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GIUDIZIO UNIVERSALE

MICHELANGELO

AND THE SECRETS OF THE SISTINE CHAPEL

02. GIUDIZIO UNIVERSALE Conclave

UNO SHOW DI MARCO BALICH

CON LA CONSULENZA SCIENTIFICA DEI MUSEI VATICANI

TEMA PRINCIPALE STING

VOCE DI MICHELANGELO PIERFRANCESCO FAVINO

CO-REGIA LULU HELBEK

UNO SPETTACOLO SENZA PRECEDENTI ALLA SCOPERTA DELLA CAPPELLA SISTINA

08. GIUDIZIO UNIVERSALE Peccato_originale

 

Debutta il 15 marzo “Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel”, lo spettacolo prodotto da Artainment Worldwide Shows con la consulenza scientifica dei Musei Vaticani, all’Auditorium Conciliazione di Roma.

Protagonista assoluta è la Cappella Sistina. Uno dei luoghi più incredibili della storia dell’arte mondiale è al centro di uno spettacolo che nasce dalla contaminazione di tante e diverse forme artistiche: da un lato l’azione fisica della performance teatrale incontra la magia immateriale degli effetti speciali, dall’altro la tecnologia più avanzata si mette al servizio di un racconto per parole e immagini mai visto prima. L’immersività di proiezioni a 270° porta lo spettatore al centro stesso dell’evento.

Lo show ideato da Marco Balich mette insieme alcuni dei più grandi talenti internazionali del mondo della musica, del teatro, del video per offrire al pubblico un viaggio sensoriale unico, un’esperienza emotiva che ha come protagonista principale uno dei luoghi più importanti e ammirati del mondo: la Cappella Sistina. «Con “Giudizio Universale” abbiamo voluto creare uno spettacolo completamente nuovo, in cui la genesi di un capolavoro dell’arte universale viene raccontata mixando tutti i linguaggi che il mondo del live entertainment ci mette oggi a disposizione; il tutto nel più rigoroso rispetto dell’opera di Michelangelo – dichiara Marco Balich -. Questo progetto è nato ed è cresciuto grazie alla disponibilità dei Musei Vaticani, che vogliamo qui ringraziare. Fin dal nostro primo incontro, quando nel 2015 Monsignor Nicolini e l’allora Direttore Antonio Paolucci ci hanno accolto, abbiamo trovato grande attenzione e ascolto a una proposta innovativa nella forma e nel linguaggio. Per rispondere a questa fiducia abbiamo voluto i più grandi talenti mondiali del settore che abbiamo coinvolto grazie all’esperienza accumulata in anni di grandi cerimonie come quelle olimpiche, un lavoro che ci ha insegnato a iniettare nelle nostre creazioni i due ingredienti più importanti per la riuscita di uno spettacolo: emozione e autenticità. Mettere il lavoro di una vita a disposizione del racconto di un patrimonio dell’umanità come la Cappella Sistina è stato un privilegio e un’enorme responsabilità, ma ci piace pensare che gli spettatori che verranno a vedere il nostro “Giudizio Universale”, soprattutto quelli più giovani, possano uscire dall’Auditorium Conciliazione ispirati da una rinnovata consapevolezza: non c’è nulla di più emozionante della bellezza di un’opera d’arte».

Realizzato con la consulenza scientifica dei Musei Vaticani, lo show si avvale della tecnologia più avanzata applicata al live entertainment per raccontare la genesi di un capolavoro della Storia dell’Arte e dell’umanità, nel massimo rispetto delle fonti storiche e pittoriche. «I Musei Vaticani sono una realtà in cui tradizione e innovazione trovano una perfetta sintesi. Tradizione che è tutela, inventariazione, restauro, conservazione e valorizzazione delle collezioni attraverso gli studi, la ricerca, la didattica, i progetti internazionali, i convegni e le mostre. Innovazione che è oggi imprescindibile per il funzionamento di un’istituzione moderna che accoglie più di sei milioni di visitatori l’anno – dichiara Barbara Jatta, Direttore dei Musei Vaticani – La collaborazione dei Musei Vaticani con Artainment Worldwide Shows va letta proprio in questa volontà di sintesi. Il live show può rappresentare un ottimo modo di vivere e conoscere la Cappella più famosa del mondo in modo diverso, con un linguaggio comunicativo moderno, adatto alle nuove generazioni».

TIM è Excellence Partner di questa iniziativa e conferma ancora una volta la sua attenzione nei confronti dei progetti di valorizzazione del patrimonio culturale e artistico italiano, la cui esperienza è arricchita dalle tecnologie più innovative moderne, ribadendo così la sua leadership per lo sviluppo della cultura digitale del paese.

La regia di questo spettacolo totalmente innovativo – capace di unire arte, performance teatrale, musica e le tecnologie più avanzate – è di Marco Balich direttore artistico e produttore di Cerimonie Olimpiche, da Torino 2006 a Rio 2016. Per questo progetto Balich si è avvalso della collaborazione di artisti di indiscussa fama internazionale come Sting – oltre 100 milioni di dischi venduti con i Police e con la sua carriera da solista – che ha arrangiato e interpretato il main theme song originale: «Quando ho visto la Cappella Sistina sono rimasto folgorato dal genio di Michelangelo. Fare una “colonna sonora” di una simile visione è un’esperienza mistica. Dichiara Sting Questo spettacolo mi ha permesso di spingermi in un ambito per me inedito e di lavorare con artisti incredibili. Uno show di questo tipo è possibile solo grazie alla spinta creativa di un team di eccellenze. Sono onorato di essere parte di un progetto così straordinario che offre l’esperienza senza precedenti di uno dei luoghi più spettacolari del mondo».

Lo show, con repliche in italiano e in inglese, si avvale anche del contributo di una star della recitazione. La voce di Michelangelo, in entrambe le versioni, è di Pierfrancesco Favino, il cui talento è da tempo riconosciuto oltre i confini italiani anche grazie a grandi produzioni internazionali: «Siamo circondati dalla bellezza. Abbiamo questa enorme fortuna ed è assurdo quanto spesso ce ne scordiamo. Quando c’è la possibilità di partecipare a qualcosa che riesce a dare voce, luce a questa bellezza che abbiamo tutto intorno, non possiamo che inorgoglirci», dichiara Favino.

La co-regia di “Giudizio Universale” è di Lulu Helbek – già direttore creativo di importanti produzioni Balich Worldwide Shows, come “Mother of the Nation”, realizzato ad Abu Dhabi nel 2016 – che racconta così lo spettacolo: «“Giudizio Universale” è uno show in cui lo spettatore è avvolto da ogni dove. Arriva dopo anni di sperimentazione per cercare di regalare un’emozione, per creare una nuova esperienza sensoriale ed estetica. Tutti gli elementi, corpi, luci, video, si fondono, e immergono lo spettatore in una trasformazione continua del linguaggio teatrale».

La supervisione teatrale è stata affidata a Gabriele Vacis, figura di riferimento nel panorama artistico europeo, che aggiunge. «La Cappella Sistina è un totem della nostra cultura, una sorta di Aleph. Un luogo in cui lo spazio e il tempo si riconciliano nello sguardo umano. Un posto dove tutte le storie degli uomini si addensano in un’esperienza di visione. Il lavoro alla nostra narrazione della Cappella Sistina è iniziato più di quattro anni fa e ha richiesto il contributo di decine di artisti, tecnici esperti delle più diverse discipline. È il nostro piccolo respiro che va ad aggiungersi a quello dei tanti che, nei secoli, hanno edificato la Cappella Sistina».

Al tema originale di Sting si aggiungono le musiche di John Metcalfe, figura di riferimento della scena pop-rock contemporanea e arrangiatore e produttore di artisti come U2, Morrissey, Blur e Coldplay: «Abbiamo voluto che la musica sostenesse la potenza e la varietà degli affreschi e, nello stesso tempo, abbiamo voluto essere moderni perché le opere d’arte abbiano oggi la stessa rilevanza e potenza rispetto al tempo della loro creazione. Per me era importante soprattutto mettermi al servizio dei dipinti. Non è una sinfonia di John Metcalfe. È un contributo alla creazione di un mondo che celebra il genio di Michelangelo».

Le scenografie dello spettacolo non si limitano a riprodurre la Cappella Sistina, ma portano davanti agli occhi del pubblico spazi nuovi, magici, sospesi, ispirati dalle prospettive originali del Cinquecento. A firmarle sono stati chiamati Stufish Entertainmnet Architects, il team di scenografi già responsabile, tra i tanti, dei palchi di The Rolling Stones, U2, Lady Gaga e Madonna. «L’arte di Michelangelo di immergere lo spettatore nella luce e travolgerlo nell’immaginario con la Cappella Sistina può essere paragonata alla capacità delle rockstar contemporanee di offrire al pubblico un’esperienza di vera estasi», dichiara lo Studio. La struttura a volta della sala dell’Auditorium Conciliazione fa da sfondo ai contenuti video in altissima definizione e offre una straordinaria esperienza immersiva: un’area di oltre 1000 metri quadri di superficie per le proiezioni è posizionata a più di 12 metri di altezza tutto intorno al pubblico.

L’immersività delle proiezioni a 270°, realizzate grazie ai proiettori laser ad alta luminosità della gamma professionale Panasonic, porta lo spettatore al centro stesso dell’evento rendendolo protagonista di un’esperienza multisensoriale. A curarne i contenuti è Luke Halls, video designer già al lavoro con Rihanna, Elton John e la Royal Opera House di Londra. Fanno parte del team creativo internazionale che contribuisce alla realizzazione dello show anche Fotis Nikolaou, storico danzatore di Dimitris Papaioannou e coreografo delle Cerimonie delle Olimpiadi di Atene, e Rob Hallowey e  Bruno Poet, light designers di innumerevoli opere teatrali in tutto il mondo, da Oslo a Broadway.

Altri importanti contributi allo show sono il suono di Mirko Perri, vincitore del David di Donatello 2017 per “Veloce come il vento”, e i costumi di Giovanna Buzzi, vincitrice del Metropolitan Fashion Award 2017, l’Oscar della Moda, con oltre 100 spettacoli all’attivo tra lirica, prosa e grandi eventi.

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“Giudizio Universale” ha una durata di 60 minuti. Gli spettatori assistono al racconto della nascita del capolavoro del Buonarroti, dalla commissione da parte di Giulio II degli affreschi della volta fino alla realizzazione del Giudizio Universale, con una rievocazione della Cappella Sistina anche come luogo dell’elezione pontificia. Attraverso il racconto di Michelangelo si animano gli affreschi che rendono unico al mondo il luogo di uno dei riti più affascinanti e misteriosi della spiritualità: il Conclave.

Concepito per la lunga tenitura, lo spettacolo, nella doppia versione italiana e inglese – con già 40.000  prevendite – si configura come l’evento imperdibile del 2018, un must-see per i milioni di visitatori italiani e internazionali che ogni anno scelgono Roma come meta del loro viaggio nel Paese della bellezza. Un appuntamento per tutti gli amanti dell’arte ma anche per le scuole.

Grazie al progetto educativo Artainment@School, sostenuto dalla main partnership della Fondazione Bracco, 15.000 studenti di età compresa tra gli 8 e i 19 anni hanno già confermato la presenza allo spettacolo. Le classi riceveranno gli ArtKit di F.I.L.A. – Fabbrica Italiana Lapis ed Affini.

“Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel” – finanziato con capitali privati (con un budget di 9 milioni di Euro), e si avvale del Patrocinio del Mibact – è la prima produzione di Artainment Worldwide Shows. La società, parte di Worldwide Shows Corporation (wscorp.com), è nata per dare vita a un nuovo genere di intrattenimento: performance dal vivo in cui i codici emozionali dello spettacolo e i linguaggi visivi contemporanei incontrano l’arte. «Abbiamo lavorato molto negli ultimi 3 anni alla definizione di un nuovo modello di business entertainment che ripartendo dall’Italia potesse essere esportato nel mondo. Il primo progetto è “Giudizio Universale” per il quale sono stati investiti circa 9 milioni per lo show-format di Roma, contando sulla sua unicità artistica e il suo potenziale attrattivo e turistico», dichiara il Presidente di Artainment Simone Merico.

Lo spettacolo si propone come nuovo capitolo dell’offerta culturale italiana, con un progetto di lungo respiro che parte da Roma. Così come avviene nelle più importanti metropoli, la capitale avrà uno spettacolo che parla al mondo con una cifra stilistica tipicamente italiana.

Le voci di “Giudizio Universale” – oltre a quella di Pierfrancesco Favino per Michelangelo – sono di Sonia Scotti per la versione italiana della voce della Bibbia, Joseph Murray e Luca Biagini per Clemente IV, Ian Thomas Williams e Ennio Coltorti per Giulio II, Julian Hill e Franco Mannella per il Camerlengo.

I performer che fisicamente si alterneranno sul palco sono invece Valentino Infuso, Cristian Ruiz, Francesco Cordella, Pietro Rebora, Rimi Cerloj, Danilo Picciallo, Giacomo Corvaia, Desirè Balena, Danilo Monardi, Federica Scaramella, Manuel William Rapicano.

 

 

Un particolare ringraziamento anche agli altri partner di “Giudizio Universale”:

Mastercard, per aver sostenuto questo progetto:

Mastercard è una azienda impegnata nel settore delle tecnologie per l’innovazione dei pagamenti digitali internazionali. Gestisce la più rapida rete di elaborazione di pagamenti al mondo, collegando consumatori, istituti finanziari, commercianti, governi e aziende in oltre 210 località. I prodotti e le soluzioni Mastercard rendono le attività commerciali di tutti i giorni più facili, sicure ed efficienti per tutti.

Panasonic: senza poter disporre della tecnologia più innovativa non avremmo potuto dare concretamente forma alla nostra visione. Era fondamentale per noi affidarci a una tecnologia che superasse le nostre aspettative in termini di qualità di immagine e luminosità, e che fosse indiscutibile in termini di affidabilità.

Osram per aver messo a disposizione la tecnologia per l’illuminazione dello spettacolo: “Siamo orgogliosi di essere partner di uno show unico e rivoluzionario. “Giudizio Universale” ci offre l’opportunità di presentare e mostrare le performance dei nostri prodotti”, commenta Hans-Joachim Schwabe, CEO Specialty Lighting di Osram.

Bose per la professionalità, la disponibilità e la sensibilità dimostrate nel proporre una soluzione audio performante che soddisfa le esigenze artistiche complesse e articolate di uno show come “Giudizio Universale”.

Riedel per il sistema intercom che ha consentito a un cast di talenti di oltre trenta persone di lavorare per più di tre mesi in tre lingue diverse intendendosi perfettamente. La creatività nasce da questo.

Sennheiser per il sistema di traduzione innovativo che consentirà al pubblico internazionale di assistere allo spettacolo nella propria lingua.

Ringraziamo Vivaticket by Best Union, rivenditore ufficiale di “Giudizio Universale”, con cui Artainment ha stretto una ticketing partnership strategica, e RDS, media partner del progetto.

 

I biglietti sono acquistabili dal sito giudiziouniversale.com e attraverso il circuito Vivaticket.

Box Office: via della Conciliazione, 4 t – Roma  tel.+39. 06. 6832256   info@giudiziouniversale.com

 

Facebook: @GiudizioUniversaleLoSpettacolo

Instagram: @giudiziouniversale_show

Twitter: @Artainmentws

 

 

CAST & CREDITS

 

SHOW CREDITS

A Show by MARCO BALICH

Co-Director LULU HELBEK

Main Theme Song STING

Voice of Michelangelo PIERFRANCESCO FAVINO

Executive Producer GIANMARIA SERRA

Executive Producer SIMONE MERICO

Project Manager MICHELE TELARO

Video Design LUKE HALLS

Composer and Music Director JOHN METCALFE

Lighting Design BRUNO POET & ROB HALLIDAY

Choreography FOTIS NIKOLAOU

Stage Design STUFISH ENTERTAINMENT ARCHITECTS

Sound Design MIRKO PERRI

Costume Design GIOVANNA BUZZI

Props Art Direction PLASTIKART

Theatrical Supervision GABRIELE VACIS

Dialogues LUCA SPERANZONI

Artistic Producer GUENDALINA AGLIARDI

Creative Producer STEFANIA OPIPARI

Assistant to Director & Script Supervisor SILVIA RIGON

Segment Producer VALENTINA DALLA PIAZZA

Concept Artist FILIPPO BARACCHI, ANTONY MONTANARI

Commercial Administrator CHIARA CORELLI

Executive Ass. to PM and Music Producer CHRISTINA LIDEGAARD

Technical Director GIANDOMENICO BARBON

Production Manager PAOLO QUARINO 

Structural Engineer NICOLA FERRARI

Technical Manager SFX and Props MATTEO TAGLIABUE

Audio Supervisor WILLIAM GEROLI

Automation Programmer MARCELLO MARCELLI

Technical Director Support  MAURO LILLI

Operation Manager ANDREA MAZZOCCO

Production Manager Assistant NATHAN VITTA

Site Coordinator ERVIN AGACI

 

 

Show Production Manager ANNA OFFELLI

Electrician ANDREA CORAL

CAD CRISTIANO SICILIANO

Previz Visualizer DANIELE BORIN

Logistic Coordinator Rome FRANCESCA SIMPLICIO

Voice of the Bible SONIA SCOTTI

Voice of Julius II ENNIO COLTORTI

Voice of Clemente VII LUCA BIAGINI

Conclave Voice FRANCO MANELLA

Rome Video VULKA & MAMUTH

Historical Consultant MARIO BEVILACQUA

Journey Back in Time Video Art Director DANIELA IRENE PUJIA

Journey Back in Time Consultant ANTHONY MAJANLAHTI

            Lighting Designer Assistant ROBIN SENNONER       

WYSIWYG programmer JAMES SIMPSON

Thanks to the Musicians for Bringing the Music to Life

Sound Mixing JONATHAN ALLEN

Orchestra Contractor London ISOBEL GRIFFITHS

Recordings London AIR STUDIOS

Orchestra Conductor Budapest Recording ALESSANDRO CADARIO

Orchestra Contractor Budapest EAST CONNECTION

MUSIC RECORDING

Recordings Budapest HUNGARIAN RADIO STUDIO 22

Costume Design Assistant MARCO IDINI

Make-Up & Hair Design BRUNA CALVARESI

Costumes SLOWCOSTUME

Hairpieces ROCCHETTI & ROCCHETTI

Shoes CALZATURE PEDRAZZOLI

Voice Over Coordinator CLAUDIA SIMONETTI

Voice Over Editor JACOPO PANFILI

Voice Over Test Editor TOMMASO NORFO

Recording Voice Over Test EDOARDO SERVI DUCCIO

Show Venue AUDITORIUM CONCILIAZIONE

Rehearsal Venue AREXPO

ARTAINMENT WORLDWIDE SHOWS TEAM

Communication & Marketing Director NICOLA SAPIO

AWS Production Manager FRANCESCA CAVALLERI

AWS Production Coordinator SILVIA CALVARESE

Communication Coordinator CHIARA PETTERNELLA

Box Office Coordinator FRANCESCA MUSCI

Admin Manager EMANUELA VECCHIARELLI

COO Assistant FEDERICA BELLOCCHIO

Communication Assistant MARCELLO MARZIALE

AWS Production Assistant ANNALISA SERVADEI

Production Stage Manager MARCO PARLÀ

Show Crew CRISTIANO CENCI, ANDREA DAVINO, UGO GOVERNALI,

GIOVANNI IPPOLITI, STEFANO LATTAVO,

SIMONE LUNADEI, ALESSANDRO SCIALANCA

Wardrobe VALENTINA CECCARONI, ROBERTA AGNESE BLARASIN

Progetto educativo Artainment@School MARIA VITTORIA ALFIERI,

MICHELA DE NICOLIS, ALESSANDRA GRANERO, VALERIA MARCHIONNE

Communication Consultant CHIARA FERRÈ

Press Office STUDIO PUNTO E VIRGOLA

Web Communication Agency INTERNOS

Social Media Coordinator ALBERTO MOLTENI

Promotion Agency ALT ACADEMY

LA STORIA

 

Nel 1508 Michelangelo viene invitato da papa Giulio II e realizzare la decorazione della volta della Cappella Sistina, dove si trovavano già, sulle pareti laterali, gli affreschi commissionati da papa Sisto IV ad alcuni dei migliori artisti del suo tempo, tra i quali Botticelli, il Ghirlandaio, il Perugino e Pinturicchio. Michelangelo, che si considera uno scultore e non un pittore, accetta non senza perplessità e tormenti l’incarico, accingendosi a dipingere la volta sul cielo stellato realizzato da Piermatteo d’Amelia senza conoscere le tecniche dell’affresco. In 520 giorni di lavoro senza sosta, come in un duello corpo a corpo, porta a termine il capolavoro.

Trent’anni dopo Papa Clemente VII, eletto nel Conclave del 1523, richiama l’ormai sessantenne Michelangelo per conferirgli un altro incarico: dare una nuova veste alla parte dell’altare della Cappella Sistina. L’artista, pur stanco e dubbioso sulla sua capacità di dipingere ancora, accetta la sfida e realizza un’opera di inaudita potenza estetica, emotiva e spirituale: il Giudizio Universale.

 

 

Intervista a

MARCO BALICH

Regista e Direttore Artistico

 

Ricorda la prima scintilla da cui è nata l’idea dello spettacolo?

«Tutto è iniziato nel 2015, quando con i miei soci Gianmaria Serra e Simone Merico abbiamo pensato che il lavoro che facevamo con i più grandi professionisti del mondo del live entertainment – scenografi, light designer, compositori, coreografi – poteva essere messo a disposizione di un progetto sul patrimonio italiano di storia, cultura e bellezza».   

Come si arriva da quella intuizione a “Giudizio Universale”?
«Diamo per scontato che le opere d’arte parlino da sole. È come se temessimo che la spettacolarizzazione del nostro patrimonio artistico rischi di banalizzarlo o, peggio ancora, di manipolarlo. Io sono convinto che si possa e si debba trovare una chiave di racconto rispettosa delle grandi opere d’arte che sappia, però, parlare a chi sta crescendo con Instagram e non con il National Geographic. Credo che dobbiamo trovare un codice di linguaggio che sappia raggiungere anche chi è abituato a guardare video di 20 secondi sullo smartphone. Per questo abbiamo voluto coinvolgere grandi talenti del live entertainment contemporaneo, per provare a iniettare la loro e la nostra esperienza in uno show che vuole portare il suo pubblico alla scoperta di un luogo così importante per la storia dell’arte, per la storia dell’umanità e per l’immaginario collettivo come la Cappella Sistina».

Che tipo di spettacolo è “Giudizio Universale”?

« È uno spettacolo ricco, multiforme, capace di far incontrare i linguaggi più disparati: acrobazia e ballo, pathos teatrale e spettacolarità immersiva, effetti speciali e ombre cinesi, musica e parola… Nasce da una mia intuizione, ma si è poi definito grazie al contributo di molte persone: dalla co-regista Lulu Helbek che ha approfondito molti aspetti del lavoro, alla suopervisione teatrale di Gabriele Vacis, che ha curato la supervisione teatrale del testo che accompagna lo show. Altri importanti contributi di creatività sono arrivati, da artisti come John Metcalfe che ha curato le musiche, dagli scenografi della Stufish Entertainment Architects, al videodesigner Luke Halls, dal light designer Bruno Poet al coreografo Fotis Nikolaou».

L’uso di tanti linguaggi diversi è un modo di intercettare i gusti di tutte le tipologie di spettatori?

«Guidando lo spettatore attraverso un continuo zapping di visioni, contenuti o modalità espressive, catturiamo la sua attenzione. Utilizzare tanti linguaggi diversi può coinvolgere più persone, ma la cosa più importante è tenere sempre d’occhio la progressione emotiva. Siamo vincenti se riusciamo a emozionare le persone e la mia regola è che quello che facciamo deve emozionare me per primo: devono venirmi sempre la pelle d’oca e gli occhi lucidi. Poi c’è il ritmo, che deve essere sempre molto sostenuto. Questa è un’altra caratteristica di tutti i nostri lavori: dalle gigantesche Cerimonie Olimpiche negli stadi, a spettacoli con dimensioni teatrali come questo».

Perché avete scelto proprio la Cappella Sistina?

«È un luogo conosciuto in tutto il mondo. Ospita i capolavori di un genio eccezionale come Michelangelo ma anche opere di altri giganti dell’arte come Botticelli o il Perugino. È un luogo sacro che tocca la spiritualità di tante persone. È il luogo che ospita con regolarità uno degli eventi più importanti della Storia dell’umanità: il Conclave, l’elezione del Pontefice, che nel nostro show rievochiamo. È uno tra i luoghi museali più visitati al mondo. È un luogo unico. Ma ciò che mi ha convinto a mettere la Cappella Sistina al centro del nostro spettacolo è che è un capolavoro di bellezza e ha tante chiavi di accesso e di lettura, tra cui quella della contemporaneità, ciò che manca ad altri luoghi famosi come Angkor Wat in Cambogia, il Tempio di Luxor in Egitto o il Louvre di Parigi. Durante il nostro show, il pubblico potrà letteralmente avvicinarsi a particolari del lavoro di Michelangelo impossibili da notare durante una normale visita. Per lo spettacolo i Musei Vaticani ci hanno messo a disposizioni 16 terabyte di immagini della Cappella Sistina alla più alta definizione possibile. Immagini che noi proiettiamo in 4K davanti, sopra, tutto intorno al pubblico che verrà a vedere “Giudizio Universale”».

Perché coinvolgere i Musei Vaticani?

«Avere l’approvazione dei Musei Vaticani è stato un obiettivo prioritario fin dal primo minuto. Ho sempre avuto la convinzione che uno spettacolo come questo dovesse basarsi su una certificazione dell’ineccepibilità degli aspetti culturali. La nostra, se vogliamo, è un’operazione culturale 3.0, in cui la bellezza del nostro grande patrimonio artistico italiano viene resa fruibile attraverso l’intrattenimento. In un modo diverso, ma non conflittuale, anzi: l’esperienza del nostro “Giudizio Universale” è complementare a quella museale. Il fatto che i Musei Vaticani abbiano creduto in questa idea e nel nostro spettacolo l’ho vissuto come una grande vittoria. Soprattutto perché, da laico, non avevo l’obiettivo di fare uno show religioso ma uno spettacolo dedicato alla bellezza, emozionante, contemporaneo e con un’importante componente di spiritualità».

Come è entrato nel progetto Sting?

«Riuscire a convincere Sting ad arrangiare ed eseguire il tema musicale è stata un’altra conquista importante. Se avessimo utilizzato solo la musica di repertorio del ’500 o le composizioni di Giovanni Pierluigi da Palestrina, non saremmo riusciti a dare quel senso di contemporaneità che volevamo. Il lavoro di rilettura sulla musica antica che da tempo Sting porta avanti è perfettamente coerente con il nostro progetto».

Cosa può portare a casa il pubblico da uno spettacolo come “Giudizio Universale”?

«Mi piacerebbe che gli spettatori uscissero dall’Auditorium Conciliazione fortemente ispirati, ipnotizzati dalla bellezza e con un senso di spiritualità e di magia. Penso al nostro spettacolo come una specie di rampa di lancio verso una dimensione più grande che non sia lo stretto quotidiano. Se ci riusciremo, avremo reso un bellissimo servizio all’arte e allo spettacolo. La sfida su cui vorrei misurarmi è quella di confrontarmi con quei teenager di oggi che al primo momento di noia si chinano a guardare il telefonino. Vorrei che nell’ora di durata di “Giudizio Universale” quei ragazzi non sentissero mai il desiderio di controllare lo smartphone».

Allo spettacolo, infatti, è legato anche il progetto didattico Artainment@school…

«È la naturale conseguenza dell’approccio che abbiamo voluto dare a “Giudizio Universale”. La sfida resta quella cui accennavo prima: conquistare i giovanissimi. Per noi è fondamentale emozionare le giovani generazioni rispetto alle nostre opere d’arte. Da italiano, l’ipotesi che i nostri ragazzi possano perdere interesse e consapevolezza della straordinarietà del patrimonio artistico di questo Paese è una cosa che mi fa soffrire. Però so che dobbiamo proporre l’arte nel modo giusto, dobbiamo essere in grado di ricreare un senso di radici, di appartenenza e di orgoglio».

Con i suoi spettacoli ha dato emozioni a milioni di persone. Ma cos’è che emoziona Marco Balich?

«Tutto quello che ha un senso di “alto”, di eroico, di epico. Il mio lavoro mi ha regalato emozioni uniche: da Pavarotti che canta per l’ultima volta il “Nessun dorma” alla Cerimonia delle Olimpiadi Invernali di Torino nel 2006, all’entusiasmo dei volontari delle Cerimonie di Rio. L’emozione è quasi un muscolo, devi esercitarla ed essere pronto ad accoglierla. Se ti indurisci con il cinismo, non vai da nessuna parte».

 

MARCO BALICH – bio

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Marco Balich, nato a Venezia nel 1962, è considerato una delle figure più importanti e innovative nella produzione di Cerimonie Olimpiche e grandi eventi dal vivo. La sua carriera inizia come organizzatore di concerti per star internazionali tra cui Pink Floyd, Simple Minds, U2 e Peter Gabriel. È sua l’idea dell’Heineken Jammin’ Festival, il più grande festival musicale d’Europa. Ha successivamente creato e prodotto format televisivi per tutti i principali broadcaster italiani, e prodotto oltre 300 videoclip per Vasco Rossi, Jovanotti, Laura Pausini, Ligabue e Claudio Baglioni tra gli altri.

Balich approda alle Olimpiadi con la cerimonia di Flag Handover di Salt Lake City 2002 e da allora ha lavorato ad oltre 20 Cerimonie Olimpiche diventandone uno dei più grandi produttori al mondo. Per Torino 2006 ha vinto un Emmy Award e gli è stata conferita una Targa Speciale dal Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi mentre per la Cerimonia di Apertura di Rio 2016 ha ricevuto un Compasso d’Oro.

Per l’Expo 2015 di Milano è stato Direttore Artistico del Padiglione Italia e ideatore dell’Albero della Vita, macchina scenica simbolo dell’Esposizione Universale.

 

 

Intervista a

LULU HELBEK

Co-regista

 

Arte, teatro, musica, video: in “Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel” tutto si intreccia per dare vita a una forma di spettacolo inedita…

«Una forma difficile da definire… Da una parte è un racconto vero e proprio, con un inizio, un intreccio, uno sviluppo e una fine, dall’altra il nostro è uno spettacolo molto più complesso: video, luce, musica e corpi degli attori si fondono completamente. Non ha quindi nulla a che vedere con un approccio puramente visivo o uditivo. È una tipologia di spettacolo in cui lo spettatore è avvolto da ogni dove ed è pungolato da attori in carne ed ossa. È un’esperienza sensoriale».

Che può dirci sulla scelta dell’Auditorium Conciliazione come location dello show?

«Ciò che ha reso particolarmente adatto l’Auditorium per il nostro spettacolo è il fatto, innanzitutto, che abbia le stesse proporzioni della Cappella Sistina. Ma lo spazio offre anche quel senso di accudimento e d’immersione di cui avevamo bisogno e che coincideva con la nostra visione iniziale, per cui volevamo raccontare tutta la volta della Cappella, oltre che il Giudizio Universale. Come sempre nei nostri lavori il luogo è d’ispirazione fondamentale».

Qual è l’elemento dominante dell’affresco del Giudizio Universale, secondo lei, a parte la maestosità?

«La potenza ultima del Giudizio Universale, quella che io credo che Michelangelo abbia voluto comunicare, è l’umanità. Con quell’affresco è riuscito a decostruire una visione sociale, pittorica, formale di quel periodo come nessuno aveva avuto il coraggio di fare. Però l’affresco, in fondo, è un punto di partenza, la visione iniziale del progetto. Perché dopo averci riflettuto, abbiamo pensato di mettere il personaggio di Michelangelo al centro di un vero racconto che è anche il racconto di uno scrigno parlante, di un luogo che vibra, non solo grazie a quello che ha dipinto Michelangelo ma anche

altri grandi artisti come Botticelli, il Ghirlandaio…. Quando ti affacci alla Cappella Sistina percepisci una potenza unica».

Qual è la più grande sfida che avete dovuto affrontare?

«Sicuramente la fisicità legata a un linguaggio nuovo, che non esisteva prima. Da nessuna parte. Abbiamo avuto due anime da conciliare, quella del performer e quella della voce. Dunque un linguaggio espressivo, fisico ma anche di interpretazione. Non è teatro e non è cinema. La sfida più grande è essere credibili. E comunicare. Comunque per me creare è il frutto della comunione di tante menti. Se sul palco, nei nostri spettacoli, avviene qualcosa di totalmente predefinito è una sconfitta».

Un’opera sensoriale multipla può essere la definizione giusta del Giudizio Universale?

«Forse più di multipla. Nel senso che attinge a tutte le arti, ha le radici o è contaminata dall’istallazione luminosa, dal cinema, dalla musica, dalla pittura…. A tratti usiamo il suono come in un film e poi come in un’opera sinfonica, poi ancora come in un dialogo ritmato. Inoltre è uno spettacolo in cui la tecnologia, ai massimi livelli, si mette al servizio dell’umano. Una tecnologia che non si vede, che non è fatta di muscoli, di potenza fredda e lenti supersoniche ma di quello che le lenti producono e riescono a ritrarre».

Cosa le piacerebbe aver lasciato allo spettatore al termine della visione dello spettacolo?

«Sicuramente la voglia di tornare a vedere la Cappella Sistina, per cogliere magari un dettaglio in più, che nello spettacolo ha già visto in maniera più grande o comunque ha “sentito”. Spero che colga una nuova possibilità di vedere e che capisca che esiste anche un altro linguaggio, un nuovo ibrido. Mi auguro che questa novità appartenga a ognuno, che ci sia qualcosa per tutti e che tutti si divertano, si meraviglino e si sentano appagati».

 

LULU HELBEK – bio

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Nata a Copenaghen ma cresciuta a Roma e Milano, è regista e direttrice creativa. Ha oltre 15 anni di esperienza internazionale nella messa in scena di produzioni video, spettacoli teatrali, grandi eventi e cerimonie. L’incontro con la performance live è avvenuto quando Marco Balich le ha chiesto di lavorare con lui per costruire il team creativo delle Cerimonie delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006, da allora ha lavorato a decine di grandi show. Dal 2015 dirige grandi spettacoli e progetti speciali tra i più complessi al mondo, con particolare attenzione alla figura femminile in paesi di diverse culture, nel 2016 dirige “Mother of the Nation” ad Abu Dhabi, il primo show con donne protagoniste mai messo in scena negli emirati Arabi Uniti. La sua visione artistica combina teatro fisico, nuove tecnologie e ricerca di modalità di messa in scena d’avanguardia, al servizio di un racconto profondo che parli dell’umanità e della bellezza che può scaturire da essa.

 

PIERFRANCESCO FAVINO

Pierfrancesco Favino

Voce di Michelangelo

Uno degli attori italiani più conosciuti e apprezzati a livello internazionale, Pierfrancesco Favino si è diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e ha poi seguito il corso di perfezionamento di Luca Ronconi, che lo ha anche diretto più volte in teatro. A una prima attività teatrale hanno fatto seguito il debutto in televisione nel 1991 con “Una questione privata” di Alberto Negrin e quindi al cinema, nel 1995, in “Pugili” di Lino Capolicchio. Alternandosi tra teatro, televisione e cinema (dove è attivo anche come doppiatore e produttore), è stato diretto tra gli altri da Marco Bellocchio, Luigi Magni, Gabriele Muccino, Gianni Amelio, Michele Placido, Giuseppe Tornatore, Ferzan Özpetek, Silvio Soldini, Giuliano Montaldo, Stefano Sollima, Carlo Verdone e Marco Tullio Giordana. Il debutto nel cinema internazionale è avvenuto nel 2006 con un ruolo in “Una notte al museo” di Shawn Levy; tra le altre produzioni cui ha preso parte “Le cronache di Narnia – Il principe Caspian” di Andrew Adamson, “Miracolo a Sant’Anna” di Spike Lee, “Angeli e demoni” e “Rush” entrambi di Ron Howard e “World War Z” di Marc Forster. Per Netflix, ha anche recitato in due stagioni della serie “Marco Polo”.

Vincitore di diversi premi in Italia e all’estero (tra cui due David di Donatello e tre Nastri d’Argento), Pierfrancesco Favino è tra i fondatori dell’Actor’s Center di Roma e dirige la scuola di formazione del mestiere dell’attore L’Oltrarno di Firenze. Nel 2018 ha conquistato critica e pubblico (oltre 10 milioni di telespettatori per ciascuna delle cinque serate) nella veste inedita di conduttore del 68° Festival della Canzone Italiana di Sanremo.

 

«Siamo circondati dalla bellezza. Abbiamo questa enorme fortuna ed è assurdo quanto spesso ce ne scordiamo. Quando c’è la possibilità di partecipare a qualcosa che riesce a dare voce, luce a questa bellezza che abbiamo tutto intorno, non possiamo che inorgoglirci».

 

 

STING

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Autore Main Theme Song

Dichiara Sting: «Sarebbe stato un piacere essere a Roma oggi ed essere presente a questo magnifico show che accende nuova luce su un capolavoro prezioso e unico, la Cappella Sistina.

Ho visitato i Musei Vaticani in varie occasioni, ma non avrei mai immaginato che un giorno sarei stato coinvolto in un progetto come “Giudizio Universale” e che avrei collaborato con così tanti straordinari talenti per renderlo possibile.

Sono grato di essere stato coinvolto in questa visione creativa e collettiva. Sono stato immerso e formato alla musica sacra da bambino e questa è stata un’opportunità per familiarizzare di nuovo con questa musica che ha avuto un’influenza così potente sulla mia vita e sul mio lavoro di musicista.

Ho deciso di adattare il testo originale del “Dies Irae” del XIII secolo e insieme al mio arrangiatore Rob Mathieson abbiamo creato un nuovo chorus setting per orchestra da camera e un coro di 80 elementi, che abbiamo registrato a Londra.

Siamo così onorati di essere parte di questo progetto e non avremmo mai immaginato che il nostro lavoro sarebbe stato all’apice del finale dello spettacolo».

 

STING – bio

Con oltre 100 milioni di dischi venduti tra i Police e la carriera solista, Sting è uno degli artisti di maggiore successo nella storia della musica pop e non solo. Nato alla periferia di Newcastle con il nome di Gordon Matthew Sumner. Il suo esordio da musicista, già al basso dopo avere abbandonato la chitarra, è avvenuto con alcuni gruppi jazz, tra i quali i Phoenix Jazzmen e i Newcastle Big Band da cui è uscito per formare il primo gruppo di cui è stato leader e cantante, i Last Exit. Dall’incontro con il batterista Stewart Copeland è nato quindi il progetto dei Police, dapprima con il chitarrista Henry Padovani e poi con Andy Summers: cinque album incisi tra il 1978 e il 1983 e una fama planetaria per una delle band più influenti e amate di sempre, come ha dimostrato anche la trionfale tournée di reunion nel 2007. Nel 1985, Sting ha iniziato una carriera solista che ne ha confermato lo straordinario talento di compositore e performer, con dischi che hanno rivelato il suo eclettismo e l’apertura agli stili e ai generi più diversi: dal jazz al pop, dal rock alla world music, fino alla musica medievale. Già dal 1979, inoltre, aveva intrapreso anche la carriera di attore al cinema e in televisione, mentre dalla metà degli anni ’80 è fattivamente impegnato, attraverso varie associazioni, in ambito umanitario e ambientalista. Inserito nella Rock and Roll Hall of Fame e nella Songwriter Hall of Fame, Sting è dal 2003 Commendatore dell’Ordine dell’Impero britannico ed è stato candidato quattro volte all’Oscar per la migliore canzone originale, l’ultima volta nel 2017 con un brano per il documentario “The James Foley Story”.

 

BARBARA JATTA

Direttrice Musei Vaticani

«I Musei Vaticani sono una realtà dove tradizione e innovazione trovano una perfetta sintesi, capace di rendere concreto quanto la Chiesa Romana persegue da sempre nelle sue istituzioni culturali. Tradizione che è tutela, inventariazione, restauro, conservazione e valorizzazione delle collezioni attraverso gli studi, la ricerca, la didattica, i progetti internazionali, i convegni e le mostre. Innovazione che è oggi imprescindibile per il funzionamento di un’istituzione moderna che accoglie più di sei milioni di visitatori l’anno e dove ogni giorno operano circa mille persone, tra dipendenti e collaboratori.

Innovazione che permette di fruire in modo dinamico ed attuale delle raccolte dei Musei attraverso i nuovi mezzi di comunicazione: il rinnovato portale web, i sofisticati progetti digitali in corso, le mostre, lo sguardo anche all’arte contemporanea in dialogo con architetti e artisti.

È da questa attenzione alle forme innovative di espressione artistica che prendono corpo iniziative come quella del Giudizio Universale. Michelangelo e i segreti della Cappella Sistina.

La collaborazione dei Musei Vaticani con Artainment Worldwide Shows va letta proprio in questa volontà di sintesi fra tradizione ed innovazione.

Il gruppo di lavoro di Marco Balich non ha semplicemente chiesto ai Musei Vaticani le immagini della volta e del Giudizio Universale della Cappella Sistina, ma ha voluto il nostro aiuto per la meticolosa ricostruzione storica della città di Roma e del complesso del Vaticano agli inizi del Cinquecento, per offrire risultati reali e storicamente coerenti. Ha voluto, inoltre, notizie dettagliate sul conclave e anche su tanti altri aspetti di questo straordinario Stato più piccolo del mondo, che è appunto la Città del Vaticano.

Ho visto l’amore e l’attenzione con la quale il gruppo di Balich ha lavorato, la sensibilità della co-regista Lulu Helbek. Ho ascoltato la colonna sonora, le musiche di Sting e le altre prodotte per lo spettacolo, che avvolgono e permettono di entrare nel racconto, ispirando sentimenti di mistica fede. Il risultato è un incredibile live show, mai visto prima d’ora, un’esperienza dove l’arte e lo spettacolo si incontrano in un sofisticato sincretismo di linguaggi artistici ed espressivi.

Il live show non vuole essere un’alternativa alla visita della Cappella Sistina, che va contemplata nel suo naturale e stupefacente impatto visivo universale, ma può rappresentare un ottimo modo di vivere e conoscere la Cappella più famosa del mondo in modo diverso, con un linguaggio comunicativo moderno, adatto alle nuove generazioni attraverso dei codici che sono loro propri, ma anche a tutti coloro che hanno il cuore aperto alla bellezza, curiosi delle novità, e che hanno anche la sensibilità di lasciarsi condurre dai suoni e dalle emozioni alla propria esperienza di fede».

 

 

JOHN METCALFE

Compositore e Direttore Musicale

Produttore e arrangiatore per artisti come U2, Coldplay, Peter Gabriel, George Michael e Blur, il neozelandese John Metcalfe è tra i musicisti più versatili, richiesti e stimati del nostro tempo. Il suo ultimo album solista “The Appearance of Colour” (2015) unisce mirabilmente i filoni del suo caleidoscopico universo musicale che abbraccia vari generi, quarto episodio di una discografia personale iniziata nel 2004 con “The Inner Line”.

Studente di viola alla Royal Northern College of Music e poi alla Hochschule di Berlino, negli anni degli studi si è unito al chitarrista Vini Reilly e alla sua band di culto Durutti Column, con i quali ha inciso e si è esibito per tre anni.

Alle tante collaborazioni con alcuni tra i più importanti nomi del pop e del rock internazionale (tra gli altri anche Morrissey e The Pretenders), si sono poi aggiunti i numerosi lavori in radio e televisione, i tour e le registrazioni come violinista con il Duke String Quartet e le apparizioni con il Max Richter Ensemble. Tra il 2010 e il 2011, Metcalfe è stato arrangiatore, direttore musicale e co-produttore di due album orchestrali di Peter Gabriel, “Scratch My Back” e “New Blood”, apparendo anche nel tour che ne ha seguito la pubblicazione.

Nel 2015, insieme a Tony Wilson, ha quindi lanciato la Factory Classical, sussidiaria della famosa etichetta Factory di Manchester. Più recentemente ha arrangiato e diretto l’orchestra per uno speciale della BBC dedicato agli U2, registrato nei leggendari studi di Abbey Road. Il suo quinto album solista è atteso per questo 2018.

 

«Quando mi è stato chiesto di occuparmi, da compositore e direttore musicale, di questo spettacolo ho subito pensato che fosse un’opportunità straordinaria di creare qualcosa di profondo, emozionale ed educativo, basato su una delle opere d’arte più uniche della Storia. Abbiamo voluto che la musica sostenesse il potere e la varietà degli affreschi e, nello stesso tempo, abbiamo voluto essere moderni non per il semplice gusto di farlo, ma rendendoci conto di come le opere d’arte trattate abbiano oggi la stessa rilevanza e potenza rispetto al tempo della loro creazione. Nelle musiche si può ascoltare la mia ispirazione di compositore ma per me era importante soprattutto mettermi al servizio dei dipinti. Non è una sinfonia di John Metcalfe. È un contributo alla creazione di un mondo che celebra il genio di Michelangelo e la profondità del suo lavoro».

 

GABRIELE VACIS

Supervisore teatrale

Regista e autore, Gabriele Vacis ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti con i suoi spettacoli rappresentati in Italia e nel mondo. Già regista del Teatro Stabile di Torino, direttore del Teatro Regionale Alessandrino e dei Teatri di Reggio Emilia, ha diretto i corsi di recitazione e regia della scuola “Paolo Grassi” di Milano. Tra i suoi lavori “Il racconto del Vajont”, scritto con Marco Paolini, è stato uno spettacolo, un libro e poi una trasmissione televisiva che ha vinto il Premio Regia Televisiva come miglior programma dell’anno mentre il suo documentario “Uno scampolo di paradiso” ha vinto il Premio della Giuria al Festival di Annecy. Promotore e direttore di vari Festival tra i quali “Torino Spiritualità”, Vacis è fondatore dell’Istituto di Pratiche Teatrali per la Cura della Persona, direttore della Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino e professore di Istituzioni di regia all’Università Cattolica di Milano e al DAMS di Bologna.

«La Cappella Sistina, è un totem della nostra cultura, un luogo che rappresenta le nostre radici più profonde. È una sorta di Aleph. Lavorando al racconto del capolavoro, ho avuto il privilegio di stare nella cappella al mattina presto, prima dell’ingresso dei visitatori. Trovarmi solo in quello spazio, cercando di capire come si sarebbe potuto narrare, mi ha fatto pensare al racconto di Jorge Luis Borges in cui il protagonista trova il nocciolo del tempo: l’aleph, appunto. Un luogo in cui lo spazio e il tempo si riconciliano nello sguardo umano. Un posto dove tutte le storie degli uomini si addensano in un’esperienza di visione. Il lavoro alla nostra narrazione della Cappella Sistina è iniziato più di quattro anni fa e ha richiesto il contributo di decine di artisti, tecnici esperti delle più diverse discipline. È il nostro piccolo respiro che va ad aggiungersi a quello dei tanti che, nei secoli, hanno edificato la Cappella Sistina».

 

LUKE HALLS

Video Content Designer

Luke Halls, attraverso lo studio che porta il suo nome, ha creato e prodotto video design e animazioni digitali per una moltitudine di spettacoli musicali, teatrali, opere liriche e di danza. Adele, Beyoncé, Pet Shop Boys, U2, Genesis e Rihanna sono solo alcuni degli artisti che si sono avvalsi della sua creatività e talento visivo per i loro tour, videoclip e show televisivi. Nel 2012, Halls è stato premiato dalla British Academy of Film and Television Arts per il suo lavoro nello show televisivo “The Cube”.

 

STUFISH ENTERTAINMENT ARCHITECTS

Set Designer

Stufish Entertainment Architects, fondato dal leggendario Mark Fisher, è riconosciuto come lo studio leader nella progettazione di strutture permanenti, itineranti e temporanee per spettacoli ed eventi internazionali. Tra i lavori all’attivo, i tour di artisti come i Rolling Stones, U2, Pink Floyd, Madonna e Lady Gaga, mostre come “Pink Floyd: Their Mortal Remains”, le scenografie delle Cerimonie dei giochi olimpici di Torino 2006 e Pechino 2008 e di grandi eventi televisivi come gli MTV Video Music Awards e il SuperBowl. Gli architetti e i designer dello studio hanno realizzato le scenografie per diverse produzioni di Balich Worldwide Shows degli ultimi anni, tra le quali ‘Intimissimi on Ice – One Amazing Day” all’Arena di Verona, la Cerimonia di Apertura del 5° Asian Indoor and Martial Arts Games ad Ashgabat, nel Turkmenistan e “Mother of the Nation”, lo speciale tributo teatrale a Sua Altezza Sheikha Fatima bint Mubarak Al Ketbi ad Abu Dhabi.

 

FOTIS NIKOLAOU

Coreografo

Nato a Cipro, Fotis Nikolau ha studiato danza ad Atene e a New York e si è esibito con alcune delle più importanti compagnie di ballo, tra cui quella di Dimitris Papaioannou di cui è stato membro permanente per 10 anni. Nel 2003 ha fondato X-it Dancetheatre, di cui è anche direttore artistico e coreografo, autore di produzioni che hanno partecipato ai più importanti festival internazionali. Attivo anche nel teatro classico e contemporaneo, ha vinto il Premio 2012 per le Coreografie teatrali ai THOC Theatrical Awards per il suo lavoro nella tragedia “Elektra-The Trial” con il Cyprus National Theater. Curatore delle coreografie delle Cerimonie di apertura e di chiusura dei Giochi Olimpici di Atene del 2004, Fotis Nikolau tiene regolarmente workshop e seminari per le più importanti scuole di danza e di teatro.

 

BRUNO POET

Lighting Designer

Bruno Poet ha curato le luci per spettacoli teatrali, opere liriche, concerti ed eventi in tutto il mondo. Tra questi lo show “Intimissimi Opera Pop on Ice” all’Arena di Verona, i concerti dei Sigur Rós, il musical “Miss Saigon” nel West End, a Broadway, a Tokyo e nel tour europeo, la “Carmen” al Bregenz Festival, “Frankenstein” e “London Road” al National Theatre di Londra, “Otello”, “Mahagonny” e “Don Giovanni” alla Royal Opera House, “Il Trovatore” al Macerata Festival, “Aida” e “Akhnaten” all’English National Opera e “Tina Turner The Musical” nel West End.

 

ROB HALLIDAY

Lighting Designer

Rob Halliday lavora come light designer e lighting programmer a livello internazionale da oltre 25 anni. Tra gli spettacoli che si sono avvalsi del suo talento, vi sono l’acclamato “Tree of Codes” della Compagnia di Wayne McGregor, rappresentato in diversi paesi del mondo, e celebri musical come “Billy Elliott”, “Mata Hari”, “Shakespeare in Love”, “Evita”, “Miss Saigon”, “Oklahoma!”, “Oliver” e “Les Misérables”. Tiene inoltre regolarmente conferenze e seminari sull’arte dell’illuminazione ed è autore di numerosi articoli relativi al suo lavoro.

 

GIOVANNA BUZZI

Costume Designer

Dalla lirica al teatro di posa, dal circo alle cerimonie olimpiche, Giovanna Buzzi ha espresso il suo talento di costumista per decine di spettacoli rappresentati in Italia e all’estero. Collaborando più volte con il team di Balich Worldwide Show, ha realizzato tra l’altro migliaia di costumi per tre Cerimonie Olimpiche. Due volte vincitrice del prestigioso Premio Abbiati per i migliori costumi nell’opera lirica, ha recentemente firmato i costumi di “Luzia” del Cirque du Soleil, per i quali ha vinto il Metropolitan Fashion Award, prima italiana ad aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento. Con la stessa compagnia dello spettacolo, diretta da Daniele Finzi Pasca, sta attualmente lavorando alla grande “Fete des Vignerons 2019” per la Confrerie di Vevey, una festa/spettacolo che viene riproposta ogni 25 anni, riconosciuta recentemente dall’Unesco Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

 

ISTVAN ZIMMERMANN

Props Art Director

Istvan Zimmermann ha studiato anatomia artistica e scultura nel suo paese, l’Ungheria, e poi in Italia, vincitore di una borsa di studio, all’Accademia di Belle Arti di Firenze, Roma e Carrara e poi ancora storia dell’arte a Parigi. Collaboratore dal 1998 a oggi della compagnia teatrale Societas Raffaello Sanzio, nel 2001 ha fondato insieme alla scultrice Giovanna Amoroso lo studio Plastikart che si occupa di sculture, scenografie, effetti speciali ed automazioni per cinema, spettacoli teatrali, musei e gallerie d’arte.

 

MIRKO PERRI

Sound Designer

Mirko Perri è responsabile del reparto audio di InHouse, laboratorio di post produzione cinematografica di cui è anche fondatore. Dopo una formazione in tecnologie audio digitali, dal 1997 ha iniziato come fonico di presa diretta arrivando a curare il sound design o la creazione degli effetti sonori di film e serie televisive come “La grande bellezza”, “The Young Pope”, “Smetto quando voglio”, “Anime nere” e “Romanzo criminale”. Nel 2017 ha ricevuto il David di Donatello per il miglior suono con il film “Veloce come il vento”.

 

LUCA SPERANZONI

Dialoghista

Scrittore e sceneggiatore, Luca Speranzoni ha gestito due riviste indipendenti di fumetto e narrativa e ha pubblicato alcuni racconti prima di trasferirsi a Torino dove ha frequentato il Master Holden in tecniche della narrazione di Alessandro Baricco. Dal 2008 si occupa da freelance di sceneggiatura per il teatro e per il cinema indipendente. Vincitore di numerosi concorsi, ha pubblicato racconti su numerose riviste letterarie italiane e internazionali.

 

CÉSAR CARVALLO

Video 3D Director

Il regista cileno César Carvallo è uno dei fondatori di Vulka.tv, società specializzata in computer generated images (CGI), che ha realizzato lavori per alcune delle più importanti società di produzione in diversi paesi del mondo, per marchi internazionali (HBO, ABC, Fox, Coca-Cola, Ford, Pirelli, Ferrari tra gli altri) ed ha concepito e realizzato elaborazioni visive per artisti come Will.i.Am, Miley Cyrus e Justin Bieber. Da alcuni anni, collabora strettamente con Mammuth, il più importante studio di animazione e post-produzione cileno.

 

 

 

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