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Un vero piacere assistere allo spettacolo La bisbetica domata in scena al Silvano Toti Globe Theatre di Roma!

Non solo perché La bisbetica domata è una bellissima commedia di Shakespeare perennemente attuale come ogni sua opera, divertente, ricca di intelligenti espedienti teatrali e di diversi livelli di lettura e interpretazione (ma anche questo si può dire di ogni sua opera), veicolati da un linguaggio frizzante e sferzante e da una dialettica incessantemente dinamica, ma anche perché l’adattamento e la regia di Loredana Scaramella sanno rapire lo spettatore e trasportarlo nel mondo shakespeariano con modalità originali, inserimenti innovativi che nulla tolgono a letture più classiche e che contestualizzano un ambiente e un’epoca in cui gli eventi raccontati e il loro messaggio ben si collocano.

La bisbetica domata, all’interno di un gioco a volte sadico e crudele, spesso tagliente, attraverso piccoli inganni, mistificazioni e scambi di persona, racconta l’opera di addomesticamento di una donna da parte di un uomo, una donna che da libera, indipendente, orgogliosa e ribelle, diverrà obbediente e rispettosa del marito e del suo volere.

Non è il caso di soffermarsi qui sulla valenza sociale di tutto questo e di disquisire della condizione femminile dell’epoca. Ciò che preme è commentare come tutto ciò venga rappresentato, e dare lustro e merito ad uno spettacolo gustoso, coinvolgente e ottimamente confezionato sotto ogni aspetto.

Loredana Scaramella segue un’intuizione fortunata andando a ritrovare la situazione evocata dal Bardo nel Ventennio fascista. Il racconto è collocato alla fine degli Anni Trenta, anni in cui “è ancora possibile in quell’epoca l’idea di una doma della femmina, ma la donna ha degli strumenti per opporsi e la battaglia dei sessi vive un momento cruciale, particolarmente appassionante”.

In quest’ottica, la taverna diventa una pensione ristorante; il potente è un Caposettore fascista e gli artisti girovaghi sono un gruppo di musicisti e attori di avanspettacolo ben distribuiti nei propri ruoli: il fantasista, il comico, il duo, la soubrette, il ballerino di tip-tap, il macchiettista, il cantante d’opera. Lo spettacolo, inoltre, ha numerosi inserimenti musicali leggeri, piacevoli e pertinenti.

Mano a mano, il turbinio di giochi, a volte crudeli, di bugie e scambi di persona assume i contorni del varietà declinato fino al Kabarett tedesco.

Grandissima l’interpretazione di ogni singolo elemento.

Bravissima Carlotta Proietti nei panni della cantante eccentrica e di Caterina. Padrona dei propri personaggi, prima esaspera e poi trattiene, riuscendo ad accompagnare ogni battuta con gestualità e mimica appropriate e naturali e a far rivivere il mutamento psichico del proprio personaggio anche nelle sfumature.

Accanto a lei la presenza importante e forte di Mauro Santopietro perfettamente aderente al proprio personaggio col quale gioca con abile disinvoltura, anch’egli dominandolo anche solo con i gesti e con le espressioni.

Federigo Ceci è uno strabiliante Cristoforo Volpe: è il primo personaggio che si incontra e subito cattura. Resta sempre in scena: travolgente quando attivamente presente sul palco, fa sentire la propria presenza anche quando è seduto in alto ad assistere allo spettacolo.

Con loro, poi, tutti gli altri, ugualmente bravi: Giulio Cavallini, Diego Facciotti, Gianni Ferreri, Paolo Giangrasso, Roberto Mantovani, Ivan Olivieri, Loredana Piedimonte, Sara Putignano. Degli altri dirò a breve.

Oltre alla meraviglia delle interpretazioni in generale, è l’allestimento completo a conquistare: è l’impatto visivo, sono le immagini evocate, le musiche, i canti, i rumori.

Gli elementi scenografici di Fabiana Di Marco sono pochi ed essenziali, ma perfettamente funzionali. Il resto è creato dalle dinamiche dei personaggi, dai loro movimenti, dalle linee che segnano e che spesso si incrociano. Movimenti ideati da Alberto Bellandi con la consulenza coreografica di Laura Rocco.

Infatti, oltre alla tensione creata dagli scontri dialettici tra Petruccio e Caterina e ai sotterfugi intorno al corteggiamento di Bianca, molto fanno le immagini create dai movimenti coreografici: passi, salti, corse, rincorse, in una serie di scambi rapidi ed efficaci.

Già quasi all’inizio, la scena della compagnia che arriva al ristorante ha un fortissimo impatto visivo. Fanno il loro ingresso ognuno col proprio bagaglio e per un attimo restano immobili: un’immagine che sembra un’istantanea dell’epoca e un momento nel quale si possono apprezzare tutti insieme i bellissimi costumi di Susanna Proietti in un equilibrio cromatico e di stile impeccabile.

Il flusso dinamico dello spettacolo è poi dato dai bellissimi movimenti e dalla fluidità nonché dall’espressività di Federico Tolardo, nei panni di Grumio e del fantasista, un perfetto saltimbanco instancabile (meravigliosa la scena in cui viene rincorso in casa di Petruccio), ma anche dal tip tap e dagli interventi di Lorenzo Grilli (impegnato in ruoli diversi) e dai ruoli travesti dello stesso Grilli e di Donato Altomare (che interpreta Nicola e il tenente), Gabrio Gentilini (Curzio, Vincenzo, Comandante), impegnato anche in un altro divertente pezzo con Tolardo, e Antonio Sapio (Filippo e cantante).

Anche l’intervallo è animato in maniera divertente e piacevole da alcuni attori con l’esibizione in un numero musicale cantato di tip tap da Lorenzo Grilli, Donato Altomare e Antonio Sapio.

A questo proposito è doveroso e giusto citare la presenza in scena del quartetto William Kemp che ha eseguito tutte le musiche dal vivo.

Nonostante la lettura moderna e la contestualizzazione e gli inserimenti esposti sino ad ora, lo spettacolo rispetta il canone shakespeariano: i personaggi shakespeariani e le loro dinamiche non vengono stravolti. Semmai alcuni elementi, soprattutto comici, vengono amplificati e anche i travestimenti trovano un prolungamento nella scena en travesti.

La bisbetica domata di Loredana Scaramella in scena al Silvano Toti Globe Theatre è un prezioso esempio di buon teatro

Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=QDpLuvUc-Ck  

La bisbetica domata

di William Shakespeare

Regia di

Loredana Scaramella

Traduzione e adattamento Loredana Scaramella

Prodotto da Politeama Srl

Interpreti

(in ordine alfabetico)

Nicola, tenente                                             DONATO ALTOMARE

Lucenzio, boy della compagnia                   GIULIO CAVALLINI

Cristoforo Volpe,                                          FEDERIGO CECI

Ortensio, boy della compagnia                    DIEGO FACCIOTTI

Gremio, comico                                             GIANNI FERRERI

Curzio, Vincenzo, Comandante                 GABRIO GENTILINI

Tranio, comico                                             PAOLO GIANGRASSO

Biondello, Giuseppe, aiuto cuoco,

ballerino di tip tap                                        LORENZO GRILLI

Battista, attore di prosa                                ROBERTO MANTOVANI

Professore, amministratore di compagnia IVAN OLIVIERI

Vedova, sarta                                                           LOREDANA PIEDIMONTE

Caterina, cantante eccentrica                      CARLOTTA PROIETTI

Bianca, soubrette                                          SARA PUTIGNANO

Petruccio, Caposettore                                 MAURO SANTOPIETRO

Filippo, cantante                                           ANTONIO SAPIO

Grumio, fantasista                                        FEDERICO TOLARDO

Musiche eseguite dal vivo :

quartetto WILLIAM KEMP

Violino ADRIANO DRAGOTTA Sassofoni  LORENZO PERRACINO

Chitarra FRANCO TINTO  Contrabbasso  DANIELE ERCOLI

MAESTRO MOVIMENTI DI SCENA

Alberto Bellandi

AIUTO REGIA

Francesca Visicaro

ALLESTIMENTO A CURA DI

Susanna Proietti

SCENE

Fabiana Di Marco

COSTUMI

Susanna Proietti

CONSULENZA COREOGRAFICA

Laura Ruocco

ASSISTENTE COREOGRAFO

Giulio Benvenuti

DIREZIONE TECNICA

Stefano Cianfichi

DISEGNO LUCI    Umile Vainieri         DISEGNO AUDIO    Franco Patimo

Si ringrazia Cinzia D’Angelo dell’ufficio stampa

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