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Cattivi Ragazzi

Scritto e diretto da Veruska Rossi e Guido Governale

Musiche originali Gemitaiz e Frenetik & Orange

Con Francesco Monatanari

E con Andrea Amato, Veronica Benassi, Federico Bizzarri, Francesco Buccolieri, Giovanni Crisanti, Ileana D’Ambra, Manfredi Di Placido, Niccolò D’Ottavio, Gabriele Berti, Daniele Felici, Riccardo La Torre, Giovanni Nasta, Alessio Selli, Diego Tricarico, Lorenzo Vigevano, Lorenzo Zurzolo (doppio cast a rotazione).

Fino all’8 novembre al teatro Della Cometa.

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I Cattivi Ragazzi sono quelli fuori!

Tema scottante e attuale quello di questo bellissimo spettacolo trattato con incredibile verità senza retorica e buonismo.

In un carcere minorile, sette ragazzi scontano la loro pena. Provengono da città diverse e hanno storie diverse, ma condividono lo stesso angusto spazio e lo stesso presente.

Un giorno arriva il nuovo Professore del carcere, Giuseppe Scianna: uomo onesto, sensibile, sincero e appassionato si troverà a scontrarsi subito con un muro di diffidenza, ostilità e paura.

Il branco, unito contro lo sconosciuto, manca di un leader: nascono così scontri improvvisi tra i ragazzi pronti a sopraffarsi in continuazione l’uno con l’altro, ribelli, scontrosi, strafottenti, contestatori a prescindere perché da sempre privi di una guida e di riferimenti positivi.

Il Romano, il Milanese, il Napoletano, il Siciliano, il Nordico, il Libico e il Rumeno, sette ragazzi, sette storie individuali e universali allo stesso tempo. Sette paradigmi di vite fragili, sbagliate, di errori e colpe da scontare.

Sette adolescenti come tanti cresciuti nel disagio sociale e che ora vivono nella disperazione del carcere. Affreschi crudi e reali di vita raccontati con schiettezza; otto (sette più una) storie in una storia sola. Microcosmo e macrocosmo.

Si entra e si esce dalle vite individuali dei personaggi in una narrazione globale che è storia di uno e di tutti. Privato e pubblico, singolo e società.

Lentamente, con sensibilità, fermezza e tenacia, il Professore cercherà di dare un indirizzo a questi ragazzi perduti, non tanto insegnando loro concetti astratti, quanto tentando di far capire loro i principi di una vita sana e dignitosa, dando loro una possibilità, avendo in loro fiducia e insegnando loro ad avere fiducia negli altri, esortandoli a cercare punti di riferimento puliti e corretti e a coltivare sogni, in una parola, dando speranza.

Il branco si troverà allora a dover fare i conti con se stesso, prendendo in considerazione l’individualità di ognuno, imparando il rispetto reciproco, ma, soprattutto quello per se stessi e il senso di responsabilità.

Unico modo per sopravvivere lì dentro sarà quello di impegnarsi a farsi trovare pronti quando sarà il momento di uscire: i ragazzi impareranno a pensare al futuro che credevano ormai segnato e perso, investendo sulla progettualità.

Cattivi Ragazzi è un bellissimo testo, scorrevole, diretto, ricco di ritmo ed energia. Scritto come un romanzo, ma con i tempi cinematografici; le scene sono rapide come le battute che si rincorrono con ritmo concitato, ma senza confusione.

Un testo vero, forte, che fa riflettere sul degrado di certi ambienti sociali e sulle condizioni nelle carceri, sulla funzione che dovrebbero avere non di detenzione o repressione, ma di rieducazione e riabilitazione, soprattutto per le vite fragili di adolescenti deboli, senza per questo essere pesante o retorico e strappando anche molte risate sincere.

Francesco Montanari, attore teatrale e cinematografico di indubbio talento, incarna la passione del professore non tanto per l’educazione culturale, quanto per quella alla vita, l’attenzione alle persone. Impeccabile, credibile, reale è attore tra gli attori.

Il livello di questi ragazzi della compagnia Omnes Artes è altissimo. Bravissimi, naturali, diretti e spontanei; non c’è nulla di artefatto o forzato. Un grande impegno per loro che calcano le assi del palcoscenico da professionisti.

Grande impegno e grandissimo risultato per degli adolescenti romani che recitano in dialetti diversi senza mai calare o sporcare.

A completare il quadro di uno spettacolo perfettamente confezionato, l’ottima colonna sonora di Gemitaiz e Frenetik & Orange, forte e asciutta, e una scenografia efficace col palco diviso in due piani, classe e celle, giorno e notte, luce e ombra.

Lo spettacolo possiede un doppio cast che si alternerà nelle repliche. Oltre al Professore e ai sette ragazzi, si sottolinea anche la presenza di un’ottava attrice che interpreta la fidanzatina del napoletano, una sorta di tenero grillo parlante; un ruolo piccolo, ma carinissimo, dipinto e rappresentato in maniera completa in pochi tratti essenziali: dolcezza, comprensione, fermezza, coscienziosità.

 

 

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