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Procedono a passo spedito le prove di Georgie Il Musical, che debutterà in Prima Nazionale il 20, 21 e 22 maggio, al Teatro Orione di Roma, ispirato al soggetto del Manga (fumetto giapponese) Lady Georgie (1983) e basato sulla novella scritta dall’autore nipponico Mann Izawa da cui è stato anche tratto un Anime (cartone animato).

Georgie  Il Musical è uno spettacolo ardentemente desiderato da Claudio Crocetti che ne è autore e produttore. Appassionatosi al manga di Lady Georgie, un vero e proprio romanzo giapponese, Claudio Crocetti ha cominciato a lavorare a questo spettacolo nel 2009. Ci sono voluti nove mesi per discutere i dettagli con Mann Izawa e ottenere le autorizzazioni.

Ho avuto l’emozionante opportunità di assistere ad una giornata, sarebbe più corretto dire una nottata, di prove e ho colto l’occasione per raccogliere brevi dichiarazioni da alcuni dei componenti del cast.

Arrivato in sala prove durante un momento di pausa, vengo coinvolto immediatamente nel clima disteso e sorridente di un gruppo che appare molto affiatato.

La più raggiante di tutti, come sempre, è la splendida Brunella Platania che, oltre ad essere tra le protagoniste femminili, in Georgie è anche vocal coach e supervisore alla Stage Performance, mettendo a disposizione di tutti la sua esperienza e professionalità accompagnate da una piena disponibilità.

Brunella interpreta Mary Buttman, madre adottiva di Georgie, una donna molto pratica e poco incline alle manifestazioni di affetto, una donna dal temperamento ferreo perché da lei dipende la sopravvivenza della famiglia.

Brunella rivela di essersi ispirata alla mamma di Jody nel romanzo di formazione di Marjorie Kinnan Rawlings, Il cucciolo, in cui un bambino si affeziona ad un cerbiatto che, nel tempo, diventa un problema per la sopravvivenza della povera famiglia e lei è costretta ad ucciderlo.

Vedere Brunella al lavoro, in sintonia ed equilibrio con Marcello Sindici, regista e coreografo, Valentina Naselli, assistente alla regia e Serena Mastrosimone, assistente alle coreografie, è stata un’esperienza molto interessante e formativa.

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Foto di Anna Rita Barbarossa e Laura Fazzi (Brunella Platania e Nico Di Crescenzo)

Successivamente chiacchiero con Elisabetta Tulli che interpreta Sophie Gerald, la mamma naturale di Georgie che muore nella prima scena affidando la propria bambina alle cure di uno sconosciuto. Ecco cosa ci racconta Elisabetta: “Quello di Sophie Gerlad è un bellissimo ruolo, un cameo veramente ben scritto. Il fatto che il mio personaggio muoia  a inizio spettacolo richiede un particolare impegno perché deve essere interpretato con tanta energia per tenere subito alto il livello narrativo e l’attenzione del pubblico. Ho cominciato a lavorare a questo ruolo pochi mesi dopo la nascita di mio figlio: un’esperienza che mi ha aiutata ed è stata un collante, qualcosa che mi porto dietro ancora oggi. Georgie è un bellissimo progetto artigianale, fatto con il cuore e sono molto felice di esserci.”

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Foto di Anna Rita Barbarossa e Laura Fazzi (Elisabetta Tulli e Nico Di Crescenzo)

Ritrovo, dopo due anni dal nostro primo incontro, un Dario Inserra in grandissima forma, entusiasta di questo lavoro e tecnicamente cresciuto. Interpreta Arthur, fratello di Georgie e Abel , in competizione con quest’ultimo per l’amore della ragazza.

Dalle sue bellissime parole si nota immediatamente la professionalità e la profondità con qui ha preparato questo ruolo: “ leggendo e studiando il personaggio di Arthur attraverso il manga, mi sono accorto che Arthur, nonostante quello che possa sembrare a primo acchito, è più forte di Abel: ha forza d’animo, resistenza, pazienza e una presenza che sono elementi fondamentali. Arthur è sempre presente: rappresenta l’equilibrio per la mamma e per tutta la famiglia; aspetta Georgie; è sempre disponibile e per amore del fratello si mette in disparte.

Sono molto contento di questo personaggio a cui mi sono accostato con semplicità. A livello di approccio tecnico  sto richiamando alla memoria i ricordi della gioventù: i primi amori, le prime amicizie, i  primi litigi con mio fratello più grande, con mamma; la dolcezza nel modo di parlare che si esprime nei suoni alti, i capelli più lunghi, tutto è molto legato al personaggio del manga a cui mi sono avvicinato con molto rispetto. Sto cercando di diventare Arthur al cento per cento: anche a livello fisico mi sono impegnato per diventare più asciutto.

Le difficoltà nell’interpretare Arthur sono le reazioni: al suo posto oggi uno reagirebbe a tutto in modo diretto. Arthur, invece, ha la forza nel controllo, tranne quando vede che un suo intervento può placare l’ira del fratello nella fattoria per anticipare ed evitare un gesto un suo gesto rissoso.

Il mio motto ormai è “più Arthur, meno Abel”: tutti sono bravi ad essere prepotenti,a prendersi le cose con la forza senza rispettare gli altri. Il rispetto che ha Arthur manca nella società odierna.”

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Maurizio di Maio e Dario Inserra

Nico Di Crescenzo interpreta il doppio ruolo di Eric Buttman e di Kevin Buttman, rispettivamente il papà e lo zio di Georgie. Nico comincia a cantare all’età di quattordici anni e a ventidue si trasferisce a Roma per studiare all’Accademia di Corrado Pani grazie ad una borsa di studio. Contemporaneamente studia canto e recitazione privatamente e frequenta anche l’Actor Studio. Nel suo percorso di formazione annovera anche una borsa di studio presso l’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini.

Nico è sia cantante che attore di prosa, discipline che nel musical si fondono. Dotato di una bellissima e potente voce, la natura delle sue corde vocali è baritonale anche se una classificazione precisa non è mai possibile, perché ci sono poi tecniche che consentono di modulare e salire di tono. Si può comunque dire che Nico sia un baritenore.

Ecco cosa dice dei suoi personaggi: “Eric Buttman è il cacciatore che trova Georgie con la madre morente e promette alla donna e a Dio che si prenderà cura della bambina come una figlia, portandola a casa. Per questo è un personaggio decisivo.

C’è poi nell’opera un salto spazio temporale in cui Eric muore affogato per salvare Georgie . La sua scomparsa viene rievocata da Brunella/Mary con la canzone Ricordo di noi, durante la quale apparirà una sua foto. Mary troverà un oggetto collegato al marito che la riporterà al ricordo di lui rinnovandole il dolore della perdita di cui Mary incolpa Georgie che maltratta nella scena successiva rivelandole di non essere la sua figlia naturale.

A questo punto entra in scena Kevin, il fratello di Eric che figurativamente ne rappresenta la reincarnazione (da qui la somiglianza nel ruolo e il doppio personaggio) e che accoglie Georgie quando, dopo aver litigato con la madre, disperata fugge di casa cadendo poi nel fiume. Le verrà così rivelato che sia lo zio che i fratelli già erano a conoscenza della verità.”

Incontro poi il bravissimo e simpaticissimo Roberto Fazioli: “In Georgie sono il Capo delle Guardie e un bandito, uno degli scagnozzi di Dangering. Il Capo delle Guardie è un vero cattivo; per lui mi sono inventato un background drammatico immaginandomi che sia un uomo che ha perso la moglie in guerra.

Il bandito è un uomo che ammazza per gioco, non gli importa se uccide un uomo, una donna o un bambino; è un sicario che gode nell’uccidere.”

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Foto di Anna Rita Barbarossa e Laura Fazzi

Pietro di Natale è DeegeeryDoo il pappagallo amico di Abel che lo aiuta nel secondo atto nella ricerca di Georgie a Londra. Pietro porterà sul palco un pupazzo meccanizzato, tipo burattino, con cui canterà, ballerà e reciterà caratterizzandolo in modo singolare.

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Foto di Anna Rita Barbarossa e Laura Fazzi

Ho incontrato poi Serena Mastrosimone, assistente di Marcello Sindici per le coreografie; Serena ha lavorato in moltissimi spettacoli tra cui Aggiungi un Posto a Tavola, Sweeney Todd, Raffaello e la Leggenda della Fornarina e La Bella e la Bestia nel quale era sostituta di tutte le donne, cantanti e ballerine, cover di Babette e Silly Girls ed è anche capitato che sostituisse qualche uomo.

A proposito delle coreografie di Georgie dice: “ Non esiste un unico stile. Ogni coreografia, ogni numero ha uno stile differente: tango, tip tap, valzer, can can e modern. La scena della ferrovia, per esempio, è un’ouverture musical di stile mimico e c’è anche un numero sostenuto da una coreografia modern fusion.

Abbiamo un bellissimo gruppo di dieci elementi: cinque donne e cinque uomini di età variabile dai 22 ai 27 anni; alcuni hanno già lavorato insieme, altri sono stati rivisti da Marcello in audizione.  A volte si aggiungono i ragazzi dell’ensemble, altri cinque uomini e cinque donne; ci sono scene come quella della ferrovia e della festa in cui si trovano insieme sul palco corpo di ballo, ensemble e attori superando il numero di venti persone tutte insieme.”

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Foto di Anna Rita Barbarossa e Laura Fazzi

Insieme a Serena c’erano alcuni dei ballerini: Linda Gorini, Simone Giovannini e Cristian Cesinaro (insieme a loro balleranno fanno parte del corpo di ballo: Raffaele Oliva, Isabel Pelagatti, Sergio Nigro, Elena Malisani, Manuel Bartolotto e Maria Izzo). Sollecitati a dire due parole, prende coraggio Simone: “le coreografie sono molto energiche; trattandosi di un musical è uno spettacolo davvero molto ballato: noi ballerini siamo molto presenti in scena come nei vecchi musical. Il corpo di ballo fa parte della scena, racconta. Possiamo dire che, in parte, siamo anche attori.”

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Foto di Anna Rita Barbarossa e Laura Fazzi

Incontro poi alcuni elementi dell’ensemble. Tra di essi, Simona Foschetti ha anche un piccolo ruolo: intepreta, infatti, la Contessa, mamma di Catherine, la bambina che Georgie, travestita da uomo, incontra nel suo viaggio a Londra.

Racconta Simona: “Catherine è una bambina di dieci anni con idee troppo adulte; è il riflesso della mamma. Così, dopo aver letto il manga, mi sono immaginata la Contessa partendo dalle caratteristiche della figlia: spocchiosa, fanatica, una donna frivola invaghita di Abel.”

Federica Graziani, anche lei parte dell’ensemble, mi racconta qualcosa di questa esperienza: “ci hanno coinvolto come figuranti. Spesso nello spettacolo è necessario animare scene come l’inaugurazione della ferrovia o le piazze gremite di gente in Inghilterra rappresentando il quotidiano che scorre. Io, per esempio, faccio la barista e la fioraia.

Per noi è un’esperienza importante perché possiamo vedere questo lavoro da dietro. Alcuni di noi studiano presso la Step Up Dance & Movement di Acilia, scuola di danza, ballo e formazione artistica, altri alla AIDM, Accademia Internazionale del Musical di Roma. Io frequento master class intensive di perfezionamento ed è importante per me vedere come si lavora. In Georgie noi dell’ensemble siamo figuranti, ma partecipiamo anche ad alcune coreografie e ai cori.”

Al momento queste le dichiarazioni che sono riuscito a raccogliere.  Prometto a chi è rimasto fuori (solo per mancanza di tempo) che rimedierò al più presto.

Aggiungo solo una considerazione personale: vedere l’entusiasmo, l’impegno e la passione di questo nutrito gruppo di lavoro è stata un’esperienza molto bella. Vivere anche solo per poche ore le prove, assistere al montaggio di una scena, ascoltare le correzioni e le indicazioni contribuisce a comprendere un pochino di più il vero “dietro le quinte”, quello fatto di sudore, fatica e sforzi.

Mi hanno colpito moltissimo il clima di serenità all’interno del gruppo e i volti di tutti con il sorriso sincero stampato dall’inizio alla fine, nonostante la stanchezza.

 

Georgie Il Musical vi aspetta al Teatro Orione il 20, 21 e 22 maggio 2016.

 

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