jersey boys

E’ finalmente arrivato a Roma, al Teatro Olimpico, Jersey Boys, il musical più acclamato degli ultimi tempi.

Prodotto da Teatro Nuovo di Milano, con la regia di Claudio Insegno, vincitore a settembre 2016 del premio come Miglior Spettacolo Nuovo e Miglior Attore Protagonista per Alex Mastromarino agli Italian Musical Awards, Jersey Boys racconta la storia dei Four Seasons, storico gruppo pop-rock statunitense che scalò le classifiche di tutto il mondo tra gli anni ’50 e ’70.

Jersey Boys è un musical jukebox con le musiche di Bob Gaudio, i testi di Bob Crew e libretto di Marshall Brickman e Rick Elice, ma non solo: è anche una testimonianza storico-musicale di un evento di costume.

Lo spettacolo narra la storia del gruppo dalla sua formazione allo scioglimento, attraversando le stagioni che lo stesso ha vissuto. Il musical, infatti, è suddiviso in quattro stagioni, ognuna rappresentata dal punto di vista di un personaggio, e racconta l’ascesa e il declino dei Four Seasons, gruppo di enorme importanza, talmente particolare nelle voci e nelle armonizzazioni da essere scambiati in radio per un gruppo di colore, oppure da essere ritenuto composto da tre uomini e una donna, per la particolarità e unicità della voce di Frankie Valli.

Jersey Boys è uno spettacolo molto denso, sfaccettato per la ricchezza di elementi narrativi e figurativi che rappresenta.

Partendo dalle vicende che hanno portato alla formazione del gruppo, passando attraverso le numerose hit che sono state in testa alle classifiche, fino ad arrivare alla crisi e allo scioglimento del gruppo, lo spettacolo approfondisce moltissimi aspetti della storia dei Four Seasons, dandone una presentazione a tutto tondo.

Non solo lo spettacolo restituisce con forza dirompente e grandissima energia, grazie alle vocalità strepitose dei quattro protagonisti capaci di armonizzazioni strepitose, le tantissime canzoni di un gruppo musicale che ha segnato un’intera generazione, ma anche ricrea con precisione mode e costumi di un’epoca con particolare attenzione all’approfondimento del carattere dei personaggi.

Sono proprio questo approfondimento, il punto di vista raccontato da ognuno di loro, le dinamiche personali che hanno portato alla crisi prima e allo scioglimento dopo e quelle ancora successive a dare valore aggiunto ad un’opera che già musicalmente e vocalmente coinvolge e affascina.

I quattro protagonisti, oltre ad essere eccezionali interpreti, riescono a far emergere l’umanità dei loro personaggi.

Frankie Valli è una persona comune che parte dal basso, proviene da un quartiere difficile e non perderà mai la sua naturale inclinazione a cercare il bello nelle persone. Vive gli ostacoli della vita con ottimismo; il suo motto è “troviamo una soluzione”. Frankie il frontman del gruppo, sicuramente artefice del grande successo dello stesso che lui, però, imputa sempre alla sinergia del gruppo.

A interpretarlo è uno strepitoso Alex Mastromarino, dotato di una voce particolarissima capace di acuti e falsetti poco comuni. L’atteggiamento e la faccia sono i suoi: quelli di un artista umile e modesto che vive il lavoro con grandissima professionalità.

Tommy De Vito è colui che crea e disfa il gruppo: duetti, trii, quartetti che ogni volta cambiano nome. Di questo si vanterà sempre esigendo dagli altri un rispetto e assenso incondizionato che non merita per tutti i guai che crea in continuazione al gruppo. Tommy, infatti, è quello che mantiene i rapporti con le case discografiche e con la mafia, raggiungendo compromessi che ne fanno emergere la debolezza umana.

Marco Stabile è perfetto in questo ruolo: ha la faccia giusta, l’atteggiamento e le movenze da sfrontato e superbo. Mette colore e sapore ad un personaggio che, nonostante non sia esattamente un modello da seguire, ispira simpatia, ma soprattutto, ne restituisce con efficacia l’umanità, tra debolezza e difficoltà, nonostante non smetta mai di credere che il successo dei Four Seasons sia tutto merito suo.

Bob Gaudio è la parte creativa del gruppo, un compositore di grandissimo talento. A differenza degli altri, non è del New Jersey e proviene da una famiglia benestante. E’ molto sicuro di sé ed è un calcolatore. Sa interpretare il mercato, le tendenze e prevedere quali melodie possano risultare vincenti. Flavio Gismondi è pienamente dentro al personaggio. Con quel bel viso da bravo ragazzo, ma l’occhio sveglio e furbo, lo fa suo calzandolo a pennello.

Nick Massi è colui che avvierà lo scardinamento del gruppo, tirando fuori i problemi economici e relazionali del gruppo. Silente durante il primo atto, nel secondo metterà tutti di fronte ai propri limiti ed errori. Sa che così facendo metterà in moto un processo di distruzione del gruppo, ma le parole gli escono improvvise dal petto, spinte forse anche da quel sogno da sempre bramato di formare un suo gruppo. Anche Claudio Zanelli crea un personaggio completo, colorandolo con intensa espressività e forgiandogli un carattere che esce allo scoperto gradualmente.

Oltre a questi quattro straordinari attori e interpreti, il cast si avvale di altri validissimi professionisti.

Andrea Carli è un perfetto siciliano nei panni del mafioso Gyp Decarlo.

Alice Mistroni è meravigliosa nei panni di Mary Delgrado che accompagna con grande capacità nella sua trasformazione.

Brian Boccuni è un divertentissimo ed eccentrico Bob Crewe, compositore insieme a Bob Gaudio per i Four Seasons. Un personaggio grandioso a cui Brian conferisce un’interpretazione esilarante e ricca di particolari.

Giulio Pangi è uno strepitoso e anche lui divertentissimo Joe Pesci, che fu colui che presentò Bob Gaudio al gruppo. Anche qui ci troviamo di fronte ad un’interpretazione trascinante.

Inoltre, Brian e Giulio interpretano anche altri ruoli “minori” dando prova di una spiccata versatilità grazie alla quale riescono a creare personaggi completamente diversi tra loro e compiuti seppur nella loro breve vita in scena.

Pasquale Girone è un grande Norman Waxman, uno strozzino al quale Tommy si rivolgerà mettendo in enormi difficoltà gruppo.

Completano un eccellente cast Fiorella Nolis, Gloria Miele, Massimo Francese, Valeria Belleudi, Roberto Lai, Giuseppe Orsillo.

Jersey Boys è uno spettacolo che si dimostra sicuramente impegnativo per chi lo fa. Due ore e quaranta circa di spettacolo che, nonostante siano un po’troppe per gli standard a cui siamo abituati, passano con grande piacevolezza a ritmo di musica, passi di ballo e un testo agile.

Merito della regia di Claudio Insegno che è riuscito a confezionare uno spettacolo con cambi scena rapidi a livello scenografico e agili a livello drammaturgico. Si scivola velocemente da una scena all’altra senza cesure mantenendo sempre una continuità narrativa senza mai perdere ritmo e tempo.

Ogni personaggio, non solo i quattro protagonisti principali, ha  corposità e struttura e mantiene una libertà di azione grazie ad una ottima distribuzione degli spazi e dei movimenti.

Jersey Boys è uno spettacolo in cui scenografia e luci hanno un grandissimo ruolo. Le scene di Roberto e Andrea Comotti sono davvero tante e belle: con parti fisse e mobili, videowall e oggetti di scena  si ricreano ogni volta ambienti differenti specifici e particolari.

Le luci di Alin Theodore Pop creano giochi bellissimi accompagnando con la modulazione di colori e intensità le scene partendo dai momenti più intimi fino ad esplodere in alcuni picchi da concerto rock.

Bellissimi i costumi, perfettamente in stile, di Graziella Pera.

Valeriano Longoni ha curato le coreografie, molto carine e anch’esse in linea col ventennio raccontato.

Jersey Boys vi aspetta al Teatro Olimpico fino al 4 dicembre per emozionarvi!

 

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