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Recensione di Carlo Tomeo

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“Freddy Aggiustatutto” è il titolo del programma di un reality TV e il protagonista è un macho che interviene a risolvere qualsiasi problema che possa avere una casalinga. E già il titolo del trasmissione la dice lunga.

In verità di reale in questo tipo di programmi non c’è nulla, ma tutto è preparato nei minimi particolari per rincorrere il successo decretato dai telespettatori e foraggiati dagli sponsor. Lo stesso Freddy (interpretato dall’attore Matteo Nicoletta) ha solo il dono fisico di essere macho e quindi adatto alla parte che deve interpretare, mentre è in realtà un ragazzo sempliciotto, ingenuo, innamorato di una ragazza di pari estrazione sociale. Ma il suo sogno, come quello di buona parte dei giovani di oggi che amano diventare personaggi famosi, lo “intrappola”, quasi che lui stesso non se ne accorga, e grazie alla sua prestanza fisica, in questo reality, in cui recita anche una vera attrice di teatro che la sera si esibisce ne “il giardino dei ciliegi” di Cechov e che qui invece interpreta la parte della casalinga alquanto sprovveduta, perché l’aiuta a “campare”

Lo spettacolo ha molto successo e riceve non poche sponsorizzazioni grazie alle capacità della produttrice del programma, donna in carriera che aspira a salire sempre più in alto in questo mondo mediatico che è costituito da sola apparenza e nessuna sostanza.

Tutto fila liscia, il programma continua ad avere sempre più successo ma ecco arrivare i problemi quando Freddy vuole vivere, parallelamente al personaggio che interpreta, anche quello che è nella realtà e dicharando di essere fidanzato. La produttrice va su tutte le furie in quanto, evidentemente, si aspettava ben altro da lui.

Nasce qui una serie di maneggi che aspirano a liberare Freddy dal suo legame sentimentale e far proseguire al meglio il programma di successo. Tutto quello che accadrà è naturalmente “top secret” e solo lo spettatore che assisterà alla commedia potrà goderne gli sviluppi.

La commedia, scritta da Tobia Rossi e Lorenzo Riopi, è vincitrice della quinta edizione del concorso “Una commedia in cerca d’autori”, indetto dal Teatro Martinitt in gemellaggio con il Teatro de’ Servi di Roma per sostenere la commedia brillante.

E di commedia brillante si può parlare veramente in questo caso, suscitando, per le varie situazioni e per la sagace ironia dei dialoghi che si presentano sul palcoscenico, un gran divertimento da parte del pubblico plaudente anche a scena aperta.

In realtà il testo punta a far emergere il problema che, mai come in questi ultimi tempi, si presenta nella società, dove la vera personalità del soggetto è tenuta saldamente nascosta dietro una forma completamente diversa, che è solo estetica e che però serve a “diventare qualcuno” che possa essere ammirato da un pubblico che, a sua volta, mostra la sua propria apparenza e non il suo essere reale . Un vicolo cieco, dove si aspira al denaro facile e al divertimento che appaga e soggioga le persone: ecco quindi il fiorire dell’aspirazione a un migliore aspetto fisico con interventi chirurgici in età giovanile, perché “il bello “aiuta” a creare il personaggio che si vuole diventare.

Il tutto è naturalmente fomentato dai media che inventano sempre nuovi  “format” per assicurarsi i guadagni derivanti dagli sponsor. E la confusione tra l’”essere” e il “non essere” crea personaggi che, pur non essendo attori, si inorgogliscono quando per strada vengono riconosciuti dalla gente comune che magari chiede loro anche l’autografo. La scelta sarà perciò quella di apparire” piuttosto che mostrare la vera natura di se stessi.

È questo un tema della società di oggi che continua a perdere persone che non credono e quindi non coltivano valori più significativi. Una società destinata prima o poi a dimostrare la propria caducità.

I cinque attori in scena si sono rivelati bravi tutti ciascuno nella propria parte. Ha brillato, in particolare, Alessandra Schiavoni, che interpretava il personaggio di Cora (la produttrice), specialmente quando doveva dimostrare la propria ambizione e i propri desideri nei confronti di Frankie non del tutto nascosti.

Il regista Roberto Marafante ha mantenuto per tutta la commedia il ritmo di cui essa necessitava e ha saputo guidare gli attori in modo sapiente rendendo i loro ruoli credibili e ricreativi al massimo.

Caloroso successo di pubblico alla prima milanese.

Freddi Aggiustatutto

testo di Tobia Rossi e Lorenzo Riopi

regia Roberto Marafante

con Giuseppe Cantore, Giulia Carpaneto, Matteo Nicoletta,

Alessia Punzo, Alessandra Schiavoni

produzione La Bilancia

aiuto regia Alberto Cassarino

luci  Stefano Valentini

scenografia Rossella Inzillo

costumi Giusy Nicoletti

fotografia Patrizia Cocco

Si ringrazia la Sig.ra Federica Zanini dell’Ufficio Stampa.

in scena al Teatro Martinitt di Milano fino al 1° aprile

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