DUE_Raoul Bova e Chiara FranciniRfabiolovino (2)

Recensione di Carlo Tomeo

foto carlo

La commedia, al secondo anno di successo, è recitata prendendo alla lettera il titolo e racconta il rapporto di unione classica che possono vivere, nel corso della loro vita, un uomo e una donna, in questo caso Marco e Paola.

Scena fissa con ai lati sagome rappresentanti i vari personaggi come potrebbero diventare nel corso della loro vita, ma anche altre figure a essi legati e che rappresentano il passato.

La commedia inizia svolgendosi al tempo presente, con Marco che sta montando un letto matrimoniale presumibilmente comprato all’Ikea e Paola che lo prende bonariamente in giro con battute un po’ velenose, ma si comprende che sono dette per fare la saccente, considerando le difficoltà che ha l’uomo nel montare il letto, specie quando si accorge di aver montato la spalliera al contrario.

Il matrimonio tra i due avverrà tra una settimana e Paola comincia a farsi venire dei dubbi: ma perché sposarsi, dopo diversi anni di felice convivenza,  quando potrebbe andare bene la continuazione di quell’unione così come è stata condotta per gli anni passati? Una convivenza che potrebbe durare poco o tanto o per tutta la vita?. E’ chiaramente una provocazione per mettere alla prova l’idea di Marco in proposito, ma l’uomo non la raccoglie, le risponde invece che da tempo avevano deciso di compiere il “grande passo” e così tende  a fugare i dubbi, veri o finti che siano, della sua compagna. L’uomo continua il suo lavoro di montaggio del letto ricominciando daccapo, per porre la spalliera nel punto giusto, mentre la donna continua a enumerare i suoi dubbi e saggiare così la pazienza di Marco nell’ascoltarla.

La donna ricorda il passato che hanno vissuto insieme, nel bene e nel male, e inizia a prevedere come potrebbe essere la loro vita futura. E questo è il fulcro della commedia, dove quello che vediamo in scena non è rappresentato dal solo presente ma anche da ciò che è accaduto nel passato e ciò che accadrà nel futuro. Con questo accorgimento noi possiamo assistere a quello che potrebbe succedere in futuro nella vita della coppia: Paola conviene che i due hanno già superato la fase dell’innamoramento che può durare al massimo un anno (lei parla di sette mesi) e che ora stanno vivendo la fase dell’amore. Ma quanto potrà durare questa fase? Fondamentali sono le sagome poste nella scena, e la donna si rivolge a queste per rievocare il passato e soprattutto a quella che rappresenta Marco, già invecchiato, e parla con lui come potrebbe farlo in futuro.

Paola sembra essere sempre dubbiosa: in realtà la sua è solo costituita dalla paura che non vivrà più una storia com’è allo stato attuale. Marco si fa meno problemi, e, per tranquillizzare la sua compagna, le da un bacio che la donna è in grado di contarne la durata: 6 secondi e 70 centesimi appena. Una premessa negativa a quello che potrebbe essere il loro futuro?

La storia di una intera vita di coppia vissuta nella mente della donna e realizzata su un  palcoscenico dove sembra che il tempo si sia fermato all’oggi e invece è solo un luogo fisso dove accadono cose che sono avvenute nel passato e che potrebbero avvenire  in seguito  e non c’è un’indicazione precisa del momento in cui si vede lo scorrere del tempo, essendo i vestiti indossati dagli attori sempre gli stessi e anche l’azione di Marco che continua a montare il letto, salvo un momento in cui si mette a fare alcune flessioni sul pavimento.

Il letto che viene montato, smontato e rimontato per tutta la pièce è l’ennesimo simbolo dello scorrere del tempo e rappresenta le varie fasi che attraversa la vita di ciascuno di noi: momenti sì e momenti no

È questa la trovata più eclatante del regista Luca Miniero: sta al pubblico captare i vari momenti temporali descritti dalla commedia. I dialoghi sono apparentemente semplici nella loro esposizione, ma in realtà sono stati scelti accuratamente perché siano la riproduzione di quanto accade nel comune parlare, senza contare che, specialmente quelli di Paola, sono frizzanti e  particolarmente divertenti.

Raoul Bova dà modo di provare, con la sua recitazione, di essere un ottimo attore di teatro, oltre che di cinema: una prova, questa, superata alla grande.

Chiara Francini è irresistibile nei momenti del suo maggiore “sproloquiare” e a lei sono riservate forse le battute più sagaci e divertenti, ma questo dipende dalla tipologia del personaggio che interpreta.

Insomma un successo a tutto tondo che ha divertito il pubblico  che si è prodotto in una lunga serie di applausi.

Due

di Luca Miniero e Astutillo Smeriglia

regia Luca Miniero

con Raoul Bova e Chiara Francini

aiuto regia Paola Rota

disegno luci Daniele Cipri

costumi Eleonora Rella

scenografia Roberto Crea

compagnia Enfi Teatro

produzione Michele Gentile

Si ringrazia la Sig.ra Manola Sansalone dell’Ufficio Stampa del Teatro

In scena al Teatro Manzoni fino al 25 febbraio

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