13112018- Cristicchi_MDVPU-201747 - Copia

13112018- Cristicchi_MDVPU-195400-2 - Copia

 

Simone Cristicchi arriva al Sala Umberto con lo spettacolo Manuale di volo per un uomo, scritto da lui e Gabriele Ortenzi con la collaborazione di Nicola Brunialti e la regia di Antonio Calenda.

Manuale di volo per un uomo è un flusso incontrastato e disordinato di ricordi e racconti che, attraverso un sofisticato gioco drammaturgico, sublima in un linguaggio poetico la vita del protagonista, fornendo ad ogni spettatore un punto di vista altro sulla propria condizione di essere umano, invitandolo ad abbracciare la propria sofferenza, attraversarla, viverla e rielaborarla per raggiungere una catarsi e poter spiccare il volo.

Raffaello, il protagonista di questo racconto surreale, è un uomo di quarant’anni, rimasto un po’ bambino: è una persona speciale, con un’intelligenza particolare e un dono per i numeri, che con il suo vecchio registratore cerca di “catturare il mondo”. Un uomo che ha difficoltà a pronunciare le parole bene, bello e bellezza, forse perché il bene, il bello e la bellezza sono le cose che maggiormente gli sono mancate nella vita.

La vicenda si svolge tutta dentro una camera di ospedale, che però ricorda anche la camera di un manicomio: nella stanza, a cui si accede da una porta bassa, ci sono solo una sedia, un comodino, una lampada a sospensione e un letto. Tutto è bianco. Nel letto si intuisce la presenza di una persona.

Raffaello si trova al capezzale della madre, una madre ritrovata che egli non ha mai vissuto, una madre che tanti anni prima lo aveva abbandonato presso un istituto di suore. Davanti al letto della donna Raffaello passa un tempo indeterminato che sembra lunghissimo e dalle sue parole si capisce che la donna è in un punto di morte.

Comincia un lungo dialogo con la donna, o meglio un monologo perché è sempre lui a parlare, durante il quale Raffaello prima l’accusa di averlo lasciato da solo tra i “da soli”, per poi scoprire che la donna non aveva mai perso le tracce del figlio e si era sempre preoccupata di lui da lontano.

Raffaello comincia poi a parlare di se stesso alla madre, narrando  gli episodi della propria vita, passando da un argomento all’altro in un flusso inarrestabile in cui l’anima si svuota del proprio peso e cerca un riscatto per poter volare. Volare come Raffaello voleva fare da bambino quando indossava ali di cartone per potersi librare nel cielo e raggiungere la mamma che credeva morta.

Ogni tanto delle voci sembrano chiamarlo dal passato: voci di bambino smarrito e in cerca di ascolto.

Nei suoi racconti poetici e surreali Raffaello parla delle proprie esperienze di vita che mano a mano, però, diventano vicende universali. L’apparente disordine dei suoi pensieri rappresenta la frammentazione della propria anima.

In questo procedere per ricordi e racconti Raffaello riuscirà ad elaborare il proprio passato, ad alleggerirsi l’anima e capirà che  ognuna delle persone che ha incontrato sul proprio cammino gli ha regalato qualcosa: le istruzioni per imparare a volare. Capirà di essere uscito dal circolo “dei soli” e che per volare è necessario relazionarsi con gli altri e avere il coraggio di affrontare la vita, mantenendo la purezza di un bambino.

Manuale di volo per uomo è uno spettacolo poetico e surreale, sofisticato e per questo impegnativo e non necessariamente accessibile a tutti.

Come svelerà alla fine lo stesso Cristicchi, contiene una componente autobiografica: egli stesso, perso il padre a dodici anni, si è ritrovato a vivere una vita interrotta fatta di esperienze interrotte, rinchiudendosi anch’egli in una camera bianca, fino a che l’arte, i disegni, gli scritti e la poesia lo hanno salvato concedendogli la possibilità di  imparare a volare.

Lo spettacolo parla della solitudine e del rischio dell’alienazione ed è un invito a comprendere la sofferenza, ad accettarla e a vedere la bellezza del mondo nelle piccole cose.

Si tratta di un testo ricco di simbologia e astrazione: la camera bianca può sembrare la stanza d’ospedale del racconto di Raffaello, ma ricorda anche quella di un manicomio, facendo riferimento allo stato mentale del personaggio, e, rimandando, per estensione, al disagio mentale (Simone Cristicchi ha prestato servizio prima come obiettore di coscienza poi come volontario in un centro di igiene mentale e ha vinto il 57° Festival di Sanremo con la canzone Ti regalerò una rosa che è una lettera che un uomo con problemi psichiatrici scrive alla propria donna).

La piccola porta che immette sulla scena sembra rappresentare un varco, un piccolo accesso alla mente del personaggio. Qualcosa che porta verso l’interno e lascia il mondo fuori. Il pavimento è scivoloso e inclinato, perché spesso è difficile tenere i piedi saldi nella vita.

Durante la narrazione si ha sempre l’impressione di trovarsi nella mente del personaggio e, al tempo stesso, in un luogo astratto, sospeso nel tempo e nello spazio. Anche la figura della mamma è un simbolo; un feticcio di ciò che si è perso, che si è cercato per tutta la vita, che svanisce nel momento in cui il percorso è completo e la catarsi attuata.

Raffaello indossa una maglietta e una salopette bianche, ma strada facendo si colorano sempre più di blu, colore della calma, della tranquillità e dell’equilibrio e qui simbolo dell’attività del protagonista, del suo diventare vitale e risvegliarsi alla vita, prendendo colore. Gli stati emotivi del personaggio vengono accompagnati e accentuati dal disegno luci di Cesare Agoni.

Manuale di volo per un uomo è un testo difficile e non immediato, di conseguenza anche lo spettacolo è impegnativo. Piace perché profondo ed emozionante, ma obiettivamente non è un testo brillante: nonostante la profondità dei concetti espressi e la chiave poetica richiederebbe una parziale riscrittura per alleggerire diversi passaggi e renderli più vicini al pubblico.

Simone Cristicchi dimostra di essere un bravissimo attore: molto preso, caratterizza il proprio personaggio con grande capacità, sensibilità, trasporto e immedesimazione. E’ palpabile il coinvolgimento per l’argomento trattato e inflessione, gesti ed espressività sono perfettamente coerenti al personaggio.

 

Manuale di volo per uomo

Scritto da Simone Cristicchi e Gabriele Ortenzi

Con la collaborazione di Nicola Brunialti

Con Simone Cristicchi

Regia Antonio Calenda

Aiuto regia Ariele Vincenti
Scene e costumi Domenico Franchi

Musiche originali Gabriele Ortenzi 

Voce fuori campo Maia Monzani

Una nuova produzione TSA Teatro Stabile d’Abruzzo / CTB Centro Teatrale Bresciano

FacebookTwitterPinterestGoogle +Stumbleupon