Arriva al Teatro Brancaccio il primo allestimento italiano di Calendar Girls, il testo teatrale scritto da Tim Firth, tratto dall’omonimo film con la regia di Nigel Cole e di cui lo stesso Firth è autore e sceneggiatore.

Il film, uscito nel 2004, divenne un cult molto amato dal pubblico femminile.

Calendar Girls è ispirato ad un fatto realmente accaduto alla fine degli anni ‘90 in Inghilterra: un gruppo di donne tra i cinquanta e i sessant’anni, membre dell’associazione femminile Women’s Insitute legata alla chiesa, nata nel 1915 e oggi la più grande organizzazione di volontariato delle donne nel Regno Unito, organizza una raccolta fondi decisamente originale in memoria di John, marito di una di loro morto di leucemia e per aiutare i parenti dei malati ricoverati presso l’ospedale della cittadina.

Chris, stufa delle vecchie e sciatte iniziative di beneficenza, propone alle sue amiche di fare un calendario di nudo artistico, in cui le donne poseranno nude in quadri che le vedranno protagoniste nelle normali attività domestiche, come preparare dolci, fare la maglia o suonare il pianoforte. Riceveranno l’aiuto di un barelliere dell’ospedale che conosceva John e fa il fotografo per passione.

Tra dubbi, ripensamenti e una certa eccitazione, le donne realizzeranno un calendario le cui vendite andranno ogni oltre previsione, ma il successo sarà tale da mettere in pericolo la coesione del gruppo.

Calendar Girls è una commedia in cui si sorride, si ride e ci si commuove. Uno spettacolo corale con un ruolo un po’ più in evidenza per il personaggio di Chris, interpretata da Angela Finocchiaro.

La commedia è gradevole e garbata, scorrendo attraverso note pastello tipiche della commedia inglese che è anche sempre un po’amara.

I personaggi vengono tutti tratteggiati caratterialmente in maniera specifica in modo da ricreare delle dinamiche quotidiane, grazie anche alle belle interpretazioni delle protagoniste che passano con delicatezza dalla leggerezza, al brio agli stati d’animo più cupi.

Si nota un buon lavoro di traduzione e adattamento ad opera di Stefania Bertola, non sempre facile quando si tratta di rendere l’ironia inglese. Il tutto è molto equilibrato e pacato, non ci sono eccessi comici, mentre colpisce molto la parte emotivamente più forte.

Non si ride della morte, ma si cerca, pur nella sofferenza, di continuare a vivere col sorriso: continuare a seguire la luce del sole come fanno i girasoli.

La scenografia di Rinaldo Rinaldi accompagna la storia nella sua evoluzione attraverso il tempo e le stagioni in un contrasto tra la canonica chiusa e buia e gli spazi aperti. D’altro canto la stessa canonica diventa il set fotografico in cui verranno scattate le foto per il calendario: le scene si susseguono in maniera allegra e frizzante con movimenti precisi, ma abbastanza naturali.

Lo spettacolo ha un tappeto musicale che si muove dal registro del canto da chiesa polifonico a colori più rhythm and blues, ma sempre soffusi, grazie alle musiche originali Riccaro Tesi.

I bei costumi di Nanà Cecchi sono in stile inglese e si accendono di tenui colori pastello, eccezion fatta per una scena verso il finale.

In linea con le scelte dell’autore, anche questa produzione ha voluto sposare una iniziativa benefica sostenendo l’Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma.

 

Calendar Girls

di Tin Firth

basato sul film Miramax scritto da Juliette Towhide & Tim Firth

traduzione e adattamento Stefania Bertola

regia Crisstina Pezzoli

con Angela Finocchiaro, Laura Curino, Ariella Reggio, Carlina Torta, Matilde Facheris, Corina Lo Castro, Elsa Bossi, Stefano Annoni, Noemi Parroni, Titino Carrara

scene Rinaldo Rinaldi

costumi Nanà Cecchi

musiche originali Riccaro Tesi

una produzione Agidi e Enfi Teatro

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