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A quasi quattro anni dal debutto al Teatro Nazionale di Milano Dirty Dancing, the Classic Story on Stage ha concluso ieri a Roma, al Teatro Olimpico, un lungo nuovo tour che lo ha portato a toccare molte città italiane registrando continui sold out e riscuotendo sempre un enorme gradimento del pubblico.

Da quel 2014 lo spettacolo prodotto a Show Bees e Wizard Productions, già bello allora, è notevolmente cresciuto.

Nel 2015 alla regia è subentrato Federico Bellone, coinvolto, tra l’altro, nello speciale allestimento per i 30 anni del film con la supervisione di Eleanor Bergstein, autrice del film e dello spettacolo teatrale, nella fase di scelta del cast.

Da allora Dirty Dancing è diventata la versione ufficiale ed internazionale dello spettacolo, esportato in tutto il mondo, compreso il celeberrimo West End di Londra. Questa versione dello spettacolo, reduce da successi in Inghilterra, Germania, Spagna, Austria, Monte Carlo, Messico, Belgio, Lussemburgo e presto Francia, è fedele e rispettosa della pellicola del 1986 da cui ha origine.

A distanza di tanto tempo la prima cosa che salta agli occhi è la “nuova” scenografia opera di Roberto Comotti: a differenza della precedente piuttosto statica e fredda, si presenta ora decisamente dinamica e molto più rappresentativa. I tre blocchi principali, uno centrale e due laterali, sono costituiti da costruzioni girevoli che ogni volta rivelano alternativamente la facciata del villaggio turistico e il suo salone; l’ingresso degli alloggi dei ballerini e l’interno della camera di Penny (ma anche quella di Robbie); l’ingresso dell’alloggio degli Houseman e la camera da letto di Lisa.

Alcune pedane e pannelli fanno il loro ingresso all’occorrenza, delineando ogni volta degli ambienti esterni o interni, come la staccionata e la camera di Jhonny. A corredo delle scene visivamente più complesse da rappresentare si fa uso del velatino e delle videoproiezioni tanto in voga negli ultimi anni a teatro.

Altro elemento fondamentale dello spettacolo sono le belle coreografie di Gillian Bruce, che, come le musiche, sono fedelmente riprese dalla versione cinematografica e sono eseguite con grandissima energia e simpatia da un validissimo e bellissimo corpo di ballo.

L’allestimento soffre un po’ per la frammentarietà della narrazione che è ancora un po’ troppo suddivisa in scene, anche se sicuramente è molto più organica rispetto al suo debutto: “difetto” dovuto alla stessa stesura originale dello spettacolo e non imputabile alla presente produzione che ha dovuto comunque attenersi alle indicazioni della produzione madre.

Sara Santostasi e Giuseppe Verzicco fanno rivivere la coppia Baby/Johnny con un’ottima aderenza ai personaggi del film, dimostrandosi davvero adatti  ai loro ruoli.

I momenti più trascinanti, però, sono quelli in cui Giuseppe Verzicco, bravissimo ballerino, si esibisce in coppia con la bellissima e bravissima Federica Capra, Penny: le loro scene di ballo sono qualcosa di veramente entusiasmante.

Con loro sul palco un cast molto forte: Simone Pieroni conserva con consolidata padronanza il ruolo del dott. Houseman, padre di Baby, essendosi anche guadagnato il ruolo di regista residente dello spettacolo; con lui, nel ruolo della Sig.ra Houseman, Lucia Cammalleri; ottimo Mimmo Chianese nei panni di Max Kellerman; una bravissima e simpaticissima Claudia Cecchini è Lisa, sorella di Baby; Rodolfo Ciulla interpreta Neil Kellerman.

Straordinari, poi, il simpaticissimo Renato Cortesi nei panni di Mr. Schumacher; il sempre energico e dalla voce potente Russell Russell (Tito Suarez).

A dare luce e colore a questo spettacolo, due grandissimi  interpreti dalle splendide voci: Samuele Cavallo, nei panni di Billy Kostecki, e Loredana Fadda, in quelli di Elisabeth. Sono loro a intonare i pezzi più emozionanti dello spettacolo, tra cui spicca la famosissima Time of my life che rinnova la propria magia grazie al connubio delle loro bellissime voci.

A completare il cast un ottimo ensemble, molto presente e carico di energia.

Da segnalare ancora il buon adattamento italiano di Alice Mistroni, i bei costumi di Marco Biesta e Marica D’Angelo, l’ottimo disegno luci di Valerio Tiberi, l’eccellente disegno  audio di Armando Vertullo e la supervisione musicale di Simone Giusti.

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Dirty Dancing

di Eleanor Bergstein

regia Federico Bellone

con Sara Santostasi, Giuseppe Verzicco, Simone Pieroni, Federica Capra, Mimmo Chianese, Claudia Cecchini, Lucia Cammalleri, Rodolfo Ciulla, Samuele Cavallo, Renato Cortesi, Russell Russell, Loredana Fadda

adattamento italiano Alice Mistroni

coreografie Gillian Bruce

scenografie Roberto Comotti

disegno luci Valerio Tiberi

disegno audio Armando Vertullo

costumi Marco Biesta e Marica D’Angelo

supervisione musicale Simone Giusti

Si ringrazia l’ufficio stampa nella persona di Madia Mauro

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