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A quarant’anni dalla celebre versione diretta e interpretata da Gigi Proietti, autore anche delle musiche insieme a Piero Pintucci, torna al Teatro Eliseo il capolavoro di Luigi Magni, La commedia di Gaetanaccio, con la regia di Giancarlo Fares e le musiche riarrangiate da Massimo Fedeli.

Gaetanaccio, al secolo Gaetano Santangelo, fu un personaggio realmente esistito a Roma: burattinaio ambulante, in giro per le vie e nei palazzi della nobiltà romana col suo “castello” di marionette, raccontava, attraverso le storie delle sue marionette, lo stato di indigenza in cui versava Roma, ricevendo spesso bastonate per la sua irriverenza o passando qualche notte in prigione.

Gaetanaccio è solo una povera anima di Roma, una Roma soggiogata dai ricchi, fatta di contraddizioni: poveri e ricchi, aspirazioni e frustrazioni, romanticismo e disincanto. Il teatro è stato messo al bando al Papa e Gaetanaccio e la sua amata Nina, attrice in cerca di fortuna, faticano a trovare di che mangiare, costretti a lunghi digiuni. Solo un compromesso potrebbe salvarli dalla fame, ma l’orgoglio e l’amore (amor proprio e amore l’un per l’altro) sono troppo forti.

Gaetanaccio è una commedia musicale che racconta qualcosa di antico, ma profondamente moderno. Cambiano i poteri, ma i poveri sono sempre poveri e i ricchi restano sempre ricchi. Soprattutto, l’amore è sempre l’amore. Un amore puro, cercato, desiderato, celato, che si manifesta solo quando la vita lo reclama, tanto forte da sconfiggere la morte. Amore che è l’unico nutrimento dei personaggi, unica possibilità di riscatto da una vita misera.

La commedia di Gaetanaccio è un testo bellissimo, apparentemente semplice eppure significativo, rappresentativo di un’epoca, ma, soprattutto, di un sentimento. Una commedia amara a cui le musiche, eseguite in scena da un quintetto, sebbene allegre e leggere, donano uno sfondo malinconico.

Lo spettacolo è molto piacevole e scorre con leggerezza. La regia di Giancarlo Fares è sempre delicata: privilegia l’aspetto romantico, preservando quello “sociale” o “politico”, ma senza calcare la mano. Fares ha un’attenzione particolare per la sensibilità dei personaggi, soffermandosi sui loro sentimenti, riuscendo davvero a tirare su il sipario sulla commedia umana.

Eppure questo spettacolo soffre di alcune contraddizioni, un po’ come Roma (che sia quella papalina o quella di oggi non cambia).

Carlotta Proietti si cala perfettamente nei panni di Nina che vive nella sua voce e nelle sue espressioni. Ciò che la contraddistingue è la capacità di essere sempre giusta e misurata, ma ogni volta diversa. Suo compagno in scena Giorgio Tirabassi, Gaetanaccio, eccellente attore, ottimo nell’espressività, ma non a proprio agio nella commedia musicale. La musica romana richiede una vocalità piena, forte, meno interpretata e più sentita.

Prove eccellenti quella di Carlo Ragone, una garanzia, nei panni di Fiorillo, figlio di Pulcinella e maschera a sua volta, e del carismatico Marco Blanchi nel ruolo dell’Eccellenza (o Porporato). Meno efficace Elisabetta De Vito nei panni della Morte che sembra  tra l’altro non aver creato la giusta sintonia con Tirabassi.

Buone prove anche per Daniele Parisi (Prologo e Governatore) ed Enrico Ottaviano (Meo Patacca e Papa).

Rende felici vedere giovani e bravi attori completare il cast e donare energia ad una narrazione che a volte perde slancio.

Bella la scenografia dipinta a mano da Fabiana Di Marco: mancando però di profondità, richiede uno sforzo maggiore di gestione dello spazio che, a volte, quando Tirabassi è da solo in scena, sembra troppo vuoto.

Nonostante questa alternanza di interpretazioni, lo spettacolo è molto gradevole e contiene diversi elementi molto ben confezionati e integrati: oltre a quelli già esposti, vanno menzionate le belle marionette create da Santuzza Calì efficacemente inserite nell’ultima scena davvero suggestiva.

La commedia di Gaetanaccio

Di Luigi Magni

Musiche originali Gigi Proietti – Piero Pintucci – Luigi Magni

Regia Giancarlo Fares

Con Giorgio Tirabassi, Carlotta Proietti, Carlo Ragone, Elisabetta De Vito, Daniele Parisi, Marco Blanchi, Enrico Ottaviano, Matteo Milani, Pietro Rebora, Martin Loberto e Viviana Simone

Musicisti in scena:

Massimo Fedeli piano e fisarmonica

Diego Bettazzi clarinettista – flautista

Stefano Ratchev violoncellista

Claudio Scimia violinista – chitarrista

Alessandro Vece violinista – mandolinista – pianista

Costumi e burattini Santuzza Calì

Scene Fabiana Di Marco

Light designer Umile Vainieri

Sound designer Manuel Terralavoro

Vocal Coach Maestro Massimo Fedeli

Coreografie Ilaria Amaldi

Personaggi e interpreti:

Giorgio Tirabassi        Gaetanaccio

Carlotta Proietti          Nina

Carlo Ragone             Fiorillo

Elisabetta De Vito      Morte

Daniele Parisi             Governatore / Prologo

Marco Blanchi            Porporato

Enrico Ottaviano       Meo Patacca / Papa

Pietro Rebora             Carceriere / Gentiluomo / Guitto

Matteo Milani            Scaramuccia / Graduato / Guardia Svizzera

Martin Loberto          Gendarme / Guitto / Gentiluomo

Viviana Simone          Guitto / Passante

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