SE C’E’ L’AMORE
Di Gio Tortorelli
Cantata da Gio Tortorelli e Leonardo di Minno
“Se c’è l’amore” è una canzone sull’amore in generale. Non è l’amore per qualcuno/a, ma esprime un sentimento di innamoramento per la vita e, ancora di più, un messaggio di speranza e di fede.

Il brano comincia con una domanda, per niente facile, una delle prime domande che l’uomo si è posto da quando ha sviluppato la ragione e la capacità speculativa.

“Ti sei chiesto mai cosa è giusto o sbagliato”: già un esordio così è da teoria filosofica e assume maggior enfasi perché non dice “mi chiedo cosa sia giusto o sbagliato”, ma coinvolge subito un altro soggetto “ti sei chiesto mai”: non per nulla la canzone è a due voci ed è un dialogo.

Quindi, già l’incipit ci dice che questo brano non è per me che canto, ma per me che ascolto; non sono io che parlo di me, ma voglio coinvolgerti, farti ragionare e confrontarmi con te.

“L’origine e il peccato mi sembrano lontani” : non so perché, ma quelle due parole messe così, l’origine e il peccato, mi hanno fatto subito pensare al peccato originale (origine e peccato = peccato originale), da cui discende, di conseguenza, il discorso su cosa sia giusto o sbagliato.

Percorrendo questa strada, infatti, si inserirebbe la domanda su cosa sia giusto e sbagliato dal momento che è dal peccato originale che l’uomo, dopo aver fatto la sua scelta, si trova a confrontarsi con le conseguenze di questa.

Però, l’origine e il peccato, dice, “mi sembrano lontani”, come a dire che non sembra possibile che da allora (se continuiamo a seguire il mio filo) ancora oggi ci troviamo in difficoltà, a volte, nello scegliere tra ciò che è giusto e ciò che non lo è.

Nella stessa linea di pensiero, la frase successiva “da che siamo al mondo” mi conferma che la questione è atavica; da allora, però, qualcosa è cambiato ma, nonostante i cambiamenti (“cambian le stagioni, cambian le opinioni..”), qualcosa resta saldo in noi (“c’è sempre un motivo per andare avanti”).

Eccola la fede, che non deve essere necessariamente quella religiosa (anche se fino qui ho inserito il tutto in una interpretazione vetero testamentaria): fede , etimologicamente, significa fiducia, affidarsi a qualcuno, poi, in epoca cristiana ha assunto il significato di credenza religiosa (Fede, con la maiuscola).

Qui c’è un invito ad avere fiducia, a credere che “dopo ogni tempesta c’è l’arcobaleno”, tutto si può superare e “ricomincia il gioco” che è la vita. Anche qui è bello l’uso della parola gioco. La vita è un gioco. Viene scelta questa parola forse per continuare a dare un messaggio di fiducia. Avrebbe potute dire “ricomincia la lotta”, invece, no, la vita è un gioco, ma non è facile.

Questa canzone, come già accennato, è un dialogo, una conversazione tra due, dove Leonardo sembra interpretare l’uomo dubbioso, forse sfiduciato, Gio l’uomo che gli mostra la via, un differente modo di vedere la vita, avendo fiducia nell’amore.

Un amore universale, un amore che deve circolare nel mondo, tra gli essere viventi, un amore che è rispetto e accoglienza, compartecipazione.

Nella ripresa, ancora si sottolinea il concetto del bene e del male, ma da un punto di vista diverso rispetto all’inizio. Non è più una domanda, ma un’affermazione: “quello che rimane, che sia giusto o sbagliato, sta nell’innata fede che a lungo ci sostiene” . Dopo tanto affannarsi, soffrire, arrendersi c’è una innata fiducia che ci fa andare avanti ed è sapere che l’amore c’è. Se l’amore c’è, allora si può.

L’acme del pezzo è nelle strofe finali: ancora Leo si chiede perché tanto affannarsi, tanto lottare, ma ecco una luce comincia a brillare nel suo orizzonte, “domani cambierà”, cerca la luce dentro di te, lasciala uscire, poi afferrala e vola.

Intanto Gio lo incita ad affidarsi: “quanta vita c’è/tu cercala dai, non mollare mai/non arrenderti” e se non sarà subito, tu fermati e aspetta, pronto a cogliere la prossima occasione perché se c’è l’amore allora è vera vita.

Parliamo dei nostri due artisti, dello splendido connubio delle loro voci.

La voce di Leo è limpida, decisa, ma assume un tono sofferto, dubbioso a cui fa eco la voce di Gio, più graffiante, più vissuta, rasserenante nella prima parte, incoraggiante nella seconda, perfettamente in linea col ruolo di “quello che sa un po’ di più della vita”.

Queste voci si alternano e accavallano con un felicissimo risultato armonico. Sono due anime che si rincorrono, come le voci e quando si uniscono il risultato è melodia.

In tutta questa ampiezza e profondità di significato, la musica non è grave o pesante, anzi è un crescendo di ritmo e sonorità chiara e fluida.

La strofa “cambian le stagioni, cambian le opinioni, cambiano le mode per mille ragioni” rende proprio l’idea del dubbio, della ricerca interiore, dello smarrimento.

Gio ha infilato un altro successo; un grandissimo pezzo per composizione musicale e del testo, con un ritmo moderno, scorrevole, che ne esalta il senso di messaggio per gli altri.

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Link per ascoltarlo–> https://www.youtube.com/watch?v=rGfxG3Tg0Pk

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