il marchese del grillo

Il Marchese del Grillo nell’adattamento a Commedia Musicale di Gianni Clementi, Enrico Montesano, Massimo Romeo Piparo e con le musiche originali composte da Emanuele Friello sbanca il Teatro Sistina!

Bellissimo e divertentissimo, confezionato con grandissima maestria e padronanza della materia teatrale e musicale, Il Marchese del Grillo è uno spettacolo vincente grazie ad un insieme di elementi di altissimo livello: l’efficace adattamento del testo, la bellissima colonna sonora originale, le coreografie di Roberto Croce, le scene di Teresa Caruso e i costumi di Cecilia Betona.

Non solo: lo spettacolo vince anche grazie al valore artistico di un cast strepitoso.

La commedia racconta la storia del marchese Onofrio del Grillo, Guardia nobile di Papa Pio VII e personaggio realmente esistita. Il marchese è un uomo ozioso, a cui piacciono la bella vita, il buon vino e le belle donne. Per soddisfare i suoi capricci, Onofrio si traveste spesso per confondersi col popolo e vivere le sue avventure in mezzo ad esso. Soprattutto, Onofrio è un uomo a cui piace molto giocare e organizzare scherzi ai danni di chiunque, che sia il popolo o la sua famiglia oppure gli altri nobili senza escludere addirittura il Papa.

Amico dei francesi, le sue provocazioni proseguono liberamente e nella spensieratezza fino al giorno in cui Napoleone invade lo Stato Pontificio e i francesi si impossessano di Roma. Il marchese penserà di partire per la Francia, ma la disfatta di Napoleone a Waterloo ristabilirà le cose seppur in un ordine diverso. Il clima è ostile e sulla testa di Onofrio pende una condanna a morte. Non manca, però, la possibilità del riscatto finale, grazie alla quale Onofrio darà prova di saper essere anche un bravo uomo.

Fa da cornice a questa storia appena accennata tutto il fascino della Roma papalina di inizio ‘800, quel fascino unico ed eterno che appartiene solo a Roma nonostante le ingiustizie e il malgoverno che la contraddistinguono da secoli.

Il Marchese del Grillo è un bellissimo e divertentissimo spettacolo, ricco di ironia e sarcasmo, con battute irriverenti ed esilaranti.

Enrico Montesano veste i panni del marchese Onofrio del Grillo, panni che furono del mitico Alberto Sordi, e regala un’interpretazione sublime.

Devo ammettere le grandi perplessità che avevo nei confronti di Enrico Montesano. Mi sono avvicinato allo spettacolo con pregiudizio nei suoi confronti, ma sono felice di aver avuto la possibilità di ricredermi.

Enrico Montesano è inarrestabile, coinvolgente, un mostro del palcoscenico. Mantiene presenza, fiato e ritmo per tutto il tempo senza dar segni di stanchezza, anzi mostrando una grandissima partecipazione e voglia di esserci.

Per questo motivo posso dire che questo spettacolo mi sia piaciuto doppiamente: perché è davvero qualcosa di grande e perché, vincendo le mie perplessità, mi ha regalato la possibilità di potermi creare un giudizio positivo vincendo il pregiudizio.

Insieme ad Enrico Montesano sul palco un cast di circa trenta artisti tutti enormemente bravi.

Citarli tutti è lungo, ma non citarli è peccato.

A cominciare da uno strepitoso e ilare Giulio Farnese nei panni dello zio Prete e da un carismatico Tonino Tosto nei panni di Papa Pio VII, proseguendo con la grande Monica Guazzini nei panni della Marchesa madre e una strepitosa Ilaria Fioravanti in quelli di Genuflessa, cugina del marchese, personaggio che ha un bellissimo svolgimento ottimamente reso da Ilaria, che, inoltre, canta anche un brano importante che interrompe per un attimo il clima da commedia offrendo uno spunto più intimo.

Ancora: Carlotta Tommasi, anche lei con un brano molto ben interpretato, nei panni della madre di Faustina, Gloria Rossi.

Un bellissimo, a livello estetico e artistico, Michele Enrico Montesano veste i doppi panni del Capitano Blanchard e della Guardia Svizzera, esempio di figlio d’arte meritevole.

Debora Boccuni, già capo balletto, da circa due settimane ricopre anche il ruolo della moglie di Gasperino, con quella sua spiccata espressività che la contraddistingue e che dà colore ai personaggi che interpreta.

Segnalo ancora Igor Petrotto nei panni del servitore Ricciotto ruolo che ricopre con ottima presenza ed enorme simpatia.

Poi: Benedetta Valanzano nei panni di Olimpia; Andrea Pirolli in quelli di Aronne Piperno; Roberto Attias è l’Amministratore; Gerry Gherardi è commissario, giudice e principe; Ambra Cianfoni, Camilla; Giacomo Genova, forte, nei panni di Rambaldo e del Graduato; Fabrizio Caiazzo è il Cardinale Assistente del Papa; Sergio Spurio, l’oste; Francesca Rustichelli la figlia di Gasperino e la cameriera; Oreste Capoccia, cameriere; Rocco Stifani è Marcuccio; Sandro Bilotta, il Castrato; Sebastiano Lo Casto una esilarante Streghetta.

Potere e forza di questo spettacolo è anche l’ensemble, costituito da giovani bravissimi. Oltre la già citata Debora Boccuni ci sono: Francesco Caramia, Saria Cipollitti, Annalisa D’Ambrosio, Ilenia Dagostino, Viola Orocchini, Silvia Pedicino, Giuseppe Ranieri, Cialì Sposato.

Un ensemble importante, protagonista delle scene corali con grande energia e carica, a dar voce al popolo e ad altre varie figure.

La regia di Massimo Romeo Piparo è una garanzia è evidente, anche se qualche piccolo taglio sarebbe salutare alla commedia per evitare alcune ripetizioni, così da alleggerire il tutto e accorciare lo spettacolo di qualche minuto che sarebbe operazione salutare.

Le scenografie sono meravigliose ed imponenti e non potrebbe essere diversamente vista la produzione e l’elevato costo dei biglietti al Teatro Sistina. Una pedana circolare consente di muovere agevolmente grandi scenografie che rappresentano ogni volta Palazzo Grillo, gli interni del Quirinale, l’osteria, le strade e vicoli di Roma, con archi, colonne e fontane, la casa di Faustina, la camera di Genuflessa, e tanto altro ancora, con pannelli dipinti a rappresentare il panorama su Roma e, ancora, drappi, arazzi, una tavola imbandita e ancora e ancora.

Bellissimi i costumi, eleganti e curati, contestualizzati e impreziositi da importanti accessori.

Peccato il populismo sfacciato e piuttosto fastidioso di Montesano: la storia de Il Marchese del Grillo porta già in sé riflessioni sulla mancata giustizia, sulla corruzione, il dominio e la sete di potere della Chiesa, le condizioni dei poveri in contrapposizione all’indifferenza dei tanti ricchi, e volerlo per forza attualizzare con battute e riferimenti alla situazione storico politica del presente è pleonastico e ha il solo scopo di accattivarsi il favore del pubblico per facili risate.

Più belli invece, quei momenti più naturali in cui Enrico si impossessa di Onofrio e lo porta con sé in giro per il palco e per Roma conferendogli quello sguardo astuto e malizioso, quel piglio sarcastico e intelligente e quel cuore che fanno del Marchese del Grillo un emblema della romanità che fu.

Il Marchese del Grillo

dal film di Mario Monicelli, scritto con Benvenuti, De Bernardi, Pinelli, Zapponi

Adattamento a Commedia Musicale di Gianni Clementi     Enrico Montesano     Massimo Romeo Piparo

Regia Massimo Romeo Piparo

Musiche originali composte da Emanuele Friello

Scene Teresa Caruso

Costumi Cecilia Betona

Coreografie Roberto Croce

Direzione Musicale Emanuele Friello

Con Enrico Montesano e:

Giulio Farnese, Tonino Tosto, Monica Guazzini, Ilaria Fioravanti, Carlotta Tommasi, Gloria Rossi, Michele Enrico Montesano, Debora Boccuni, Igor Petrotto, Benedetta Valanzano, Andrea Pirolli, Roberto Attias, Gerry Gherardi, Ambra Cianfoni, Giacomo Genova, Fabrizio Caiazzo, Sergio Spurio, Francesca Rustichelli, Oreste Capoccia, Rocco Stifani, Sandro Bilotta, Sebastiano Lo Casto.

Ensemble: Debora Boccuni (capo balletto), Francesco Caramia, Saria Cipollitti, Annalisa D’Ambrosio, Ilenia Dagostino, Viola Orocchini, Silvia Pedicino, Giuseppe Ranieri, Cialì Sposato.

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