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Dagli studi di giurisprudenza al teatro, da maschera al Politeama genovese ai più grandi palcoscenici italiani come performer completa di altissimo livello.

Hai partecipato a importantissime produzioni teatrali e musicali: Grease con Lorella Cuccarini; Hello Dolly con Loretta Goggi; Promesse Promesse; Fame- Saranno Famosi; Paolo e Francesca; Il Conte di Montecristo; La Divina Commedia; Cats; La Tosca; Ciao Amore Ciao; Salvatore Giuliano; Ti amo, sei perfetto, ora cambia; Musicalmente, solo per citarne alcuni.
Ogni volta, in ogni lavoro che fai, si vede l’amore che hai per questa professione, emani passione pura ed è evidente la tenacia che hai, riuscendo sempre a comunicare la gioia che provi facendo questo mestiere: come riesci, dopo tanta strada e tanti successi, a mantenere il tuo spirito genuino e incantato?

L’artista è un giullare che dialoga e gioca in maniera più o meno consapevole con l’animo del pubblico e, se mosso da passione pura, non può che mantenere lo spirito di un bambino. L’artista è un canale, nulla di ciò che crea è opera sua, se lo fa per egocentrismo blocca il flusso e si priva di un grande dono. Con questo non dico che sia semplice è uno scontro continuo con le proprie paure e insicurezze ma il viaggio è lungo.

In tanti anni di carriera, affrontando prove sempre diverse e mettendoti continuamente in gioco, hai mai avuto momenti di sconforto, hai mai avvertito il desiderio di lasciare? Come hai superato questi momenti?

Il nostro mestiere è un’altalena continua di emozioni, depressioni, gioie, precarietà lavorativa ed economica. Prima se ne è consapevoli e se ne fa pace, meglio si superano i momenti down. É il rovescio della medaglia, il pubblico vede solo le luci, l’artista gode di queste, ma convive inevitabilmente anche col buio.  Intendiamoci: tutti vivono continue crisi e anche più gravi. Noi sicuramente siamo dei privilegiati, ma essendo più a contatto con le emozioni e le fragilità umane, perché le dobbiamo raccontare, ne veniamo travolti. Altrimenti non si spiegherebbero le grandi depressioni di artisti famosissimi.

Da fan vorrei chiederti quale è stato il personaggio che ti è piaciuto di più interpretare, quello col quale hai avuto maggior empatia?
Quale il più difficile? E quale quello che vorresti interpretare?

Ogni ruolo mi ha donato qualcosa: svelando una parte  di me, mettendomi in difficoltà e facendo emergere le mie fragilità, portando alla luce aspetti del genere umano che non conoscevo. Questo è il grande privilegio che abbiamo.
Quelli che vorrei interpretare? Tantissimi…la mia curiosità  sul mondo non si è ancora esaurita.

Secondo te, che sei una professionista che, abbiamo ricordato, ha all’attivo una lunga e ricca carriera, che momento sta vivendo il teatro e il musical in particolare?

Terribile come l’Italia in generale. Un paese che non comprende non solo la funzione sociale dell’arte ma anche l’aspetto imprenditoriale ovviamente soffoca ogni ripresa ed è destinato a fallire. Per fortuna c’è chi in questo momento non si rassegna all’evidenza ma sfodera tutte le armi per costruire un alternativa diversa. Ed io sono molto fiduciosa.

Come mai oggi sembra che tutti vogliano fare i performer teatrali? Ritieni che sia vera passione o una moda, dovuta magari anche al fatto che con la diffusione globale dei social network se ne parla di più? Pensi che possa essere una conseguenza di un desiderio di fuggire la realtà, spesso cupa e noiosa, e rinchiudersi in un mondo in cui puoi fingere di essere un altro?

L’uomo di base è un creatore, finché non capirà che questo sfogo artistico lo può trovare in tantissime altre professioni continuerà a pensare che il palco sia l’unica. Oltretutto sempre di più le persone hanno sete di essere amate e riconosciute e lo ricercano nello spettacolo. Inoltre la passione per il musical è comprensibile, da la possibilità di esprimersi in maniera totale. Contemporaneamente penso che un po’ di teatro farebbe bene a tutti anche a livello amatoriale.

Esiste oggi ancora per te una funzione sociale nell’arte e, in particolare, nel teatro?

La funzione sociale è alla base dell’arte. Il “sistema” tende a nasconderla, ci vuole ignoranti è chiaro. Ma noi urleremo ancora più forte, non con i fucili e le bombe, ma con le armi della fantasia e della parola.

Infine, parlaci di questo spettacolo. Non è un musical? É un ritorno alla prosa, tua prima grande passione?

Si la prosa è la mia prima passione. Ora, infatti, sono in scena con un altro spettacolo di prosa tutto al femminile “Il vizio dell’amore” e la prossima settimana mi tuffo nella follia del talentuosissimo Giancarlo Nicoletti con lo spettacolo “Festa della Repubblica”, lavoro divertentissimo dal ritmo incalzante. Denuncia sottile e ironica dell’incomunicabilità del genere  umano e della perdita di valori profondi. Io interpreto Eloisa, giornalista televisiva di successo che specula sui casi umani per un po’ di share in più. Il resto non ve lo racconto, venite a vederci

Quindi dal 31 marzo al 4 aprile 2015 tutti al Teatro Trastevere per Festa della Repubblica per apprezzare dal vivo il talento di questa straordinaria artista: Stefania Fratepietro.

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