crimini tra amici

 

crimini tra amici

 

Quante volte abbiamo pensato che sarebbe bello farsi giustizia da soli? Eliminare tutte quelle persone che riteniamo pericolose per noi e per la società, che esprimono pensieri estremisti carichi di odio, razzismo di qualsiasi genere e che, magari, trasformano i loro pensieri in gesti di violenza contro le più disparate categorie di persone e minoranze di qualsiasi tipo.

Quante volte abbiamo giustificato questi nostri pensieri con la convinzione forte che lo Stato non ci assiste, la polizia non ci difende e la corruzione non garantisce la sicurezza del nostro civile Paese?

Quante volte in nome di una civiltà che proclamiamo a gran voce, ci siamo macchiati, nella mente e nelle intenzioni, di gesti che a molti sembrerebbero incivili, se non anche crudeli e delittuosi?

Crimini Tra Amici, il bellissimo spettacolo di Teresa Federico, Andrea Sorrentino e Luisa Belviso, ci parla di questo, di un gruppo di amici che, stanchi di teorizzare su tutto senza impegnarsi attivamente, decidono di diventare dei paladini della giustizia. La loro giustizia.

David, Ahmed, Giulia ed Eva sono quattro amici che convivono: ogni sera, a cena, discorrono di politica e attualità. Alle spalle hanno tutti una brillante carriera accademica e ora sono a un passo dal chiudere il cerchio e affermarsi ognuno nel proprio campo.

Durante una di queste cene, David porta a casa Mario, un ragazzo che lo ha aiutato con la macchina guasta, e i quattro amici, nonostante Mario dia l’idea di essere una persona “particolare”, lo invitano, un po’per riconoscenza un po’ costretti dalla circostanza, a rimanere con loro.

Durante la conversazione a tavola, Mario esprimerà delle idee molto forti e dal contenuto spiccatamente razzista. Si scoprirà che Mario è un poliziotto fermo e deciso fino alle estreme conseguenze a difendere lo Stato, manifestando credenze decisamente nazionaliste.

Tra i commensali si passa dall’imbarazzo alla discussione accesa che terminerà, per un incidente, con l’omicidio di Mario.

Che cosa fare adesso? Confessare rischiando di trascorrere i prossimi vent’anni in carcere, o nascondere tutto, andare avanti, sapendo che, nonostante il mezzo non sia condiviso, l’effetto è comunque di giovamento alla società? Eliminare Mario, alla fine, potrebbe non essere stato un male, ma, anzi, un servizio svolto alla comunità.

In fin dei conti gli stessi ragazzi sono consapevoli che il loro dibattere e teorizzare dei vari problemi sociali e politici, non porta alcun beneficio concreto al mondo civile che popolano e che il vero, unico modo per apportare cambiamenti reali è l’azione.

D’altronde in Italia la situazione politica è altamente instabile e pericolosa: tutti i giorni l’onorevole Massimo Ferrari, esponente di spicco di estrema destra, lancia proclama contro l’immigrazione, contro gli omosessuali, a favore della famiglia tradizionale composta da un uomo e una donna, la quale deve essere madre e moglie sottomessa, perché destinata per natura alla procreazione. Una propaganda che fa breccia nelle menti del popolo instillando l’odio razziale.

Da queste considerazioni David, Giulia, Ahmed ed Eva decidono di passare all’azione diventando dei giustizieri, eliminando passo passo tutti quelli che manifestano apertamente idee estremiste, omofobe e razziste.

Giustizieri, sì, ma in base a quale concezione di giustizia? I quattro “avangers invertiti” (mi è venuto di chiamarli così), prenderanno sempre più dimestichezza con questa loro attività di pulizia sociale fino a farsi prendere troppo la mano eliminando semplicemente chi non la pensi come loro.

In un gioco drammaturgico rapido e d’effetto, con una sequenza immagini che accelera sempre più, in linea col progredire delle azioni dei ragazzi, i ruoli si invertono facendo diventare criminali quelli che i criminali volevano eliminarli. Ogni teorizzazione cade, nessuna buona intenzione può sostenere più un tale atteggiamento.

La soluzione finale arriverà inaspettata, come un’ Ultima  Cena, a ricordare che Homo Homini Lupus, l’uomo è lupo per l’altro uomo, concetto alla base dello stato di natura teorizzato da Hobbes, ma, guarda tu l’ironia, espresso per la prima volta dal commediografo Plauto.

Crimini Tra Amici è una commedia nera che propone una riflessione attenta e acuta su un tema grave e lo fa in maniera ironica e dissacrante. Utilizza un cinismo lucido seguendo una ferrea logica criminale e rappresentando la realtà attraverso un’ampia gamma di argomenti attuali, scomodi e molto seri: immigrazione, terrorismo, omosessualità, nazismo, mafia, pedofilia, religione. Temi trattati con grande intelligenza e sarcasmo dimostrando che ogni credo, se portato all’estremo, può diventare rovinoso per l’individuo e per la società.

Il comportamento che i quattro ragazzi adottano è la risposta ad una domanda che per tutto il tempo si pongono: “Se poteste tornare indietro nel tempo, uccidereste Adolf Hitler da piccolo per salvare milioni di persone?”.

Un quesito che è stato realmente posto dal New York Times in un sondaggio molto discusso.

I personaggi della storia propongono una risposta, la loro risposta, lasciando in sospeso al pubblico la possibilità di fornire la propria.

Come è reale il sondaggio proposto in America, così lo sono molti riferimenti  presenti passo passo nei discorsi di alcuni personaggi; riferimenti a fatti realmente accaduti negli Stati Uniti, talmente assurdi che a sentirli viene da ridere, ma drammaticamente reali (il recinto è uno di questi).

Il testo possiede immediatezza e forza espressiva: arriva forte e pungente nella sua doppia valenza comico-drammatica perfettamente amalgamata.

La regia di Massimiliano Vado è perfettamente in linea con il testo: rapida, asciutta efficace e di impatto.

Le interpretazioni dei  sei protagonisti sono eccellenti. In un ritmo sempre più concitato, mantengono perfettamente i tempi riuscendo ad unire comico e drammatico in un unico elemento.

Fondamentali espressività e gestualità che ognuno modula abilmente a seconda del personaggio e delle reazioni emotive.

Teresa Federico, Andrea Sorrentino e Luisa Belviso, autori dello spettacolo, sono anche in scena nei panni rispettivamente di Eva, David e Giulia. Diego Migeni è Ahmed. Interpretano i quattro amici. Rappresentano con veridicità personaggi con caratteristiche morali e caratteriali ben definite che si trovano spesso in conflitto fino ad arrivare a situazioni estreme rappresentate con grande veemenza e drammaticità (intensa l’interpretazione di Migeni).

A Sebastiano Gavasso e Valentina Ruggeri spettano tutti gli altri personaggi che gravitano intorno la casa dei ragazzi. In una sempre più frenetica caccia alle streghe interpretano una serie di personaggi scomodi, dalle idee per lo meno discutibili regalando momenti di grande ilarità con un ritmo incalzante.

Una carrellata di tipi umani e di dialetti coi quali i due ragazzi si cimentano con piena padronanza.

L’andamento drammaturgico è intenso e porta ogni volta in direzioni inattese senza strappi. Il disordine mentale e materiale che aumenta di pari passo con la frenesia dei gesti e delle parole, sconvolge il punto di partenza ribaltando i ruoli in un gioco delle parti feroce con quell’ironia che solo la vita può riservare anche nei momenti più cupi.

 

Crimini Tra Amici

Di Teresa Federico, Andrea Sorrentino, Luisa Belviso

Regia di Massimiliano vado

Con Teresa Federico, Andrea Sorrentino, Luisa Belviso, Valentina Ruggeri, Sebastiano Gavasso, Diego Migeni.

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