Recensione di Carlo Tomeo

 CARLO TOMEO FOTO

“ Albanaia” è un’opera teatrale per un attore singolo, accompagnato  dal canto del coro ANA di Milano diretto dal Maestro Marco Marchesotti.  Fu ispirato da un romanzo di Augusto Bianchi Rizzi e la drammaturgia fu scritta dall’attore Tommaso Amadio e dal regista di Bruno Fornasari che ne curò la mise en scene in prima nazionale al Teatro Filodrammatici, di cui è anche co-direttore dal 2008.

Viene ora riproposta con lo stesso cast al Teatro della Cooperativa di Milano.

Il protagonista è il tenente medico Mino Bellei (un nome di finzione) che racconta della sua opera di assistenza che prestò ai militari durante la guerra d’Albania (1939/1943). Partì, dopo la nascita del primo (e unico) figlio insieme a un gruppo di alpini verso Brindisi per imbarcarsi poi per l’Albania. Raggiunta Tirana e la trincea: lo scopo finale era raggiungere la dorsale del monte Guri i Topit a quota 2120 metri per far fronte ai partigiani albanesi che difendevano il loro paese. Il peggior nemico, racconta Bellei/Amadio, era rappresentato dal gelo della dorsale montuosa, dove invece il nemico era più abituato a sopravvivere.  Gli alpini erano mal nutriti perché il rancio arrivava a stento e con ritardo, e non era mai sufficiente.

E tuttavia la situazione di pericolo e quella di sofferenza fa nascere tra quegli uomini una tale solidarietà e attaccamento di uno all’altro che si può chiamare solo amicizia, grande sentimento che può essere anche più forte degli ordini dei superiori.

Bellei cercava di confortarli e, come succede nelle comunità che vivono situazioni anche drammatiche, trovava il modo di raccontare cose scherzose, di alzare in qualche modo il morale, specialmente quello dei  più sofferenti. Anche un canto fievole degli alpini serviva a dare coraggio in un paesaggio silenzioso che incuteva timore. Il campo attrezzato a ospedale aveva poco da offrire e le cure spesso non si mostravano sufficienti a scongiurare la morte.

Commovente è il momento in cui Bellei rilegge l’ultima lettera ricevuta dalla moglie che gli invia anche la sua foto mentre allatta attraverso il proprio seno il bambino. Gli scrive del suo amore e della nostalgia che prova per lui.

L’uomo comprende bene quelle parole, prova gli stessi sentimenti, eppure sente che il suo dovere umano principale è quello di stare lì e aiutare il prossimo che crede in lui e a lui hanno affidato il loro futuro di sopravvivenza.

Ma Bellei non riuscirà a rivedere sua moglie perché subito dopo quell’esperienza in Albania parte per la guerra in Russia dalla quale non tornerà più.

Un monologo che racconta di fatti drammatici realmente accaduti è impresa ardua da portare a teatro e Amadio si fa in quattro per tenere desta l’attenzione degli spettatori e anche a trovare nella forza della propria recitazione la maniera migliore per commuovere gli animi di chi ascolta. E tuttavia non sarebbe bastevole la sola sua presenza se non avesse con sé l’aiuto del coro degli alpini dell’ANA di Milano, formato da due gruppi seduti sul palcoscenico. Le loro voci non sono  altisonanti ma moderate, a volte fievoli, a seconda del commento musicale più adatto da fornire d’apporto alle vicende raccontate da Bellei. In alto all’inizio della pièce campeggia la foto di Mussolini e lo spettacolo inizia proprio con la registrazione di uno dei suoi dei suoi proclami. Alla fine quello stesso ritratto si vedrà abbandonato in terra sulla destra del palcoscenico. Una vittoria. Ma una vittoria amara costata tante vite umane.

Opera, questa, che sarà bene ricordare ogni tanto e far conoscere soprattutto ai giovani che ne traggano insegnamento. Perciò ben venga la sua riproposta periodica, specialmente in un’epoca difficile come quella che stiamo vivendo adesso, dove la guerra si è frammentata sotto diverse forme e ha invaso tutti i continenti.

Il seguente trailer di accompagnamento ripreso da You Tube si riferisce alla prima rappresentazione avvenuta al Teatro Filodrammatici il 27 gennaio 2015

https://www.youtube.com/watch?v=aZurYmTl0ow&t=363s

 

Albanaia

di Augusto Bianchi Rizzi

drammaturgia  Tommaso Amadio e Bruno Fornasari

con Tommaso Amadio e il Coro ANA di Milano

diretto dal Maestro Massimo Marchesotti

scene e costumi Aurelio Colombo

assistente Chiara Serangeli

mise en espace Bruno Fornasari

Produzione Teatro Filodrammatici

in scena al Teatro della Cooperativa di Milano fino al 19 marzo.

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