Recensione di Carlo Tomeo

CARLO TOMEO FOTO

Una spiaggia in un mese estivo e tre personaggi su una spiaggia. I primi due sono Mirco, il più anziano, e Federica, ex colleghi ed ex amanti. Ora sono, secondo consuetudine, solo “buoni amici”, ma in realtà la donna è ancora innamorata dell’uomo e tanto basta perché lui se ne serva quando gli occorre. Come in una circostanza particolare quando lui vede sulla spiaggia il terzo personaggio della pièce: una ragazza, che seduta su un pattino ancorato a riva, legge un libro dalle grandi dimensioni, da far pensare all’uomo, che possa essere l’Ulisse di Joyce. È lei “la donna che legge” del titolo e di cui presto si saprà che il suo nome è Giada, quando verrà avvicinata da Federica, su preghiera di Mirco, per farle una strana proposta: c’è un signore di una certa età che è rimasto incantato dal suo modo di leggere e chiede di poterla osservare da lontano mentre lei continua la sua lettura.  In cambio, disponendo di molto denaro al quale non da importanza, è disposto a pagarla e le porge subito un biglietto da 500 Euro a dimostrazione di quanto asserito.

La ragazza si mostra subito colpita e offesa a una proposta del genere, si rifiuta persino di dire che libro sta leggendo, però, nello stesso tempo, ne rimane segretamente allettata e in poco tempo matura un piano: lei ha bisogno di denaro per tornare in Irlanda, il suo paese di provenienza, dove suo padre imprenditore è fallito e ha tentato il suicidio, ma la somma di cui avrebbe bisogno è molto più alta e arriva a 50.000 Euro.

Da una parte l’attrazione di un uomo che, pur essendo in età avanzata, non ha mai smesso di essere ammaliato dal bello, tanto che scriveva poesie, sia pur giudicate mediocre dall’amica, dall’altra una giovane donna che, senza dover concedere più di tanto, potrebbe ottenere quanto le occorre per risolvere il suo problema.

A un certo punto l’accordo ha luogo, Federica non viene più chiamata in causa, Mirco fa il suo bonifico sul conto della ragazza ed entrambi si collegano, tramite videocamera del computer dove la donna non deve fare altro che leggere sul suo letto mentre l’uomo la osserva attraverso il video.  E questo avviene per tre mesi, poi la donna non viene più guardata. Il motivo di ciò è rappresentato simbolicamente da un oggetto contenuto in un pacchetto che l’uomo le invia, pregandolo di posizionarlo sul comodino durate le sue letture.

Il mistero si scoprirà alla fine, nel colloquio chiarificatore che Mirco avrà con Federica e da lì si delineeranno meglio i caratteri e le passioni dei tre personaggi: da una parte l’urgenza del denaro che sembra poter risolvere tutto, dall’altra il bisogno di aprire la propria anima e mostrare insensibilità verso tutto ciò che è consumismo spicciolo e benessere d’accatto. E questo avviene soprattutto quando la vita ha messo alla prova il tuo ego.

La scena è poco rappresentativa della vicenda raccontata, essendo rappresentato quale arredo principale da un tavolo che può significare diverse cose: su un tavolo si mettono gli oggetti, per esempio un libro, o un biglietto da 500 Euro, o si scrivono contratti. Alla fine viene rovesciato, subito dopo che Mirco lo ha sollevato in verticale e vi ha posto contro la sua persona mentre teneva un suo monologo da mattatore.

E, in effetti, Massimiliano Speziani mattatore lo è stato realmente durante tutto lo spettacolo, così come si sono dimostrate ottime interpreti le due attrici Cinzia Spanò e Alessia Sangiuliani. In questo sono stati aiutati dalla scrittura veloce e dai ritmi accelerati dell’autore, Renato Gabrielli, e che si dividono a metà: in alcuni momenti si fanno racconto, in altri diventano un dialogo del presente. Una drammaturgia ricca di simboli e dove una parola può assumere un significato molteplice, a seconda da chi la pronunci e in quale contesto venga pronunciata.

Da lodare infine la regia di Lorenzo Loris che si è occupato anche delle scene e dei costumi.

 

La donna che legge

di Renato Gabrielli

con Massimiliano Speziani, Cinzia Spanò, Alessia Giangiuliani

regia, scene e costumi Lorenzo Loris

produzione Teatro Out Off

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