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Paolo è un quarantenne immaturo che non ha nessuna intenzione di prendersi delle responsabilità e si divide tra la relazione con Giulia, la sua fidanzata, e Marzia, la sua amante. Luca è il fratello di Giulia ed è sposato con Erminia, ma frequenta anche Deborah.

Paolo e Giulia si sono appena trasferiti in un nuovo appartamento e lei, dopo dieci anni di fidanzamento, desidera sposarsi con Paolo. Giulia è una donna sognatrice e romantica, ma anche decisionista: è infatti lei a decidere sempre per la coppia.

Poi c’è Marzia, una donna forte, decisa e coatta, che non sa di essere l’amante di Paolo e vorrebbe dare una svolta alla loro relazione.

Paolo si troverà presto costretto tra due donne, inconsapevoli l’una dell’altra che esigono da lui una presa di posizione netta e decisa.

Da questi elementi tipici della commedia brillante si dipana attraverso una serie di gag esilaranti una storia ricca di equivoci, bugie, sotterfugi e tentativi di celare la verità.

Un matrimonio all’improvviso è una commedia semplice e leggera, molto coinvolgente e divertente. E’ anche un testo interessante e intelligente: attraverso i preparativi del matrimonio emergeranno paure e riflessioni su temi di vita quotidiana, quali l’incapacità di impegnarsi totalmente in una relazione, la difficoltà di far valere la propria opinione all’interno della coppia, la necessità di evasione, il ruolo della sessualità nella coppia e, soprattutto, la preoccupazione e la responsabilità di diventare genitori.

Non c’è nulla che non funzioni in questa commedia, tutto è calibrato con precisione dando un risultato molto piacevole.

Il testo di Antonio Romano è fluido, scorrevole e possiede una continuità e uno sviluppo dotati di senso. La drammaturgia è articolata su diversi livelli di azione che ben si susseguono.

La bravura degli attori, Antonio Romano, Carlotta Ballarini, Gaia Benassi, Laura Garofoli, Giuseppe Renzo, Antonio Romano, Martina Tonarelli, conferisce corpo a personaggi che, pur nella loro leggerezza e freschezza, sono ottimamente delineati e caratterizzati ben distinguendosi l’uno dall’altro.

La scena della cena a quattro riporta allo stile delle comiche in bianco e nero. Nel testo si susseguono poi con linearità citazioni e omaggi.

L’uso di diverse inflessioni dialettali crea un effetto di immediatezza e conferisce carattere ai personaggi: si tratta più di cadenze (napoletano, romano, modenese) che di dialetti veri e propri, che non limitano la comprensione del testo, ma, anzi, ne enfatizzano alcune espressioni a favore del risultato finale.

La regia di Antonio Grosso va di pari passo con la narrazione assecondando i vari scambi, per la maggior parte concitati, dei personaggi.

La scenografia è essenziale, ma funzionale: la commedia gira intorno ad un unico ambiente che è la nuova casa di Paolo e Giulia e l’uso di due velatini laterali divide la scena in due campi di azione spesso animati contemporaneamente.

Un matrimonio all’improvviso è tra le più divertenti e belle commedie presentate quest’anno al Teatro de’ Servi.

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Un matrimonio all’improvviso

Di Antonio Romano

Regia Antonio Grosso

Con Carlotta Ballarini, Gaia Benassi, Laura Garofoli, Giuseppe Renzo, Antonio Romano, Martina Tonarelli

La Bilancia Produzioni e Quantum Ass. Cult

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