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Enrico Montesano, più di 50 anni di intensa e ammirata attività tra cinema, televisione e teatro, continua a divertire il pubblico con la stessa forza, energia e vena umoristica che sempre lo ha accompagnato e contraddistinto.

Un fuoriclasse che abbraccia generazioni differenti: anziani, adulti e giovani ognuno dei quali conosce, apprezza e ama qualcosa del lungo e intenso lavoro di questo grande artista.

La serata del 22 luglio 2017 a Le Terrazze Teatro Festival è stata un viaggio in cui Montesano ha accompagnato i tantissimi spettatori intervenuti (sold out) nella conoscenza dei grandi eventi della sua carriera artistica sempre con quel  suo modo di fare così vicino a tutti, così schietto, ironico, a volte tagliente, sempre intelligente che è il segno distintivo della sua Arte.

Enrico è arrivato sul palco accompagnato dall’intramontabile motivetto di Febbre da cavallo e portando con sé una valigia dalla quale tirerà fuori una serie di maschere a cui è molto affezionato e di cui parlerà più in là nello spettacolo.

Il filo conduttore dello spettacolo è stato il suo libro, uscito nel 2015 e dal titolo “Confesso – Vita semiseria di un comico malinconico”, che lo stesso artista definisce un’autobiografia liberamente tratta dalla sua vita.

La serata è stata, infatti, una confessione a briglia sciolta in cui il comico italiano ha ricordato alcuni eventi della sua vita attraverso un caleidoscopio di esilaranti racconti.

Giocando con naturale padronanza tra umorismo e autoironia, l’attore ha disegnato  un lucido e graffiante ritratto sociale e politico del nostro Paese.

Un viaggio in cui Enrico ha rivelato una parte di sé, a tratti malinconica, partendo dagli esordi da imitatore nelle feste di piazza, passando per i memorabili incontri artistici e riassumendo con acume e ironia la vita politica italiana dagli anni ’80 ad oggi (attraverso imitazioni di Prodi, Berlusconi e tanti altri).

Tra i tantissimi episodi ricordati e le riflessioni condivise, raccontate sempre col suo spirito attento e la sua inesauribile verve, intenso è stato il momento in cui il protagonista ha mostrato al pubblico le maschere che aveva portato con sé, presentandone la funzione e i ricordi personali ad esse legate.

Partendo dalla maschera neutra, passando per le maschere tragica, comica e del satiro, è arrivato infine a quelle della Commedia dell’Arte: Balanzone, Pantalone, Pulcinella (con cui ha reso omaggio al grandissimo Edoardo) e Arlecchino, personaggio che ha confessato di aver sempre desiderato interpretare.

Il momento comicamente più trascinante è stato il mitico personaggio della romantica donna inglese che si trova ad affrontare la vita quotidiana a Roma, imbattendosi in personaggi da cui resta affascinata e che trova sempre molto pittoreschi.

Il momento più toccante, tenero e nostalgico è stato il ricordo dei tempi della gioventù, quando incontrava per le vie del centro di Roma i più grandi artisti del tempo i quali, con estrema disponibilità, gentilezza e naturalezza si fermavano a parlare con lui: Fellini e la Masina, Patroni Griffi, Gigi Magni che lo portava in giro per la città raccontandogliene la storia, Bombolo, che vendeva padelle in giro per il centro, Paolo Panelli, Bice Valori, Marcello Mastroianni, Nanni Loy, Alida Chelli, Aldo Fabrizi.

La serata si è conclusa col brano “Non mi lasciate solo” con cui Montesano, mostrando gratitudine verso il pubblico, lo ha invitato a continuarlo a seguire.

Una bellissima serata trascorsa ad assistere allo spettacolo di uno dei più grandi artisti che ha vissuto, attraversato e fatto vivere più di cinquant’anni di Spettacolo, Teatro, Cinema e Televisione italiani; uno dei pochi ancora vivo, come egli stesso ha fatto notare: “siamo rimasti io e Gigi (Proietti)”.

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