il majorana show

Ettore Majorana  è stato uno dei maggiori fisici italiani a livello mondiale, il più geniale della generazione di Fermi, Bohr e Eisenbergh e dei ragazzi di Via Panisperna; le sue speculazioni più importanti riguardarono la fisica nucleare e la meccanica quantistica relativistica.

Nel marzo 1938 Ettore Majorana sparisce nel nulla dopo aver manifestato in due lettere diverse, una spedita ad un amico e l’altra alla famiglia, l’intenzione di volersi suicidare. Majorana, però, dopo quelle lettere, scrisse anche un telegramma, sempre all’amico, dicendo di non voler portare a termine quell’intento.

Eppure da allora si sono persero le sue tracce e il caso è diventato uno dei più misteriosi e avvincenti tra quelli irrisolti del ‘900, tanto che ancora oggi ci si interroga su che fine abbia fatto: suicidio o scomparsa?

E’ questo l’argomento che si affronta nel Majorana Show, un talk show televisivo in cui la vicenda viene raccontata, approfondita e sviscerata attraverso l’intervento di testimoni e studiosi.

In un salotto televisivo a metà tra Chi l’Ha Visto? e Porta a Porta, il conduttore Marco Simeoli presenta la vicenda al pubblico in sala con i contributi degli ospiti: i fisici Enrico Fermi ed Edoardo Amaldi (rispettivamente Sebastiano Colla e Stefano Messina); la moglie del primo, Laura (Cristina Pellegrino); lo psichiatra, Prof. Giulio Doorfman (Andrea Giuliano); lo storico, Prof. Enrico Ricci (Claudio Pallottini);  la zia di Ettore Majorana (sempre Cristina Pellegrino) in collegamento dalla Sicilia.

Prima di arrivare in studio, lo spettacolo si apre con il Senatore Arturo Bocchini (Nicola D’Eramo), Capo della Polizia fascista che, sollecitato da Giovanni Gentile ad indagare sulla scomparsa di Ettore Majorana, liquida facilmente il caso come suicidio, non intendendo andare oltre nella vicenda, nonostante il suo inetto segretario (Edoardo Baietti) continui a portargli messaggi di personaggi altolocati interessati a far luce sulla vicenda.

Il Majorana Show è uno spettacolo  ricco di pregi strutturato su livelli diversi che si  amalgamano in un complesso molto ben riuscito.

Innanzitutto mette in luce un evento storico molto importante; tracciando un quadro biografico del protagonista del titolo e del suo entourage, offre uno sguardo lucido su eventi  e personaggi  di enorme spessore intellettuale che hanno segnato la storia della scienza, della fisica e, in generale, dell’umanità.

In secondo luogo mette in luce la dicotomia, a volte  drammatica, tra scienziato e uomo, ponendo un problema etico fondamentale: Ettore Majorana, infatti, con le sue scoperte fu il “teorizzatore” della bomba atomica, mentre Enrico Fermi ne fu tra i realizzatori. C’è un momento molto significativo e di grande impatto nello spettacolo in cui con tatto e sensibilità si riflette su questo.

I due aspetti citati, trovano il loro spazio narrativo in un divertentissimo gioco teatrale che attraverso il talk show mescola commedia, cabaret e narrazione dando una lettura realistica dell’Italia di ieri e di oggi, poi non così diversa nei suoi aspetti peggiori.

Utilizzare il talk show come sede del dibattito, oltre ad essere elemento di grande contemporaneità, consente di utilizzare un linguaggio diretto e semplice e toni leggeri, senza per questo sminuire il senso di quanto enunciato.

La televisione è un mezzo che arriva a tutti: miscelando il reale col virtuale, il documento storico col pettegolezzo rende i temi trattati e le teorie presentate fruibili da tutti. Lo stesso conduttore scende spesso tra il pubblico per coinvolgerlo, prendendo ad esempio una signora in prima fila a rappresentare la cosiddetta “casalinga di Voghera”, proprio ad esprimere la necessità che il messaggio possa essere compreso da tutti.

La trasmissione poi, così come i format a cui siamo abituati, presenta momenti di pausa, tra i balletti di Cristina Pensiero (con coreografie curate da lei e Stefano Bontempi) e le canzoni interpretate da Elena Lo Forte e Carlotta Proietti (accompagnate al piano da Andrea Bianchi), che alleggeriscono il tono.

Tra battute travolgenti che tengono sempre alto il ritmo e divertenti siparietti, si dipana il mistero della scomparsa di Ettore Majorana facendo intravedere sullo sfondo le debolezze passate e presenti del nostro Paese.

Il Majorana Show è uno spettacolo da vedere e godibilissimo; un testo molto ben scritto per una storia che, sebbene abbia serie radici storiografiche, è molto originale e gestita con una sapiente commistione di generi e di linguaggi.

Questo spettacolo crea un genere teatrale nuovo, in cui concetti e pensieri seri e profondi vengono esposti in maniera leggera, con un linguaggio comprensibile a tutti e in un clima di grande divertimento senza però che questo sminuisca il significato generale o ridicolizzi la storia trattata. Ci sono, anzi, grande precisione storica, rispetto e importanti riflessioni.

La regia è molto attenta: Marco Simeoli nel suo ruolo di conduttore è brillante ed esilarante, energico e dinamico, ed è appunto il regista di tutta una serie di situazioni divertentissime.

Lui, Sebastiano Colla e Stefano Messina creano dei siparietti esilaranti in grande sinergia.

Il Majorana Show è uno spettacolo davvero bello: ha il pregio altissimo di far conoscere una storia che moltissimi ignorano, presentando un periodo storico importante visto dal punto di vista di un circolo esclusivo di grandissimi intellettuali e sollevando questioni etiche importanti, allo stesso tempo divertendo enormemente.

Claudio Pallottini ha scritto un ottimo testo che bilancia perfettamente documenti storiografici con la commedia e la prosa brillante. Un genere davvero nuovo.

il majorana show

FacebookTwitterPinterestGoogle +Stumbleupon