompagnati da Daniel, figlio del tenente Baluk, verso il campo dell’azione.

Improvvisamente catapultati in un mondo totalmente lontano e diverso dal loro, di cui qualcuno ha una vaga idea attraverso i racconti del bisnonno, immersi nei loro visori per realtà virtuale, vivranno potenti e devastanti emozioni in una dimensione che non è reale, ma che fa male lo stesso.

War Game è una storia commovente, intensa e drammatica che parla di amore e paura, condivisione e individualità e lo fa a tutti con la forza di un linguaggio vivido e reale che riporta all’attualità della guerra con enorme efficacia e suggestione perché la guerra non conosce epoche ed è sempre contemporanea.

I giovanissimi e bravi attori che interpretano i bambini ricreano quel momento in cui la spensierata infanzia individuale viene spezzata dallo spirito del gruppo che, con incoscienza e spavalderia, vuole rompere le catene del divieto genitoriale per raggiungere un’adultità precoce, rappresentando dinamiche di conflitto interno e autodistruzione, ma delineando anche un processo di consapevolezza.

I bravissimi giovani attori che interpretano i soldati restituiscono con un’immediatezza che colpisce e coinvolge l’atmosfera cameratesca, muovendosi dal gioco per alleggerire gli animi e farsi coraggio allo strenuo sostegno nelle difficoltà, ma rappresentano anche, con angosciante realismo, la paura di morire, ma, soprattutto, il tragico dilemma umano ed etico tra uccidere per sopravvivere oppure morire da innocenti.

Il testo è davvero ben scritto e strutturato: accompagna infatti con agilità e abilità il racconto diviso in due spazi scenici e temporali con continuità pur esprimendosi con due linguaggi diversi.

La regia sostiene costantemente la drammaturgia grazie ad una profonda sinergia tra parola/azione/tempo/luogo e scene che, talvolta, si svolgono simultanee.

La musica è perfettamente adatta e belli e ben eseguiti sono anche i movimenti coreografici, come quello dei bombardamenti.

Anche la scenografia, seppure essenziale, è molto funzionale: sullo sfondo, su un palco rialzato, la camera dei ragazzi in cui si svolge l’azione reale; davanti, una radura con pochi alberi, campo di battaglia in cui ha luogo l’azione virtuale.

Il pubblico non solo osserva, ma viene coinvolto in un’azione tridimensionale che si svolge su due livelli.

Veruska Rossi, Riccardo Scarafoni e Guido Governale, nel loro rendere memoria ai tre primi soldati aviotrasportati rievocando l’orrore della guerra che è sempre intorno a noi, in linea con il lavoro che da anni svolgono sulla tematica infantile e adolescenziale, richiamano anche pericoli molto più vicini alla nostra quotidianità, prendendo in questo caso ad esempio il rapporto tra individuo e gruppo o branco e la violenza di alcuni giochi virtuali la cui suggestione è talmente potente da poter scuotere e in certi casi sconvolgere la psiche e influenzare i comportamenti dei giovani che non hanno ancora gli strumenti per affrontare l’orrore del mondo reale.

Perché se War Game è un gioco, la guerra non lo è.

 

War Game – La prima guerra virtuale

scritto e diretto da Rossi, Riccardo Scarafoni e Guido Governale

con Andrea Amato, Francesco Buccolieri, Niccolò D’Ottavio, Daniele Felici, Alberto Fumagalli, Diego Tricarico

e

Lorenzo Bruschi, Alessandro Buccilli, Alessio Di Domenicantonio, Riccardo Micheli, Valerio Montanari, Santiago Narciso, Davide Pinter, Tommaso Reitani, Flavio Rossi, Leonardo Salari, Francesco Tiburzi, Alessandro Volpes

La voce di War Game è Chiara Gioncardi

scene Lisa De Benedittis

costumi Lisa Sorone

aiuto regia Silvia Parasiliti Collazzo

luci Luca Palmieri

audio Fabrizio Cioccolini

direttore di Scena Matteo Palmieri

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