il segreto del teatro

Il segreto del teatro è uno spettacolo divertente ed emozionante di Gur Koren, con la traduzione di Danilo Rana e la regia di Lorenzo Goielli.

Una  famiglia anomala: il padre Toby, gangster dal cuore docile e il figlio Zac, prossimo alla laurea e super tecnologico, sono degli spacciatori; la madre, Vera, è una stilista di abiti da sposa, scaltra, intelligente, cinica e figlia di un grandissimo boss dello spaccio morto ammazzato.

Si ritrovano a voler gestire gli “affari di famiglia”, ma non sono esattamente delle linci: un’importante spedizione verso la Macedonia non arriva a destinazione e i tre devono trovare il modo di riscattarsi da questo insuccesso e conquistare il mercato macedone.

L’occasione arriva quando la si imbatteranno nella compagnia Teatro Fantasia, una fondazione di teatro amatoriale composta da giovani diversamente abili che dovrà partecipare ad un concorso proprio in Macedonia.

Il Teatro Nazionale è in crisi a causa dei tagli ai fondi voluti dalla politica economica corrente e i ragazzi della compagnia sono costretti a cercare fondi porta a porta.

A questo punto, Toby si fingerà produttore per agganciare la compagnia, fornendogli i soldi per il viaggio e progettando di nascondere il carico di droga negli oggetti di scena.

I ragazzi metteranno in scena Romeo e Giulietta: Toby e Zac, assistendo alle prove per capire come meglio nascondere il carico, sempre accompagnati da un’improbabile guardia del corpo, entreranno in contatto con i ragazzi della compagnia e si innamoreranno de Il segreto del teatro.

Tra prove esilaranti, goffi tentativi per cercare opportuni nascondigli senza farsi scoprire, problemi vari e ripensamenti, i protagonisti arriveranno a capire che siamo tutti diversamente abili e che ognuno di noi è una persona con bisogni speciali.

Il segreto del teatro è una commedia vitale ed energica; divertentissima, eppure invita alla riflessione; a tratti cinica, ma molto emozionante. Il testo è ottimamente scritto in un continuo cambio di prospettiva reso con grandissima padronanza e fluidità sul palco.

In una  girandola di emozioni e divertimento i personaggi sono attori e gli attori personaggi entrando e uscendo dai due ruoli con ritmo e naturalezza.

Lo spettacolo rappresenta con forza e incisività uno dei conflitti eterni: da una parte l’amore, dall’altra la famiglia. E’il conflitto che viene raccontato in Romeo e Giulietta, è il conflitto di sempre, che si proietta e si consuma nella vita di Toby, Vera e Zac con grandissima emozione. Il conflitto è il medesimo, ma il finale sarà diverso e ci insegnerà ad amare e a sacrificare i nostri interessi per amore degli altri.

La regia di Lorenzo Gioielli, coadiuvato dalla regia associata di Virginia Franchi, è lucida, snella, diretta: non indugia sulla disabilità alla ricerca di effetti, ma riesce a mettere in luce la ricchezza di questi ragazzi, con delicatezza, tenerezza e senza pietismi.

Il cast, infatti, è composto da attori e attrici normo dotati e diversamente abili che si amalgamano con grandissima empatia garantendo un bellissimo spettacolo divertente ed emozionante, dimostrando come “diversamente” sia un avverbio improprio quando si parla degli esseri umani. Come ha detto lo stesso regista, infatti, “siamo tutti diversamente abili e la normalità è soltanto una parola”.

Non importa chi sia cosa, chi sia il normodotato e chi il diversamente abile. Le differenze si annientano, i livelli si pareggiano: tutti sono normodotati e tutti sono speciali. Tutti sono attori. Soprattutto, tutti sono persone.

Cito velocemente i bravissimi componenti di questo cast.

Alberto Bognanni è un divertentissimo Toby, gangster dal cuore tenero; la grande Veruska Rossi sosterrà la sua Vera nel passaggio da donna d’affari cinica a madre e moglie; Alberto Fumagalli è un bellissimo Romeo moderno, giovane premuroso e sensibile, chi si innamorerà di Lia/Giulietta, una bravissima Alice Bertini. Gli scambi emotivi tra i due sono forti e realistici. Alberto riesce a rappresentare l’impotenza e il senso di colpa del suo personaggio, quel suo essere in bilico tra l’amore e la famiglia. Alice lo ricambia con la determinazione e il coraggio del proprio personaggio. Molto brava questa ragazza nel rappresentare con realismo una ragazza cieca. I due, insieme, creano una bella energia, che erompe delicata, tenera e romantica nella scena del balcone.

Lorenzo Caldarozzi è Eins, che nello spettacolo interpreta Romeo: un personaggio eccentrico e sopra le righe che diverte tantissimo grazie alla caratterizzazione di Caldarozzi. Emanuela Annini è Rainbow, una stupenda regista, caparbia e tenace; Ludovica Boccaccini è una divertentissima e dolcissima Kiev, che interpreta Mercuzio; Alessandro Tiberi è Dilan che nello spettacolo fa Tebaldo; Francesco Massaro è la guardia del corpo della famiglia di Zac, impacciato, un po’ sciocco e sensibile; Ajay Bisogni è Natan; Silvia Parasaliti Collazzo è una simpatica Darling, golosa di panini e che nello spettacolo interpreta la madre di Giulietta; Valeria Antonucci è Nina, una ragazza muta che parla col linguaggio dei segni.

Il segreto del teatro è un bello spettacolo, gradevole e onesto che mi ha colpito per la delicatezza e per la sinergia di questi bravissimi interpreti.

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Il segreto del teatro

di Gur Koren

traduzione Danilo Rana

con Alberto Bognanni, Veruska Rossi, Emanuela Annini, Valeria Antonucci, Alice Bertini, Ajay Bisogni, Ludovica Boccaccini, Lorenzo Caldarozzi, Alberto Fumagalli, Francesco Massaro, Silvia Parasaliti Collazzo, Alessandro Tiberi

in collaborazione con Accademia Arte nel Cuore

regia Lorenzo Gioielli

regia associata Virginia Franchi

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