Fooloose

Ha debuttato, finalmente, a Milano, al Teatro Nazionale Che Banca! Footloose, il nuovo Musical con cui la Stage Entertainment torna alla produzione in Italia.

Un bellissimo spettacolo, ricco di energia e portato in scena da un cast eterogeneo composto da giovani talenti e affermati artisti con consolidata esperienza, tutto all’insegna di una grande professionalità.

Tratto dal film degli anni ’80, divenuto un cult per moltissime generazioni, Footloose fa il suo debutto a Milano colpendo per l’energia rinnovata e per la sua continua attualità.

La storia racconta di Ren, un giovane che si trasferisce con la madre dalla grande e caotica Chicago a Boomont, un paesino di provincia. Appassionato di musica e ballo, Ren dovrà scontrarsi con un clima di grande ostilità, non solo perché è uno “straniero” con la fama di essere un impertinente e ribelle, ma anche perché a Boomont sono vietate la musica rock, i balli e anche determinati tipi di letture perché considerati corruttori della moralità.

Soprattutto, Ren dovrà scontrarsi con il pastore protestante del paese, che ne è una guida morale, spirituale e politica, il quale ha bandito la musica e il ballo a seguito di un incidente che causò la morte di quattro giovani di ritorno da un concerto, tra cui il figlio del pastore.

Ren incontrerà anche Ariel, la figlia del pastore e tra i due nascerà un sentimento. Insieme riusciranno a riportare la musica e i balli a Boomont scontrandosi contro il Consiglio comunale e moltissimi cittadini conformi alle regole imposte.

Footloose, oltre ad essere un film/spettacolo musicale dal ritmo irrefrenabile, racconta anche della presa di coscienza da parte dei giovani della propria individualità e di quel percorso che li porta, generazione dopo generazione, a scontrarsi inevitabilmente con l’autorità genitoriale per affermare qualcosa di se stessi. Racconta della ricerca da parte degli adolescenti del proprio posto nel mondo, ma anche della difficoltà di essere genitori.

Footloose – il Musical mantiene tutto sotto questo aspetto e, anzi, ho apprezzato molto l’adattamento del testo perché ha approfondito le dinamiche familiari (padre/figlia, madre/figlio, marito/moglie) con linearità e una dinamicità naturale, mantenendo sempre alto il tono e incalzante il ritmo.

Sul palco e sotto al palco, un cast molto affiatato e ben amalgamato che vince sotto ogni punto di vista.

Riccardo Sinisi vince una sfida impegnativa: il suo Ren è un giovane pieno di ideali e molto combattivo che coinvolge nella causa che sta perorando e Riccardo convince nei suoi atteggiamenti e movimenti spavaldi e trascina nel ballo, dimostrando di essere completamente in parte anche nel recitativo, che richiede solo una diversa modulazione in alcuni punti che sono sicuro arriverà nelle prossime repliche.

Beatrice Baldaccini è Ariel. Sono felicissimo per Beatrice che continua un percorso di crescita costante sotto ogni punto di vista dandone dimostrazione viva sul palco.

I due ragazzi formano sulla scena una coppia artisticamente davvero ben assortita.

Antonello Angiolillo e Brunella Platania interpretano i coniugi Moore, con grande affiatamento. Forte intensità ed emozione nelle loro scene soliste. Ho apprezzato molto l’approfondimento psicologico del personaggio di Brunella, Vi Moore, moglie del reverendo e madre di Ariel, sia a livello narrativo sia perché consente di godere della grandissima esibizione di Brunella, sempre dentro al personaggio, perfetta a livello interpretativo e dotata di una voce calda e potente che controlla con grande padronanza.

Sempre meravigliosa anche Floriana Monici, qui in due ruoli diversi ed entrambi divertenti, che impreziosisce con la sua interpretazione ironica che conquista il pubblico.

Altra bella interpretazione quella di Loredana Fadda nei panni di Ethel McCormack, madre di Ren, un’altra voce molto bella.

Grandissima e divertentissima interpretazione quella di Giulio Benvenuti nei panni dell’ingenuo e insicuro Willard.

Ottima prova quella di Renato Tognocchi nei panni di Chuck Cranston, il bullo fidanzato di Ariel. Grande presenza scenica e bella voce.

Molto ben assortiti i gruppetti che fanno capo ai due protagonisti, in particolare, devo dire, le tre brave interpreti delle amiche di Ariel: Giulia Fabbri, Martina Lunghi ed Elisa Musso, tre vocalità diverse e molto belle che ben si uniscono tra loro.

A seguire i complimenti vanno estesi all’intero cast: Alessandro Parise, Roberto Colombo, Manuel Mercuri, Angelo Di Figlia, Davide Fienauri, Andrea Spata, Roberto Tarsi, Federica Buda, Lucia Blanco, Gioacchino Inzirillo, Eleonora Lombardo, Andrea Spina.

Bellissime le liriche italiane di Franco Travaglio (autore alche della traduzione e dell’adattamento), anche se devo dire che il brano da solista affidato ad Antonello Angiolillo nel momento più intimo del suo personaggio non lo trovo musicalmente adatto, mentre ho apprezzato tantissimo che un paio di mitici brani siano stati lasciati in inglese.

Pulita, scorrevole e dinamica la regia di Martin Michel che ha curato anche le coinvolgenti coreografie, per le quali, però, mi sarei aspettato un tocco di innovazione.

Ad arricchire lo spettacolo la musica eseguita dal vivo dalla impeccabile e straordinaria orchestra diretta dal Maestro Andrea Calandrini composta da Vanni Antonicelli (Tastiere), Luca Bettolini (Chitarra), Giuseppe Lapiscopia (Fiati), Marco Parenti (Batteria), Paolo Petrini (Chitarra), Salvatore Scucces(Percussioni) e Massimiliano Serafini (Basso).

Bellissime e curate le scenografie, opera di Eric Van der Palen, che ben rappresentano paesaggi e interni, in un gioco fluido di elementi che si incrociano da tutte le direzioni.
Molto belli e coloratissimi i costumi di Arno Bremers esattamente rappresentativi del periodo storico e del contesto urbano.

Infine, va reso onore e merito a Chiara Noschese, direttore artistico e casting director.
Adesso non vi resta che farvi prendere dal flusso di emozioni di Footloose e muovere i vostri piedi a tempo di danza!

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