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Ario Avecone, classe ’75, nasce come cantante esibendosi a lungo in tutto il sud Italia con la band Rialta; nel 2002 vince le selezioni regionali per la Campania per il premio Mia Martini e l’anno successivo partecipa alle finali del Festival di Castocaro.

Nel 2004 comincia una lunga collaborazione con la Compagnia MusicArtEventi diventando anche attore, interpretando il doppio ruolo di Jesus e Judas in Jesus Christ Superstar. Per la stessa compagnia sarà anche autore e protagonista maschile di Le Magie del Moulin Rouge con repliche in tutta Italia nel 2006, con Fabrizio Checcacci e Kate Kelly.

Nel 2007 e 2008 sempre con la Compagnia MusicArtEventi è coautore e protagonista maschile, insieme a Nathaly Caldonazzo, Ramona Badescu e Graziano Galatone di Musical Romantico, con numerose repliche nel sud Italia.

Intanto, nel 2005, per Atellana Produzioni è il cantante principale in L’Ulitmo Scugnizzo.

Nel 2009/2010, per Sipario di Luce Produzioni è in Musicals of the World con Vittorio Matteucci, Graziano Galatone, Claudio Campagno e Fabrizio Checcacci.

Nel 2011, per GiustaMinori Produzioni è il cantante protagonista maschile nel musical Anni ’60.

Dal 2012 al 2015, ancora con Sipario di Luce Produzioni, è autore e protagonista maschile di Amalfi Musical. Anche quest’anno continua la sua attività con Amalfi Musical, di cui è anche regista e in cui ogni tanto si alterna con il nuovo protagonista Antonio Melissa.

E’ proprio in occasione della ripresa delle repliche di questo spettacolo, che intervisto Ario Avecone per conoscere meglio il suo lavoro.

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Ario, che cos’è Amalfi Musical?

Amalfi Musical è uno spettacolo innovativo che si fonda su elementi storici reali. Racconta della nascita della prima repubblica marinara, quella di Amalfi appunto, che è storia del territorio e, per estensione, di tanti altri luoghi simili nel Medioevo.

Siamo poco prima dell’anno 1000, non esiste un’unità regionale; allora la penisola era suddivisa in tanti piccoli territori che si riunivano tra loro e diventavano piccole realtà. Amalfi fu la prima repubblica marinara, poi seguita dalle altre. In questo spettacolo racconto la nascita della repubblica amalfitana e un periodo della storia italiana. E’ un racconto vero della storia locale, ma anche, in generale, del Medioevo.

Da quale esigenza nasce questo Musical?

Volevo creare uno spettacolo teatrale innovativo, originale e non convenzionale. Inoltre volevo che fosse uno spettacolo stanziale, che potesse rimanere in scena a lungo. Sono napoletano ormai naturalizzato ad Amalfi da tantissimi anni e mi è sembrato naturale raccontare questa storia. Gli amalfitani in quell’epoca erano sotto il dominio dei longobardi; ad un certo punto il popolo con l’aiuto della Chiesa organizza una rivolta, che è esattamente quello di cui parla lo spettacolo, e si liberano creando la prima repubblica del primo medioevo, uno dei primi casi di repubblica post romana. Da lì seguirà un periodo storico breve, ma molto importante.

Che tipo di spettacolo é?

Lo spettacolo è completamente originale e ha un carattere epico; prevede un contatto diretto con il pubblico che è seduto intorno alla scena a dieci centimetri dagli attori. Il pubblico è in certo modo protagonista: sente il respiro dell’attore, ne avverte le vibrazioni; ogni emozione viene passata da attori e cantanti al pubblico e ricambiata. Penso che questa sia la bellezza del Teatro.

Si ritorna un po’ alle origini del teatro del medioevo, quando i cantastorie giravano per le piazze ed esponevano i propri antichi racconti in uno scambio immediato con la gente. Anche qui c’è uno scambio diretto tra attori e pubblico.

E’ un tipo di spettacolo che piace moltissimo agli stranieri e in particolare agli anglosassoni che sono abituati ad un rapporto più diretto. Inoltre, stando qui, la location e la situazione facilitano molto nel creare l’atmosfera giusta.

A differenza di altri spettacoli è tutto il contesto che segue la linea dello spettacolo: si passa in un piccolo tunnel  per entrare in questo magnifico edifico che sono gli Arsenali, un struttura realmente dell’anno 1000; poi grazie agli effetti, alle luci e ai suoni ci si immerge immediatamente nella storia che continua come un viaggio nel tempo.

C’era l’idea di dare vita a dei fantasmi persi nel tempo che riprendono  forma e raccontano una storia eterna: ci sono il bene e il male, si parla di amore e libertà.

E’uno spettacolo che non ha una conduzione complessa perché deve essere capito da tutte le lingue (grazie a dei sopratitoli): abbiamo per il 70% spettatori stranieri appassionati di Teatro e Musical che vengono appositamente per lo spettacolo e che hanno una cultura in materia. E’ ancora più difficile perché non si tratta di uno spettacolo  folcloristico, ma di un vero e proprio musical. 

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Amalfi Musical è una creatura completamente tua: testo e libretto.

Sì. Testo, libretto e anche i costumi sono miei. Per le luci ho collaborato col grande Alessandro Caso che è un esperto in questo campo.

Non c’è scenografia in questo spettacolo, non ci solo elementi scenici: per scelta tutto è lasciato alle luci, all’ambiente e agli attori. 

Trattandosi di un Musical ci si aspetterebbe che oltre al recitato e al cantato ci siano parti ballate.

Invece no, non c’è danza qui: la danza viene sostituita dai combattimenti. Ci sono molti combattimenti  e sono tutti reali, fatti con armi vere. Non c’è nulla di falso; tutto ciò che di solito copre la danza nel musical qui viene fatto con combattimenti all’arma bianca. 

Parliamo dell’impianto musicale. Che tipo di musicalità dobbiamo aspettarci?

Grazie a mia madre sono cresciuto con una grande passione per la musica lirica e classica di cui ho una buona conoscenza: Puccini, Verdi, Rossini…

Amalfi Musical non è un musical pop. Ho scritto uno spettacolo molto orchestrato, però ho messo dentro anche un’altra parte di me. Sono stato per tanti anni un musicista rock e ho creato un connubio tra elementi classici e rock che ha dato un’impronta particolare alla musicalità.

Lo spettacolo nasce nel 2012 e abbiamo già fatto cinque stagioni di rappresentazioni.

Noto dopo più di trecento repliche in quattro anni che questo stile piace molto, si avvicina allo stile anglosassone (tipo I Miserabili) dove c’è l’armonia della melodia classica, ma c’è anche l’impatto del suono moderno che va  a dare una sferzata. 

Amalfi Musical sarà in scena ad Amalfi, presso l’Arsenale della Repubblica fino a ottobre il mercoledì e il sabato. Però ho letto che sono previsti spettacoli anche altrove.

Sì, si svolge di mercoledì e sabato ad Amalfi, ma quest’anno abbiamo deciso di ampliare un po’ il discorso sempre in zona, in altre location storiche particolari, portandolo anche in esterna e creando un allestimento parallelo senza spostare nulla all’interno dell’Arsenale.

Questa estate sono previste circa 130 repliche in cinque mesi. Grazie anche a questo, quest’anno abbiamo avuto una risposta molto importante ai casting.

Fino adesso avevamo cast locali; quest’anno, invece, abbiamo ricevuto più di mille richieste da tutta Italia e ci sono volute quattro, cinque giornate di casting. Grazie a questa grande offerta il livello si è alzato.

Un’ultima considerazione?

Amalfi Musical è un’esperienza molto particolare, direi unica; è uno spettacolo in cui tutti crediamo molto. Chi ci entra capisce quanto sia particolare e non può non amarlo, tanto che i primi fan sono gli attori stessi. 

Grazie all’esperienza fatta e a questo nuovo, formidabile cast, Amalfi Musical è pronto per girare l’Italia e, magari, anche per essere esportato all’estero con una formula leggermente diversa. 

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