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Teatro Hamlet

24 marzo 2017. Prima

Il Candidato – Le idi di marzo è il riadattamento dell’opera teatrale Le idi di Marzo – Farragut North di Beau Willimon e racconta dei giochi di potere e dei repentini cambi scena che avvengono nelle campagne elettorali americane.

Stephen Bellamy è un giovane addetto stampa, il migliore del Paese, che lavora per la campagna presidenziale del governatore Morris. In un momento cruciale della campagna, in cui è ora di verificare l’appoggio del popolo e dei pezzi grossi negli Stati principali, Stephen viene agganciato da Tom Duffy, responsabile della campagna elettorale dell’avversario che gli propone un accordo che potrebbe essere molto vantaggioso o rivelarsi un pericoloso tranello.

Stephen lotterà con se stesso, in bilico tra la fedeltà al suo amico e capo Paul Zara, responsabile della campagna e l’allettante proposta di far parte della squadra vincente.

Una notizia che lo riguarda, arrivata nelle mani dell’avida giornalista Ida Horowicz, potrebbe mettere in pericolo la sua posizione e c’è qualcuno pronto ad approfittare di questa crisi per scansare Stephen dal suo ruolo e prenderne posto. Si tratta di Ben Foss, un giovane scaltro e arrivista che lavora nell’ufficio stampa di Stephen.

Lo spettacolo ruota intorno alle dinamiche ciniche, fredde e calcolatrici di una campagna elettorale americana. Ogni personaggio è una pedina in gioco, ognuno è fagocitato da un sistema che non lascia tempo al ripensamento o al rimorso.

Anche la scelta scenografica di utilizzare sei pannelli movibili su ruote, con rappresentate da una parte delle figure su carte da gioco, rappresenta questo essere tasselli di un meccanismo che si autoalimenta distruggendosi piano piano.

Gli attori in scena sono bravi a rappresentare questo gioco politico e psicologico in cui ambizione, arrivismo, corruzione, doppio gioco e inganno muovono le fila della storia e alla fine ognuno si ritrova a fare i conti con il proprio fallimento.

La storia personale di Stephen e il suo relazionarsi con la giovane stagista Molly Pearsons, anche lei alla fine una pedina del gioco, danno quel risvolto umano necessario alla storia.

Il Candidato racconta una storia americana e lo fa all’americana, con i toni forti e accesi di una enorme campagna elettorale giocata più sui comunicati stampa creati ad hoc per screditare la concorrenza che sulla presentazione di un programma politico. Una storia che nei toni e nelle modalità probabilmente non ci appartiene molto perché non siamo abituati a queste campagne elettorali enormi e sensazionali.

La recitazione è molto enfatizzata proprio per rendere il clamore delle notizie e degli scandali, reali o inventati, che si susseguono nell’avvicendarsi della storia, ma nelle reazioni ed emozioni restituisce qualcosa di abbastanza forte e intimo.

La prova attoriale è di buon livello, gli scambi sono efficaci e gli scontri credibili. Mauro De Maio si cala bene nel personaggio dell’ambizioso e presuntuoso Stephen e riesce a tirarne fuori anche la drammaticità; Riccardo Averaimo è credibile nei panni di Paul Zara, amico e capo di Stephen, uomo cinico e pragmatico; Giacomo De Rose restituisce con atteggiamenti e toni un personaggio viscido e calcolatore, il Tom Duffy che cercherà di portare via Sthepen a Paul; Pierfrancesco Perrucci è Ben, il giovane addetto stampa, e si insinua sottilmente nella storia per emergere nel finale; Roberta Rigano crea un’efficace interazione con De Maio/Stephen colorando le pieghe della sua Molly, restituendo forza e debolezza di una ragazza ancora non pronta alla dura vita politica; Rossella Ambrosini è la cinica giornalista Ida, però poco incisiva.

Il testo è molto asciutto e restituisce nei dialoghi la velocità e l’immediatezza di ciò che accade in scena e dei meccanismi che si agitano nella storia e anche la regia di Simone Villani è indirizzata verso un taglio “freddo” e selettivo.

Nel complesso Il Candidato è uno spettacolo che arriva. Ci sono sicuramente alcune cose da sistemare come alcuni movimenti. Ci sono, infatti, delle belle idee relative ai movimenti di scena, ma credo si possano approfondire per renderli omogenei al resto. Sono sempre dell’idea che se si vuole usare un oggetto di scena o una soluzione visiva, queste vadano sfruttate fino in fondo.

Anche il finale, bello e ad effetto, arriva forse troppo in fretta: è un finale in un certo senso inaspettato e basterebbe un elemento, anche solo visivo, che ne desse un accenno che possa poi essere richiamato.

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Il Candidato – Le idi di marzo

adattamento de Le idi di marzo di Beau Willimon

regia Simone Villani

aiuto regia Ambra Lucchetti

con Mauro De Maio, Riccardo Averaimo, Roberta Rigano, Pierfrancesco Perrucci, Giacomo De Rose, Rossella Ambrosini

scenografia Vittoria Giampaolini

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