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Locandina

Thomas Centaro, autore, regista, attore e speaker radiofonico, impegnato sia nella prosa che nel musical, presenterà a Milano, dall’8 al 16 marzo 2019, al Teatro Pime, il suo nuovo spettacolo Kim – Il Musical di cui firma sceneggiatura, testi delle canzoni e regia.

Facciamoci raccontare qualcosa di più su questo nuovo spettacolo.

Già dalla locandina lo spettacolo ricorda molto i cartoni animati dei mitici anni‘80 rimasti nella storia. La maggior parte di questi cartoni raccontavano di bambine che diventavano eroine grazie a poteri magici innati o acquisiti. Sally, Bia, Lalabel, Ransie erano streghette arrivate da un altro mondo. Stilly e Creamy erano bambine che si trasformavano attraverso un oggetto magico. Hela e Cybernella erano giovani ragazze con poteri speciali che diventavano eroine. La lista sarebbe ancora molto lunga.

Kim – Il Musical viene presentato come una prosecuzione di questo filone ed è stato definito un majokko millenial: spieghiamo cosa significa.

Per me che sono nato nell’81 L’incantevole Creamy ha significato molto, e come per me anche per milioni di bambini in tutto il mondo. Alimento ancora adesso la mia fantasia, forse è colpa (o merito) dei cartoni animati, chissà. Le eroine che hai citato hanno goduto di un grandissimo successo, avevano delle formule magiche, delle bacchette, ma nel caso di Kim è tutto diverso. Mi sono divertito a sovvertire i cliché narrativi per raccontare tutta un’altra storia, la storia di una ragazza normale dei giorni nostri. Kim ha un cellulare, ha Instagram, ha i “poteri” di cui disponiamo tutti, ma non solo… Non è la prima volta che mi ispiro a dei cartoni per un musical, già mi ero messo alla prova con “Kitsch Me Licia” nel 2015, ma dare vita, volto e anima a Kim è stato diverso.

Non è facile portare un cartone animato a teatro: che linguaggio utilizzi e quali mezzi adotterai per restituire l’atmosfera cartoon e magica della storia?

La verità è che Kim porta sul palco una storia aspirazionale fruibile da tutti, perché presenta tante linee narrative. Ho sempre scritto dialoghi molto frizzanti e scorrevoli, una delle mie mission è avvicinare quanto più pubblico possibile a teatro, provando a dimostrare che con semplicità si può anche raccontare una storia articolata come questa. Il susseguirsi delle scene è molto incalzante, i costumi coloratissimi, si ride tanto, l’atmosfera da anime giapponese l’ho rispettata doverosamente e si respira molto forte. Naturalmente in primo piano c’è Kim con la sua ascesa, il suo carattere buffissimo e tutti i segreti che solo il pubblico scoprirà poco per volta. Poi ci sono tutti quanti gli altri protagonisti, ognuno con la propria storia. Non mi piace andare a teatro e conoscere personaggi poco delineati, quando scrivo mi metto sempre nei panni dello spettatore. Grazie agli altri protagonisti la vicenda diventa sempre più reale e concreta. La magia c’è naturalmente, non è in primo piano ma c’è, ma non posso dire altro, altrimenti entriamo nello spoiler.

Nei cartoni di magia degli anni ’80 è forte il senso di identità: i personaggi quasi sempre si trasformano cambiando identità. Con Sailor Moon, poi, siamo andati proprio oltre con personaggi che trasformandosi cambiano anche sesso. Anche in Kim – Il Musical abbiamo un forte accento sul senso di identità? Come affrontarlo con queste nuove generazioni che oggi conoscono più cose di quante ne conoscessimo noi alla loro età?

Il punto è proprio questo: siamo sicuri che le nuove generazioni siano poi così diverse dalla nostra? I teenager di oggi vivono esattamente le stesse emozioni che abbiamo vissuto noi alla loro età, hanno le stesse debolezze e le stesse paure, e mi sento sicuro nel dirlo proprio perché prima di scrivere qualcosa voglio essere certo di portare sul palco una storia e dei protagonisti con i quali empatizzare. Ne ho parlato con tanti adolescenti e con Antonella Di Troia, una psicologa di Milano che con gli adolescenti ci lavora quotidianamente. Non lascio niente al caso, per questo dico che sì, i tempi cambiano, ma il cuore delle persone è sempre lo stesso.

Dagli anni ’80 a oggi è cambiato molto: i bambini di allora erano più scanzonati e sognatori e avevano molti meno stimoli dall’esterno e i personaggi di allora erano molto fantasiosi. Oggi, nell’era dei social, i ragazzi hanno una predisposizione naturale per tutto ciò che è tecnologia, per internet e i social e sono molto più smaliziati: che personaggi proponi col tuo spettacolo?

Melissa è la rappresentante dei teenager di oggi: lei è la fan numero uno di Kim, Isabel e Mito, i tre cantanti protagonisti del musical. Lei come molti ragazzini è molto social e seppur socievole è poco sociale, soffre di mille insicurezze perché è acerba. Il suo mondo sono la sua cameretta, la musica, i poster, i suoi peluche e il cellulare: è sempre sola e aspetta ogni giorno che il fratello torni a casa per cena. E poi c’è il contraltare dall’altra parte, la frenesia della Fantastic Music, l’etichetta di Kim, con il suo produttore discografico che interpreterò io e tutto lo staff che svela come funziona il mondo dello spettacolo.

Cosa racconta la storia? Chi è Kim? Ha delle amiche? Come vive le relazioni con gli altri?

Di Kim nessuno sa niente, almeno all’inizio del musical. Proprio questo alone di mistero che la avvolge sarà motivo di attenzione per Giada, la sua manager, e per Isabel Martinez, la ex stella del latin pop che dopo il flop del suo album natalizio “La nieve latina” vive un momento di forte difficoltà. Kim imparerà a farsi amare da tutti, ma soprattutto imparerà a conoscere sé stessa.

Come viene raccontato il mondo dello spettacolo e come viene vissuto dai protagonisti della storia?

Nel mondo dello spettacolo ci vivo da quando ero poco più che adolescente, lo conosco bene e lo vivo sia da attore che da regista e produttore. Ho approfittato della mia storia e del percorso di alcuni miei carissimi amici per raccontarne le sfaccettature: il successo, i fallimenti, la nascita delle idee, i sogni in frantumi, ma soprattutto il senso di riscatto… e Isabel ne farà la sua ragione di vita. Per il pubblico sarà sorprendente vedere cosa accade sotto i riflettori, ma ancor di più le dinamiche del dietro le quinte.

In tutti i cartoni c’è una morale o una missione da compiere. Le protagoniste, maghe o eroine che siano, hanno un compito. Qual è quello di Kim? Quali gli altri personaggi e che ruolo hanno nella storia?

Kim si presenta ad un provino per gioco, la sua missione non è diventare ricca e famosa, ma mettersi alla prova e così avrà modo di conoscersi e di capire chi è. Ma lei non è l’unica a nascondere una doppia identità, perché tutti i personaggi sembrano avere un alter ego. Come dico sempre io “le persone non ti deludono, si rivelano” ed è esattamente quello che accadrà.

Parliamo del cast: chi sono gli attori di questo spettacolo? Come sono stati scelti?

Il cast è composto da attori che ho scelto per mezzo di un provino in autunno. Kim avrà il volto e la voce di Chiara Cremascoli, diciannovenne molto promettente, mentre Melissa è interpretata da Beatrice Mariani, che ne ha diciassette. Con loro sul palco ci saranno Sara Sironi che interpreterà Isabel Martinez, Nikolas Lucchini (Kevin), Daniel Friggi (Mito Young), Alessandra Ruta (Barbara Grant), e Elena Centaro, che oltre ad interpretare Giada Mori, la manager di Kim, è anche la compositrice della splendida colonna sonora.

Cosa vuoi raccontare con questo spettacolo? Cosa raccontano i testi delle canzoni, che messaggio danno?

La mia frase preferita dello spettacolo è “Finché il sipario non è chiuso, non è ancora finita”. Ciò che vorrei raccontare è un concetto molto semplice ma altrettanto importante, che il talento è una magia, che non va mai nascosto e va coltivato nonostante tutto e tutti. Leggendo i titoli delle canzoni lo si capisce già, infondono tutte un grande senso di coraggio, buonumore e speranza. Io sono così, sono caparbio, non mi fermo mai, e di fronte ad un sogno do tutto me stesso, tanto che questa volta ho prodotto anche il cd della colonna sonora, 16 canzoni a soli € 10,00, un prezzo piccolo per un cd grandioso.

Rivolgendosi ad un pubblico di giovani contemporanei che tipo di musiche hai scelto?

Si spazia dal pop alla dance, dalla trap al latino fino al rock. Kim – Il Musical accontenterà tutti, bambini inclusi, sia quelli veri che quelli che non hanno mai smesso di esserlo… proprio come me quando guardavo L’incantevole Creamy. E il cerchio si chiude. Invito tutti i lettori a venire a vederci perché nei giorni dello spettacolo ci sarà il Cartoomics, quindi potrebbe essere un’occasione imperdibile per gli amanti del genere che arriveranno a Milano.

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