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C.T. Genesi Poetiche
con il contributo dei Teatri Molisani

presenta:

HAMLETOWN

10, 11, 12 Febbraio, ore 21.00 – TEATRO TORDINONA, Via degli Acquasparta 16 (zona Castel Sant’Angelo/ Piazza Navona).

Info e prenotazioni: 339/2886434 – 335/5853284
genesipoetiche@gmail.com
Costo del biglietto: 10 Euro.

Ideazione del progetto e Produzione: Cristian Pagliucchi
Testo, Drammaturgia e Regia: Gianluca Paolisso

Con:

Simone Bobini
Cristian Pagliucchi
Michela Ronci
Eva Sabelli
Piero Grant
Marco Guglielmi
Dalila Aprile

Ambiente sonoro: Samuele Cestola
Foto di scena e grafiche: Simone Galli

 

Zdzislaw Beksiński

Zdzislaw Beksiński

 

PRESENTAZIONE:

HamleTown è l’ultimo sguardo su un mondo, l’attimo che precede l’Apocalisse.
HamleTown si nutre di delitti, menzogne, soprusi, di emozioni e coscienze annullate: tutto al servizio di regole non scritte eppure incise a fuoco nella carne.
HamleTown è preservazione del potere e stupida reggenza, è la violenza senza scopo, i piani non riusciti, un luogo in cui i fantasmi influenzano i vivi, dove l’ombra cala inesorabile.
HamleTown riconosce tutti i suoi abitanti eccetto lo stesso Amleto e Ofelia, stelle in un universo estraneo: in loro l’amore, il dubbio, il desiderio di fuga oltre le cose, oltre la vita, li dove nessuno potrà mai trovarli.
HamleTown è il mondo che affonda, un buco nero, il simbolo più crudo della fine e allo stesso tempo la speranza dei sentimenti, di una lontana dolcezza da afferrare al volo.
HamleTown è un poetico atto di denuncia, un inno al dubbio nel tempo del pensiero unico.

NOTE DI REGIA:

Le vicende di HamleTown conservano lo scheletro del celebre Dramma shakesperiano, ma non indugiano nel novero delle tante riscritture, piuttosto si sviluppano in un arco narrativo del tutto differente.
La figura del Re Claudio diviene preponderante: le sue azioni e conflitti ci trascinano in un mondo sospeso sul ciglio del baratro, la cui unica salvezza sembrerebbe il continuo perpetrarsi della crudeltà. In lui il desiderio di potere, di assoluto, e anche una non lungimiranza di ciò che inevitabilmente dovrà accadere.
Vicino al trono il braccio destro Polonio, “padre esemplare” e strenuo sostenitore della causa, e i due allegri gemelli, Rosencrantz e Guildestern, paladini della violenza senza scopo e dell’imperante mediocrità.
A pochi passi Gertrude: donna facile o prostrata dagli eventi? Forse complice, priva di scrupoli, di certo una madre senza figlio.
Sui resti del mondo aleggia il Fantasma, voce della coscienza, allucinazione uditiva.
E infine Amleto e Ofelia, granelli di sabbia nell’ingranaggio, emblemi della sofferenza di chi non si riconosce nel mondo e cerca un altrove, purché lontano e irraggiungibile.
Il loro essere o non essere diviene un’amara filastrocca, la consapevolezza che precede l’ultima partenza.
Una sola domanda aleggia in HamleTown: dopo tutto questo, le poche anime pure avranno la forza di ricongiungersi, di ritrovare l’amore perduto?

C.T. GENESI POETICHE
Presentazione e metodologie di lavoro.

C.T. Genesi Poetiche viene fondata il Primo Gennaio 2016 da Gianluca Paolisso e Daria Contento.
L’obiettivo ultimo di questa nuova realtà è tutto espresso nel suo nome: una ricerca costante volta alla sperimentazione teatrale, un percorso di conoscenza che permetta al pubblico di avvicinarsi a nuove possibilità di messa in scena, un racconto onesto e critico della società e delle sue più acerbe contraddizioni.
C. T. Genesi Poetiche pone le sue radici nel corpo dell’Attore, primo motore di narrazione emotiva, e nel suo dispiegarsi a contatto con la musica, con gli oggetti di scena, con la scenografia.
Un gruppo di giovani professionisti alla ricerca di una strada alternativa, allergica al conformismo e amante della rivolta. Generazione perduta? Poetica, semmai …

C.T. Genesi Poetiche si muove su due binari: da un lato è attenta alla nuova Drammaturgia, con la ferma intenzione di darle il più ampio respiro possibile all’interno dei suoi progetti, dall’altro crea Drammaturgia tramite il lavoro in sala prove, attraverso un autentico dialogo tra le varie figure professionali.
Tramite un accurato studio dei temi e di testi che possano costituire un punto di partenza, uno spunto creativo necessario, Drammaturgia e Regia si fondono in un unico corpo narrante: il testo diviene pre-testo, per dirla alla Grotowskji, un embrione in costante trasformazione.
Ogni altra drammaturgia dello spettacolo sarà valorizzata a sostegno della Regia e dell’Attore, alle volte influenzandone il processo emotivo e creativo: il disegno luci, le musiche, gli oggetti di scena, le scenografie non sono accessori dello spettacolo, ma componenti prime, storie al pari della prima storia.
Grande attenzione sarà rivolta ai grandi Classici della Letteratura Teatrale, ma non con l’intenzione di riproporli in modo sterile o già visto, ma nel riportarli a noi secondo il modus operandi di cui sopra, in una nuova veste che rispetti la loro grandezza ma che tenga conto dei bi-sogni visivi, ritmici ed estetici dei nostri tempi.

L’Attore diviene quindi non banale esecutore, una sorta di strana marionetta nelle mani del Regista, ma una fonte di creatività e proposte indispensabili alla buona riuscita del lavoro. Il suo corpo si modella sulle proposte musicali offerte , i muscoli tesi ascoltano l’induzione emotiva esterna e rispondono raccontando una storia improvvisa, alle volte fugace, alle volte necessaria. Da questo primo processo di improvvisazione nasce la consapevolezza di sé e di ciò che si andrà ad interpretare.

Una collaborazione onesta di idee e intenti, un abbraccio sincero che contempli un solo comandamento: la necessità di dire.

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