COME SONO DIVENTATO STUPIDO

Recensione di Carlo Tomeo

foto carlo

Antoine, il protagonista dello spettacolo è un giovane dotato dalla personalità molto particolare, uno spirito inquieto e intellettuale che, a causa della sua condizione di ipersensibilità, vive male il presente che lo allontana da una vita tranquilla e da un rapporto sereno con il prossimo. Avverte che la sua forte sensibilità, che gli fa analizzare in profondità ogni argomento che gli si presenta o anche un problema cui possa venire sottoposto, deriva dal possedere un’intelligenza superiore alla media che lui vive come una malattia da cui sente il desiderio di liberarsi: così decide di diventare stupido, ritenendo che in questo modo potrà avere una vita più tranquilla e in armonia con la gente. In tal maniera cerca di affrontare la quotidianità in modo più semplice, senza porsi tutte le domande e i dubbi che sottendono ogni atto che va a compiere. Comincia quindi a sottoporsi a una serie di azioni che normalmente vive la gente comune, una sorta di educazione al “vivere bene”, Ma in realtà la cosa non è facile: prova a diventare alcolizzato ma dopo circa quattro ore di bevute finisce in coma alcoolico, partecipa a sedute di educazione al suicidio, cerca di appassionarsi allo sport, ai programmi televisivi, cerca di fare, insomma, quello che normalmente fa la gente comune e da cui sembra trarre godimento. Mentre nel romanzo tutto quello che lui esperimenta viene raccontato dal romanziere, nel testo teatrale le sue azioni vengono descritte attraverso le voci degli altri tre attori che partecipano alla pièce: le attrici Chiara Tomei e Alessia Vicardi e lo stesso Corrado Accordino, i quali a volte lo coinvolgono negli accadimenti, altre le raccontano semplicemente, con frasi divertenti e commenti arguti che conferiscono allo spettacolo una dose di divertimento: si va dal surreale della dottoressa che spiega i vari modi per suicidarsi, alla prestazione eccellente di Accordino, mentre  avvolto dal fumo, rifà Elvis Presley. Naturalmente le musiche sono fondamentali perché seguono sia la natura delle azioni che vengono compiute sulla scena, sia perché ne denotano l’argomento cui si assiste.

Il personaggio di Antoine sembra restare inerme e passivo di fronte a quello che accade intorno a lui, perché, pur compiendolo nella sua nuova veste di stupido, sotto sotto, capisce che gli altri vivono una vita serena in quanto non sono dotati dell’intelligenza dalla quale lui vuole liberarsi.

Ma poi riuscirà realmente a liberarsi da questa sua ipersensibilità o intelligenza comunque si voglia chiamarla?

La critica alla società odierna, che accetta tutto quello che sembra dare appagamento e che non si fa tanti problemi nell’affrontare situazioni anche imbarazzanti è palese.

La regia si serve, per questo, di azioni esilaranti, di frasi argute, di situazioni anche iperreali: utilizza gli attori al meglio, sia facendoli agire in varie parti differenti le une dalle altre che, in diversi casi, appaiono anche eccessive nel provocare comicità. Il personaggio di Antoine (l’attore Daniele Vagnozzi) appare il più passivo tra i quattro: d’altro canto deve sostenere il ruolo di chi deve imparare e quindi è sicuramente nella parte.

Quello che accadrà alla fine lo lasceremo scoprire al pubblico che andrà a vedere lo spettacolo e che, alla prima nazionale, ha riscosso un successo enorme e un meritato sold out.

 

Come sono diventato stupido

drammaturgia e regia di Corrado Accordino

con Corrado Accordino, Chiara Tomei, Daniele Vagnozzi e Alessia Vacardi

scene e costumi Maria Chiara Vitali

aiuto regia Valentina Paiano

produzione Compagnia Teatro Binario 7

Spettacolo sostenuto nell’ambito del progetto Next 2017

Si ringrazia Marcella del Curto dell’ufficio stampa

In scena al Teatro Libero di Milano dal 10 al 23 gennaio 2018

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