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Studia presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma proseguendo la propria formazione con maestri nazionali e internazionali di danza classica e modern Jazz.

Ha lavorato come ballerina professionista nei più’ prestigiosi teatri e trasmissioni televisive: Buona Domenica dal 1991/92 con Lorella Cuccarini; Fantastica Italiana con Paolo Bonolis; Luna Park con Heather Parisi; Partita Doppia con Pippo Baudo;  Musical Tosca di Lucio Dalla; Concerti con Claudio Baglioni ; Concerti con Amy Stewart ; partecipa a film come Gang of New York e Il cielo in una stanza.

Da più’ di 14 anni dedica la sua professionalita’ a tempo pieno all’insegnamento presso le seguenti scuole: Maison de la Dance con la direzione del maestro Denis Ganio; Tersicore di Ostia con la direzione di Gabriella Lodi; Centro Europaradise dove ha tenuto fino al 2011 la direzione artistica; Le Cupole con la direzione artistica di Marcello Sindici.

E’ in continuo aggiornamento per poter dare ad i propri allievi nozioni sempre più’ adeguate ai tempi correnti sulla disciplina e stage in giro per l’Italia presso i seguenti centri : Centro Coreografico di Danza ( Pesaro/ Fano ); La Scuola degli Artisti (Grosseto ); krissDance (Ferentino ); Opificio ( Roma ); Accademia nazionale Roma in Danza; Scuola A.C. Danzarmonia; Harmony Danza di Avezzano; Aggiornamenti con rilascio di attestato presso Accademia nazionale di Roma.

Paola Leste è la coreografa del musical Uomo Tra Gli Uomini. Cos’è la santità se non un sì, scritto e diretto da Sabrina Moranti, con protagonista Antonio Melissa (anche aiuto regista) e le musiche di Erika Provinzano.

Incontro Paola in occasione del debutto romano dello spettacolo al Teatro Sistina il 25 e 26 aprile 2016.

Paola, con Sabrina e Antonio ho parlato di tante aspetti dello spettacolo: esigenza narrativa, struttura drammaturgica, visione tridimensionale, testo e musica.

Con te adesso parliamo della parte relativa alla danza e alle coreografie.

Come sono nate le coreografie? Quale disegno coreografico c’è in questo musical?

Diciamo che lo stile coreografico di questo musical può essere definito modern. Io parto da una parte tecnica basica di classico per poi virare verso il modern. C’è da dire, però, che contiene anche molto acrobatico.

Si tratta di 9 coreografie legate ad altrettanti quadri . Si è trattato di costruire scene di danza sulla storia e, ovviamente, sulla musica. Lavorando a questo spettacolo visualizzavo la coreografie come fossero un film.

Ogni  quadro risponde ad una specifica richiesta. Alcuni quadri sono essenzialmente rappresentativi, come, per esempio “la sterilità”e “la caduta del muro”, in cui, però, ho tratto grande ispirazione dalle parole della canzone.

C’è poi una coreografia che ho sentito tanto e a cui ho lavorato in maniera diversa dalle altre: la malattia del papa, il Parkinson. E’stato molto difficile soprattutto in un gruppo di 7 ballerine: un conto è un assolo, ma farlo arrivare in un gruppo e farlo arrivare mantenendo una delicatezza nel raccontare la sofferenza, restituendo dignità alla persona malata è stato molto impegnativo.

E’ stato necessario cercare di entrare non solo nell’essere umano, ma anche cercare di far arrivare attraverso i movimenti gli effetti della malattia, la progressiva mancanza della padronanza del proprio corpo. E’ stato un grande lavoro per il quale ho studiato e ricercato tanto.

Credo che coreograficamente sia la punta di diamante dello spettacolo.

Ci sono coreografie per tutti i brani musicali?

No, le coreografie non son necessariamente su tutti i brani musicali. Sono 9 quadri coreografici, poi abbiamo performer aerei, come  Gli Angeli in apertura della prima scena coreografica.

Se dovessi caratterizzare le tue coreografie, cosa diresti?

Le coreografie non sono solo figure, ma raccontano la storia, danno corpo alla parola, traducendo le parole in passi.

Come è stato il lavoro con le ballerine?

E’ stato un lavoro molto bello. Abbiamo lavorato insieme; ho invitato loro a fare una ricerca,  a cercare di capire e a mettersela addosso. E’ stato difficile per loro, ma sono state molto brave, si sono impegnate moltissimo.

Abbiamo lavorato molto ricercando la capacità di trasmettere emozioni, una emotività che tirasse fuori l’anima; le ragazze fanno un lavoro interpretativo difficile passando dal dramma all’angelo, dalla malattia all’umanità pervertita.

Ci sono poi due acrobati che interagiscono e i due performer aerei nel quadro degli angeli.

Infine c’è anche un passo a due aereo che rappresenta l’amore ritrovato di una coppia che si era persa da tanto tempo.

Allora, forti di tutte queste suggestioni, non possiamo far altro che andare al Teatro Sistina il 25 e 26 aprile per ammirare questo musical.

Ringrazio Paola per la disponibilità e la gentilezza dimostrate durante questa bella chiacchierata.

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