f1171f2d-47a9-42cd-a0c1-627775bb8dca

L’associazione MALATESTA
presenta
Uno spettacolo del collettivo SCH
KOVA KOVA

– LO SPIN OFF –

WERNER SCHWAB

performance (30′)

con Valeria Belardelli e Arianna Pozzoli

dedicato al SECONDO ATTO di STERMINIO
SPIN OFF del progetto TRILOGIA “DRAMMI FECALI” di WERNER SCHWAB

 

Drammaturgia: Collettivo SCH, Valeria Belardelli, Arianna Pozzoli
Musica: Samovar (Samuele Cestola)
Luci: Francesco Tasselli
Ufficio stampa: Marta Scandorza – F/M Press

KOVA KOVA è LO SPIN OFF della trilogia dei DRAMMI FECALI, una performance di 30′ che riscrive il SECONDO ATTO di STERMINIO di Werner Schwab dal punto di vista delle due figlie, sorelle-gemelle, dei coniugi Kovacic.

La performance KOVA KOVA nasce dall’incontro durante lo SCHLAB 5 a Carrozzerie n.o.t. – vincitore del bando ODIOLESTATE “residenze agostane” – tra Arianna Pozzoli, già attrice di FAK FEK FIK – le tre giovani – e Valeria Belardelli, partecipante selezionata per lo studio su Sovrappeso; insignificante: informe.

Se il secondo atto di STERMINIO di Werner Schwab ha come protagonisti i due coniugi Kovacic, modello esemplare di nucleo famigliare europeo, KOVA KOVA nasce invece dall’urgenza di portare in primo piano le due figlie per sviluppare un racconto che, memore della drammaturgia originaria, affronti gli stessi temi sposando il punto di vista delle due sorelle nel nostro presente: il rapporto col cibo e l’anoressia come tappa obbligatoria della crescita; il primo amore e la prostituzione come biglietto da visita col mondo; le dinamiche incestuose mai pronunciate e la pedofilia latente della società di cui i genitori si professano campioni indiscussi.

KOVA KOVA esplode nel dialogo tra le due figlie, fitto ed elettrico come uno sfogo, si articola in un gioco segreto fra sorelle, amplifica e deforma la contraddizione implicita del modello familiare. In continua lotta per differenziarsi le sorelle non fanno che rafforzare la loro stessa identità, tanto più vogliono distinguersi tanto più si assomigliano e l’identità delle due gemelle amplifica la questione identitaria della famiglia stessa: la famiglia è anzitutto identitaria o non è una famiglia. Le due gemelle, pre-adolescenti, si trovano incastrate a metà tra l’essere due bambine, nel salotto confortevole del disagio familiare, e l’essere due giovani donne, quindi uscire di lì e dimenticare le convenzioni piccolo borghesi di quel contesto. Le due avanzano insieme, mosse da un dialogo che non si interrompe mai, portandosi addosso la formazione familiare come una deformazione inevitabile, satirica e inquieta.

LʼEuropa è un deserto senza scena, la parola è quella di una lingua ufficiale che non parla nessuno. Rimangono le minoranze, le sottoculture, le comunità con i loro messaggi interrotti dai rumori gracchianti e assordanti dei televisori, dalle immagini di un mondo che non concede ascolto, nemmeno alle voci che gridano più forte. Bandiere bruciate, bestemmie urlate, una fatica che trova sfogo solo nel non essere più niente. La tana è il mondo, il mondo una tana, per una generazione povera e avara, di denari e di passioni, costretta distesa sui materassi ad aspettare che il tempo scorra. Lʼunica alternativa è lʼesposizione, correre il rischio di impegnarsi, raccontare se stessi. Questo è lo SCHLAB – progetto di pedagogia e creazione scenica – sui DRAMMI FECALI di Werner Schwab.

Il Collettivo SCH nasce dall’incontro fra artisti diversi, danzatori, attori e autori durante le tappe del laboratorio SCHLAB di Dante Antonelli. Attraverso una serie di tappe laboratoriali, di residenze, il gruppo si è trovato nella condizione di creare diverse performance per la scena, rappresentate in spazi teatrali e non convenzionali tra qui la Locanda Atlantide, gli spazi del Duncan 3.0 e alla Festa di Teatro Ecologico di Stromboli durante la quale è stata rappresentata una performance a tappe itineranti per l’isola. Da un’idea di Dante Antonelli, con Martina Badiluzzi, Giovanna Cammisa, Arianna Pozzoli nasce la riscrittura per la scena di Presidentesse di Werner Schwab, vista attraverso gli occhi delle tre giovani attrici in FAK FEK FIK. Grazie al sostegno di Carrozzerie n.o.t. il gruppo di lavoro vive un dialogo con nuovi artisti durante la tappa di odiolestate, residenze agostane. Da lì nascono i successivi lavori del gruppo con la direzione di Dante Antonelli, tra cui ESSE con Gabriele Falsetta e KOVA KOVA – lo spin off – con Arianna Pozzoli e Valeria Belardelli. Il Collettivo SCH si avvale inoltre dalla collaborazione strutturale alla drammaturgia musicale di Samovar e di Francesco Tasselli per le luci, il montaggio e i video.

Valeria Belardelli è nata a Roma nel 1990. Durante gli studi classici studia recitazione presso il Conservatorio Teatrale diretto da Giovanbattista Diotajuti, dove per due anni segue anche un corso di metodo mimico tenuto da Mirella Bordoni. Studia al DAMS di Roma Tre, dove si laurea nel 2013, e nel frattempo segue dei corsi con lʼacting coach Francesca Viscardi e studia teatro fisico presso Kataklisma. Nel 2012 ha un ruolo da coprotagonista nel film “Happy Days Motel” diretto da Francesca Staasch. Nel 2014 inizia un master in Writing for Stage and Broadcast Media presso la Royal Central School of Speech and Drama a Londra. Tornata a Roma viene selezionata per partecipare allo studio su Sovrappeso; insignificante: informe dal Collettivo SCH, vincitore del bando ODIOLESTATE presso Carrozzerie n.o.t. Attualmente sta portando a termine i due progetti finali per il master.

Arianna Pozzoli nata a Roma nel maggio 1992. Dopo gli studi classici si diploma nel corso di studi triennale della Q Academy. Studia danza contemporanea e teatro fisico con Emma Dante, Cirque du Soleil, Odin Teatret, Daniele Sterpetti, Giorgio Rossi, Marta Ciappina. Fa parte del collettivo SCH fondato da Dante Antonelli con cui comincia a lavorare su Werner Schwab nel 2013 e debutta da autrice e attrice con Fak Fek Fik performance vincitrice del Fringe Festival di Roma 2015 premio miglior spettacolo, miglior drammaturgia, migliori attrici ex aequo. Ha partecipato e ora si occupa di condurre il lavoro fisico e propedeutico alla scena allʼinterno dello SCH.lab, laboratorio di creazione scenica al Duncan 3.0 e a Carrozzerie N.O.T. Oltre al lavoro con il collettivo ha lavorato con Gabriele Lavia, Andrea Baracco, Zaches Teatro e Silvia Calderoni. Attualmente è iscritta alla Facoltà di Filosofia alla Sapienza di Roma.

FacebookTwitterPinterestGoogle +Stumbleupon