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Continua la lunga intervista che il gentilissimo Cristian ha voluto concedermi.

Conosciamo un po’ di più il suo pensiero.

E’ vero che ti fanno fare sempre il cattivo? Perché secondo te?

No, anzi! Io ho fatto sempre il bravo ragazzo! Con “L’ultima strega” sempre di Andrea Palotto (autore e regista di Processo a Pinocchio) ho fatto il cattivo: ho avuto una grande soddisfazione da quel ruolo e da lì mi hanno chiamato per Ghost” dove interpretavo un altro cattivo. Devo dire che mi piace; dopo tanti personaggi positivi è bello confrontarsi con un ruolo da cattivo.

In Processo a Pinocchio però non sono cattivo: Pino è solo una vittima, è un po’ psicopatico. Però mi piace; i personaggi negativi, un po’ maledetti mi piacciono molto.

Tra le molteplici attività che svolgi c’è anche quella di tenere stage teatrali; hai un gruppo affiatato di persone che ti seguono quindi anche a livello professionale e ti hanno scelto come insegnante e gira voce che tu sia veramente bravo, professionale ed empatico. Le ragazze e i ragazzi che studiano con te si sentono ad ogni nuovo incontro sempre più arricchiti.

Cosa mi dici del rapporto che si è creato con queste persone?

Una volta il mio maestro di danza mi disse: “Io a lezione ho voglia di aiutare gli altri”. Io non capivo: perché aiutare gli altri? Tu sei un insegnante.

Invece, in realtà, scatta proprio questa cosa: aiutare gli altri a trovare determinate cose perché aiuta anche te. Insieme a loro capisco delle cose di me, della mia arte, degli errori che faccio, di quello che va fatto e di quello che non va fatto; per questo cerco sempre di dire che non ci sono cose giuste o sbagliate nel teatro, nella recitazione, ovviamente sempre tenendo salva la tecnica.

E’ importante capire che ogni persona che vuole fare teatro a livello professionale ha un tipo di talento e questo talento va tirato fuori in qualche modo.

Però mi chiedo, e qui allargo il discorso generalizzando, secondo te come mai in questo periodo sembra che tutti vogliano fare i performer teatrali? Ritieni che sia una vera passione o una moda, dovuta magari anche al fatto che ora se ne parla di più? O, magari, il bisogno di fuggire una realtà cupa e noiosa per rifugiarsi in un posto dove si può fingere di essere qualcun altro?

Non penso sia il bisogno di fingere di essere qualcun altro. Il fascino del Teatro c’è sempre stato, solo che, rispetto a ieri, oggi ci sono maggiori canali di comunicazione e diffusione.

Grazie a prodotti come Glee o Smash, per esempio, anche i ragazzi che non possono andare a teatro o che abitano in piccoli centri urbani hanno capito che il Musical è una forma d’arte molto completa, molto interessante e molto affascinante. Certo, va preso con molta serietà. Io ai miei stage vedo gente che non arriva preparata: non hanno studiato, non hanno imparato la parte a memoria, non sanno la melodia delle liriche, non è un buon punto di partenza. Il punto di partenza è sempre se stessi; studiare a casa, arrivare preparati, perché il successo è quello; il successo non dipende da quanto sei bravo tu, tu devi avere una tua formazione solida. Il successo arriva quando nel momento giusto ti viene chiesto di dimostrare questa solidità, tu lo fai al momento giusto nel posto giusto, ma questa solidità ci deve essere sempre.

Parlaci di Processo a Pinocchio: una psico commedia noir a carattere musicale originale e innovativa. Una realtà in cui credi molto, lo hai dichiarato e si vede. Quando hai letto il soggetto cosa ti ha conquistato?

Mi sono innamorato subito di Processo a Pinocchio e ho capito immediatamente cosa volesse dire Andrea Palotto. Tra l’altro poco tempo prima avevo studiato su Aspettando Godot che è anche quello teatro dell’assurdo, ovviamente ha un altro tipo di appeal, però ho subito capito che c’era quel tipo di comunicazione lì, cioè un impatto forte e questo mi è tanto piaciuto.

Alla prima lettura avevi già chiaro in mente come avresti potuto interpretarlo?

Non avevo già chiaro come sarebbe stato: è un personaggio che ho cercato con Andrea. Le indicazioni che Andrea mi aveva dato erano che Pino è un uomo non cresciuto, un eterno bambino che ha necessità di mentire per essere vivo. Tutto il resto è arrivato insieme poi. Mi è stato molto di supporto Andrea.

Parlaci dei tuoi progetti; cosa si può dire?

Sicuramente abbiamo in mente di portare Processo a Pinocchio in tournée ed è un’ottima cosa: essendo libero da legami posso vivere la mia professione.

Poi ci sono dei bei progetti, uno in prossimità, ma ancora non posso dire nulla. Solo che presto arriveranno news.

Allora attendiamo queste news che saranno sicuramente emozionanti!

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