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Recensione di Carlo Tomeo

 foto carlo

Dopo il successo riportato a Roma, approda a Milano la commedia “Il club delle vedove” di Ivan Menchell, ottimamente adattato da Silvio Giordani che ne ha curato anche la regia.

Diciamo subito che è una commedia molto divertente, a volte amara, che tratta un argomento triste che può affliggere la terza età, e quindi tutt’altro che evasiva. Ma lo fa intelligentemente, con una leggerezza e un’eleganza, che sono portatrici di buonumore, senza mai scadere nel patetico o, peggio, nel volgare.

Racconta la storia di tre amiche di vecchia data che hanno inventato un club che può raccogliere solo vedove. Ce ne sarebbe una quarta che però viene esclusa dal club perché continua a risposarsi dopo le morti dei vari mariti e sulla condotta della quale amano spettegolare le tre. Costei è Samantha (l’attrice Lucia Ricalzone) che, poco dopo l’inizio della commedia, viene ad annunciare felice l’ennesimo matrimonio che sta preparando con un ottantenne conosciuto in una sala da ballo e desidera che le tre amiche le facciano da damigelle d’onore.

Le tre protagoniste giudicano la condotta della loro amica in tre modi diversi: Dora (interpretata da Lorenza Guerrieri), la trova disdicevole, perché lei non fa che rimpiangere il marito morto da quattro anni e si sente tuttora fedele a lui, per cui non si risposerebbe mai e poi mai una seconda volta. Camilla (interpretata da Caterina Costantini) sotto sotto l’apprezza e ne prova una malcelata invidia perché anche lei, al contrario, avverte molto forte dentro di sé, e non lo nega, il desiderio di rifarsi una nuova vita e per questo è alla continua ricerca di un uomo, da sposare o no poco importa. Ada, infine (interpretata da Marina Occhiena) si trova in una fase di mezzo e pertanto non la biasima perché da una parte si porta dentro il rimpianto per il marito morto, dall’altra comprende le esigenze di Camilla, perché potrebbero essere anche le sue.

La loro vita si svolge nel farsi compagnia e recarsi al cimitero, dove Dora va almeno una volta al mese e le altre due, più che sentire l’esigenza di andare a fare visita alle tombe dei rispettivi ex mariti, accompagnano l’amica inconsolabile.

Tutto cambia quando in una di queste visite incontrano Carlo (l’attore Carlo Ettorre), anche lui vedovo, ed è lì per fare visita alla tomba dell’ex moglie.

Non racconterò oltre, sappiate che lo spettatore ha assistito finora soltanto all’inizio della storia, il tempo di conoscere i personaggi e familiarizzare con i loro caratteri che vengono allo scoperto grazie ai dialoghi perfetti e alle loro battute che sono sagaci, ironiche, a volte dolenti, ma sempre molto ben create e pronunciate con i tempi giusti nella riscrittura di Silvio Giordani. In special modo quelle di Camilla, una brillantissima Caterina Costantini che, bisogna ammetterlo, emerge sulle altre e sull’unico attore in scena.

Commedia da vedere, quindi, per un sano divertimento che fa capire e accettare anche meglio le esigenze della terza età. Cast eccellente e nessun filtro o analisi nascosta e astrusa del problema che affronta, ma tutto viene mostrato chiaramente.

Lunghi applausi anche a scena aperta da un pubblico molto divertito e consapevole.

 

Il club delle vedove

di Ivan Menchell

diretta e adattata da Silvio Giordani

con Caterina Costantini, Lorenza Guerrieri, Marina Occhiena, Lucia Ricalzone e Carlo Ettorre

aiuto regia Vita Rosati

scene Vera Roman

costumi G & P Roma

musiche EugenioTassitano

produzione PlanetProduction

 

Si ringrazia la Signora Federica Zanini dell’Ufficio Stampa  

 

in scena al Teatro Martinitt fino al 7 gennaio.

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