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Maurizio IV – Un Pirandello pulp

Sala Umberto

9 ottobre 2020 – Prima

“Non sono pazzo per quello che sono, sono pazzo per quello che vedo”

Alessandro Longobardi, direttore artistico del Teatro Brancaccio, Brancaccino, Sala Umberto e Spazio Diamante, apre con coraggio e intraprendenza la stagione 2020/2021 del Teatro Sala Umberto, unica tra le sue sale, al momento, a poter tentare un riavvio in questo tragico momento di fermo in cui le misure di sicurezza anti covid sembrano ormai riguardare solo i teatri e le sale cinematografiche.

Lo spettacolo di apertura è Maurizio IV, di Edoardo Erba, con Gianluca Guidi, anche regista e Giampiero Ingrassia e con le musiche di Massimiliano Gagliardi.

Va in scena un classico pirandelliano riveduto e corretto, Il gioco delle parti, in cui il testo è destrutturato e ricomposto in chiave moderna.

Il sipario si apre su un palcoscenico vuoto; su di esso solo un tavolo a cui è seduto Maurizio (Gianluca Guidi), il regista dello spettacolo che dovrà essere rappresentato. Si respira un senso di concentrazione e attesa: scenografie e costumi non sono arrivati, così come i tecnici e gli attori.

Si presenta solo un tecnico luci, Carmine (Giampiero Ingrassia), un siciliano di mezza età non troppo entusiasta e che non conosce lo spettacolo. Maurizio è così costretto a leggere l’intero copione per farglielo capire. Carmine soffre di vertigini e, ogni volta che prova a salire sulla scala, poi desiste cominciando a commentare ogni indicazione registica.

Inaspettatamente le idee di Carmine attirano Maurizio in una discussione che fa nascere l’idea di una diversa rappresentazione dello spettacolo: Il gioco delle parti si svolgerà in un parcheggio di periferia dove avvengono incontri e scambi di coppie.

Lentamente i ruoli si invertono: Carmine riscriverà l’intero copione mentre Maurizio punterà le luci. Intanto, subdolamente, inaspettate e drammatiche verità verranno a galla riportando la commedia su binari inaspettati.

Maurizio IV è una commedia divertente e intrigante, che incuriosisce per l’inserimento di termini e modi moderni, innestando alla commedia de Il gioco delle parti il dramma dell’Enrico IV, lasciando inalterati i principi base della poetica del drammaturgo di Girgenti.

Va in scena un conflitto psicologico, un duello che Guidi, nelle note di regia, definisce un “diorama di antagonismi diversi” che, piuttosto che dividere i due protagonisti li unisce silenziosamente.

La costruzione dell’intreccio procede per gradi, in alcuni momenti un po’ lenta, per risollevarsi quando il gioco delle parti si ribalta sui personaggi   fino a giungere allo svelamento, alla rivelazione finale con una gradualità più netta e coinvolgente.

Questo mutamento, annunciato velatamente da piccoli, ma frequenti particolari (toni, richiami verbali, uso delle luci split), arriva potente ed efficace e sorprende per la sua immediatezza.

Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia si ritrovano ancora insieme, ma in una prova nuova e diversa che affrontano con energia e consapevolezza, restituendo interpretazioni coinvolgenti.

Le dinamiche tra i due attori sono ormai collaudate e l’interazione è sempre spontanea ed efficace. Qui, rispetto alle altre commedie interpretate insieme, si aggiunge la capacità di entrambi di scivolare dai toni della commedia a quelli del dramma con una continuità e un crescendo emozionante.

ALESSANDRO LONGOBARDI PER OTI – OFFICINE DEL TEATRO ITALIANO

PRESENTA

MAURIZIO IV – Un Pirandello pulp

DI EDOARDO ERBA

CON GIANLUCA GUIDI e GIAMPIERO INGRASSIA

REGIA GIANLUCA GUIDI

MUSICHE MASSIMILIANO GAGLIARDI

COSTUMI FRANCESCA GROSSI

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