Bukurosh, mio nipote

E’ arrivato al Sala Umberto Bukurosh, mio nipote, seguito della commedia I suoceri albanesi che tanto successo ha avuto durante la sua tournèe italiana

Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi tornano a vestire i panni della coppia Lucio e Ginevra, lui consigliere comunale progressista impegnato nella campagna elettorale, lei titolare di un ristorante di cucina molecolare.

Con loro ancora Elisabetta Clementi, che interpreta la figlia Camilla; Andrea Lolli nei panni di Corrado, Colonnelo gay in pensione; Silvia Brogi, l’amica Benedetta; Maurizio Pepe, Igli, albanese titolare di una piccola ditta edile; Filippo Laganà nel ruolo di Lushan, fratello di Igli e marito di Camilla.

Lucio, Camilla, Corrado e Benedetta sono appena tornati dall’Albania dove Camilla, 17 anni, e Lushan, 18, si sono appena sposati, perché lei è rimasta incinta di lui durante i lavori di ristrutturazione del bagno di casa.

Mentre i genitori di Camilla sono alle prese con i postumi causati dalle tradizioni enogastronomiche albanesi, Corrado scopre di essere stato lasciato dal suo attuale giovane fidanzato cinese, nello stesso modo con cui già successe precedentemente con quello filippino, e Benedetta, che ha riscoperto la propria sessualità in Albania, si dedica con passione a questa nuova se stessa, scatenando tutti le risate del pubblico.

Camilla torna improvvisamente dalla luna di miele in Albania perché troppo sofferente per le privazioni a cui è sottoposta: la mancanza della connessione wi-fi e del bidet!

Alle preoccupazioni per il matrimonio della figlia e per la convivenza forzata con lei e il marito, si aggiungono le ansie di Lucio per una campagna elettorale che si preannuncia difficile e di Ginevra per il suo ristorante in crisi a causa delle porzioni ridotte proposte e degli alti prezzi e della concorrenza della pizzeria a taglio di fronte al suo locale che resta aperta fino a tardi.

Tra battute e situazioni divertenti e imbarazzanti la nuova commedia di Gianni Clementi affronta con leggerezza alcuni temi attuali della società contemporanea: la famiglia multietnica con annessi pregiudizi e relative differenze culturali; le difficoltà della convivenza tra genitori, figli e parenti acquisiti; la fragilità dei giovani che rivendicano un’adultità che ancora non gli appartiene a cui fa riscontro l’impegno spasmodico nell’effimero mondo dei social; le relazioni sentimentali tra adulti; le tradizioni culturali.

Nonostante le risate e i momenti molto divertenti, Bukurosh, mio nipote fa sorgere una punta di amarezza nelle riflessioni, che seppure accennate e leggere, innesta.

Lucio non vince la campagna elettorale e si sente perso non sapendo fare altro nella vita; Ginevra soffre per la crisi del suo ristorante e, soprattutto, per il fallimento delle sue ricette; Ginevra, incinta, pensa poco al proprio bambino, mentre si impegna ossessivamente a diventare una fashion blogger sparandosi pose in diversi outfit in continuazione e cercando di trascinare con sé il povero Lushan che, a casa sua sarebbe stato maschio autoritario, ma in Italia deve sottostare ai capricci della donna.

Eppure, Lucio e Ginevra ritroveranno la loro unione e intimità e il bambino, che dovrà portare il nome imposto per linea paterna, Bukurosh, arriverà a riunire tutta la famiglia, amici compresi, sotto nuove e più serene relazioni.

Così, la famiglia medio borghese da salotto dovrà, attraverso meccanismi ironici e divertenti, modificare le proprie dinamiche, strizzando l’occhio, se non  piegandosi, alle nuove mode e alle nuove imperanti regole del mercato: Camilla diventerà una fashion blogger importante, coinvolgendo in questo l’intera cerchia e risollevando un po’anche le sorti della famiglia, e Ginevra rivoluzionerà il proprio ristorante trasformandolo in una osteria con le tovaglie a quadri che serve porzioni abbondanti.

I tempi cambiano e con loro le mode e le tendenze, e i protagonisti di questa storia, leggera e divertente, dimostrano di saper vivere il cambiamento con semplicità e spontaneità.

Il cast funziona molto bene in virtù di una sintonia palpabile, la recitazione è spontanea e la regia di Claudio Boccaccini, che divide la storia in più quadri, dà una direzione molto leggera.

Bukurosh, mio nipote

Bukurosh, mio nipote

di Gianni Clementi

regia di Claudio Boccaccini

con Francesco Pannofino, Emanuela Rossi, Andrea Lolli, Silvia Brogi, Maurizio Pepe, Filippo Laganà, Elisabetta Clementi

Si ringraziano Silvia Signorelli e Monica Menna dell’ufficio stampa.

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