girl in the machine

Girl in the Machine

Teatro Belli

10 novembre 2021

Girl in the Machine, spettacolo di Stef Smith, tradotto e diretto da Maurizio Mario Pepe, con protagonisti Liliana Fiorelli e Edoardo Purgatori è in scena la Teatro Belli di Roma nella Rassegna Trend – Nuove Frontiere della Scena Britannica a curadi Rodolfo Di Giammarco.

Testo contemporaneo, Girl in The Machine è una spietata ed esasperata analisi del nostro tempo digitale, in cui l’individuo è sempre più scollato dalla comunità e dal mondo circostante e sempre più immerso in un mondo virtuale.

In un’epoca in cui siamo tutti super interconnessi, sempre collegati, con ogni device possibile, anche con più device contemporaneamente, tra mail, sistemi operativi vari per lavoro o piacere, social network e applicazioni di ogni tipo, il nostro cervello riceve milioni di sollecitazioni al giorno, rischiando di creare spesso una sovrapposizione della vita virtuale su quella reale.

I protagonisti della storia sono Polly e Owen, innamorati e sposati da dieci. anni. Owen è un infermiere che si prodiga per il prossimo; ama moltissimo Polly, ma, pur vivendoci insieme, ne sente la mancanza.

Polly, infatti, è un avvocato in carriera, sempre assorbita in pieno dal proprio lavoro che la porta sempre più lontano dalla vita intima e familiare e le crea alti livelli di stress.

Un giorno, Owen, pensando di poter aiutare Polly a trovare il modo di rilassarsi, torna a casa con una Black Box, un dispositivo digitale in grado di stimolare il cervello al riposo.

La società è ormai strettamente regolata e controllata da microchip impiantati sottopelle, che ricevono aggiornamenti continui e Black Box diventa un ennesimo strumento elettronico che vorrebbe migliorare le nostre vite.

Eppure, la vita è diventata così complicata proprio da quando si è cercato di renderla più facile.

Mano a mano Polly diventerà succube della Black Box e sentirà di non poterne più fare a meno.

Su questo scenario, poi, si dipana un giallo che avrà come protagonista sempre il dispositivo elettronico.

Girl in the Machine è un testo che affronta tematiche attuali ed interessanti: l’eccessiva invadenza della tecnologia nelle nostre vite; la preponderante connessione elettronica che ha come conseguenza negativa una disconnessione interpersonale; il rischio, sempre più spesso reale, di confondere reale e virtuale; la paura che tutta questa digitalizzazione possa portare a un controllo e a una manipolazione delle azioni e e dei pensieri; le conseguenze distruttive che la vita virtuale può avere sulle relazioni interpersonali e sulla vita sociale.

C’è anche una domanda esistenziale forte che sottende lo svolgimento della trama; una domanda finale determinante.

L’idea e il soggetto di Girl in the Machine sono molto interessanti e Liliana Fiorelli ed Edoardo Purgatori sono bravi.

Eppure, lo spettacolo, nonostante proponga diversi spunti di riflessione importanti, non rende al meglio l’intenzione di fondo, rivelandosi debole.

Non conoscendo il testo originale, è difficile dire se si tratti di un problema di traduzione o di adattamento, oppure un problema prettamente di regia.

Certamente i dialoghi non sono brillanti e non spiccano per ricchezza linguistica; manca fluidità su alcuni passaggi che sono solamente accennati; anche la virata verso il giallo è poco approfondita e non ha presa sul pubblico; i movimenti coreografici, soprattutto di lei, sono piuttosto fuori contesto.

Si poteva osare di più con la scenografia, trovando espedienti tecnologici in linea con il racconto.

Nell’ambito di:

TREND – Nuove frontiere della scena britannica XX edizione

A cura di Rodolfo Di Giammarco

Khora Teatro e La Forma dell’Acqua

presentano

Girl in the Machine

di Stef Smith

Traduzione di Maurizio Mario Pepe

con Liliana Fiorelli eEdoardo Purgatori

Voce Black Box: Patrizia Salmoiraghi

Supervisione Movimento: Jacqueline Bulnes

Scenografo: Nicola Civinini

Sound Design: Lorenzo Benassi

Foto di Scena: Manuela Giusto

Produzione: Khora Teatro / La Forma dell’Acqua

Regia di Maurizio Mario Pepe

Connessi col mondo ma disconnessi dalla vita. 

Liliana Fiorelli e Edoardo Purgatori recitano il mal di vivere dei tempi moderni.

FacebookTwitterPinterestGoogle +Stumbleupon