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Recensione di Francesca Griffini.

Foto della pagina Facebook di Jersey Boys – Il Musical.

 

New Jersey, fine anni ’50.
Il sedicenne Francis Castelluccio, in arte Frankie Valli, vive in un piccolo quartiere del New Jersey dove svolge attività di barbiere durante il giorno mentre la sera, insieme al suo inseparabile amico Tommy DeVito, reso alla perfezione nella sua caratteristica di simpatica canaglia da Marco Stabile, mette in atto furti e rapine.
Tommy è un chitarrista ed insieme al fratello gemello Nick DeVito e a Hank Majewski formano un trio che si limita a suonare in qualche locale senza troppo successo, ma Tommy ha già le idee ben chiare, riconosce infatti nel suo amico Frankie un timbro vocale unico spronandolo così a lavorare su questa dote naturale insieme al bassista Nick Massi interpretato perfettamente da Claudio Zanelli che conquista il pubblico con battute sagaci e monologhi dirompenti.

Questo trio, composto da Tommy, Nick e Frankie prenderà il nome dei ‘Three Lovers’, ma, nonostante l’enorme talento di Frankie , al gruppo manca qualcosa.. Una canzone che gli permetta di fare il salto e ovviamente qualcuno che la scriva per loro perché come dice Tommy “c’erano tre modi per uscire dal quartiere, entrare nell’esercito, diventare mafioso o diventare famoso! Beh.. Poteva accadere! In effetti è quello che è accaduto!”

Grazie a Joe Pesci, interpretato da Giulio Pangi, avviene l’incontro con un grande musicista e scrittore, Bob Gaudio, interpretato con la maestria che siamo abituati a vedere da Flavio Gismondi, che darà la svolta a coloro che poi, grazie ad una vera e propria illuminazione, diventeranno i leggendari Four Seasons.
Il loro primo successo ‘Sherry’, scritto in soli 10 minuti, impazza nelle radio e le nuove canzoni, una dopo l’altra, confermano il grande successo della band per la quale Bob Crewe scriverà le liriche, interpretato da Brian Boccuni in maniera esilarante.

La vita della band, come le vicende umane, da sottolineare il rapporto tra Frankie e la moglie Mary DelGado, donna forte e fragile interpretata da una straordinaria Alice Mistroni e la figlia Francine interpretata da Giada d’Auria, si susseguono con un ritmo coinvolgente, che passa dal puro divertimento a momenti di commozione per la drammaticità, dalla narrazione che fornisce il punto di vista di ognuno dei 4 protagonisti all’azione e ovviamente alla musica, che ricorda una rappresentazione concertistica che coinvolge lo spettatore.

I brani, con un sound innovativo per gli anni ’60 e attualissimi ancora oggi, sembrano uscire da un jukebox, come ‘Big Girls Don’t Cry’, ‘Rag Doll’, ‘Oh, what a night’, ‘Walk like a man’ e la celeberrima ‘Can’t take my eyes off you’ vengono interpretati con voci e armonie impeccabili.

La voce di Alex Mastromarino che interpreta Frankie si può definire unica, potente ed emozionante con un falsetto da brividi. La perfezione musicale la regala anche l’orchestra che dona sempre maggior impatto ad uno spettacolo diretta dal maestro Angelo Racz.

Le coreografie di Valeriano Longoni e della sua assistente Chiara Leonetti sono pulite e semplici, rispecchiando perfettamente lo stile dell’epoca e del gruppo stesso.

La scenografia, realizzata da Roberto e Andrea Comotti, ci riporta nelle strade del New Jersey, grate di ferro, una scala a chiocciola con la quale si raggiunge un ponte che accompagna il tempo della scena e proiezioni d’epoca.

Un disegno luci accattivante di Gianluca Brunelli e costumi curati nei minimi particolari da Graziella Pera.

L’impronta del regista Claudio Insegno è tangibile, traspare la sua comicità, è curata, scorrevole e mai banale per regalare oltre due ore di pura energia.

Un enorme successo riscontrato a Broadway e Londra e una novità per il teatro italiano.
Ho assistito all’anteprima del 14 aprile e l’entusiasmo del pubblico conferma ciò che dice Bob Crewe ‘le stelle sono in allineamento’!

Questi 4 ragazzi e tutto il cast composto, oltre ai già citati, da Felice Casciano, Elena Nieri, Gloria Miele, Pasquale Girone, Massimo Francese, Giuseppe Orsillo e Roberto Lai vi incanteranno al Teatro Nuovo di Milano fino al 15 maggio.

 

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