la storia d'Itaglia

Al Teatro de’Servi si ride a crepapelle con La storia d’Itaglia, lo spettacolo scritto da Alessandro Tirocchi, Maurizio Paniconi e Claudio Pallottini, diretto da Marco Simeoli e prodotto dalla Compagnia A.M.O.

Giovanni Persichetti (Alessandro Tirocchi), “una quasi specie di rocker” col nome d’arte di Rocco Jeckerson; Andrea Mangano (Maurizio Paniconi), uno pseudo scrittore snob; Michele Tarantino (Daniele Derogatis), ristoratore veracemente pugliese, vengono urgentemente convocati alla scuola che frequentano i loro figli dalla professoressa di italiano e storia, Incoronata D’Onofri (Valeria Monetti), donna rigida e severa, dotata di frustino e soprannominata dagli alunni Froilan Merkel.

I tre padri si ritrovano nel teatro della scuola perché i loro figli, Janis, Tancredi e Oronzo, sono tre meritevoli alunni autori di un lavoro di gruppo sulla storia d’Italia che aveva come tema quello di riscrivere la storia d’Italia come fosse una commedia teatrale.

Entusiasta di questo lavoro, propone/impone ai tre uomini, con modi molto convincenti, sollevando moti di pietismo e sfruttando il senso di colpa di tre padri poco presenti nella vita dei propri figli, di mettere in scena il testo scritto dai loro figli.

I tre uomini, dapprima reticenti, accetteranno e dovranno affrontare i modi decisi e bruschi della professoressa Merkel.

Durante le prove usciranno fuori le storie personali di questi padri e la qualità del rapporto con i loro figli. Si parla, ridendo e scherzando, del rapporto padre-figlio e del valore del dialogo all’interno della famiglia, attraverso le confessioni dei tre uomini, che metteranno da parte l’orgoglio per confrontarsi come uomini nel loro ruolo genitoriale.

Piano piano uscirà fuori anche un aspetto diverso della professoressa Incoronata che nasconde, dietro le sue buone intenzioni, un desiderio di rivalsa e riscatto nei confronti della propria vita.

La storia d’Itaglia è una divertentissima, esilarante commedia, che racconta col sorriso vizi e virtù del nostro Paese e che, dietro alle soluzioni comiche, nasconde anche qualche spunto di riflessione intima.

La storia d’Italia viene un po’ rivisitata da questi curiosi personaggi e raccontata attraverso alcune figure emblematiche, come Romolo, Remo e Mimmo (come? Non ricordate il terzo gemello?), Giulio Cesare che decide di saltare una seduta al Senato e Mazzini, Cavour e Garibaldi che arrivano all’Unione d’Italia per un capriccio di Anita (splendida la caratterizzazione dialettale dei personaggi).

Lo spettacolo è una girandola di gag e situazioni comiche, alcune anche non sense. Non è facile raccontare una storia all’interno di una simile trascinante confusione, eppure i protagonisti ci riescono benissimo, mantenendo sempre un ritmo incalzante e dando un’ anima ai propri personaggi.

Diversamente non poteva essere essendoci alla regia Marco Simeoli che lascia la propria impronta attraverso una direzione effervescente che molto ricorda I Picari, la compagnia fondata nel 1995 e con cui portò in scena tantissimi esilaranti spettacoli.

In effetti, La storia d’Itaglia può essere considerata una “picariata” 2.0, rivista e rielaborata con il linguaggio di oggi, ma attraverso canoni comici che sono sempre gli stessi e resistono al tempo: la battuta rapida, comica e a tratti pungente, il fraintendimento che crea situazioni ambigue e divertenti, gli scambi e i gesti rapidi e concitati che creano effetti contrari a quelli presenti nelle intenzioni dei personaggi.

Il ritmo, la velocità, il rispetto di certi tempi sono gli ingredienti fondamentali affinché le battute leggere funzionino diventando ficcanti e scatenando la risata e qui si ride davvero tanto.

Alessandro Tirocchi, Maurizio Paniconi, Daniele Derogatis e Valeria Monetti sono quattro furetti del palco, schizzano da una parte all’altra in ottima sinergia creando ogni volta situazioni folli a cui è impossibile resistere senza ridere, anche sguaiatamente.

Lo spettacolo, poi, regala alcune preziosissime chicche come le frequenti citazioni di Lorella Cuccarini e dei suoi passi divenuti ormai storici e delle Sorelle Bandiera. Vedremo poi sul palco un cimelio della storia della tv italiana indossato da Valeria Monetti.

A riequlibrare un po’ i toni di questo pazzo spettacolo, oltre alle già citate riflessioni sul rapporto padre-figlio, sono le inserzioni musicali, quali, per esempio, il Va, Pensiero cantato in apertura da un coro dal vivo e la bellissima e intensa interpretazione da parte di Valeria Monetti della canzone di De Gregori, Viva l’Italia. Simboli, non unici, non di un retorico patriottismo, ma di un’adesione piena all’idea dell’Italia che vorremmo, nel tentativo di recuperare il senso profondo di un ideale con la speranza di poterlo, un giorno, concretizzare.

Le scene, che riproducono la sala teatrale di una scuola, ingombra di piccoli banchi e piccole sedie e oggetti di scena di vario tipo sono di Fabrizio del Prete. I costumi, di varia ispirazione, storici e patriottici, di Rita Pagano.

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La Compagnia A.M.O.

presenta

La storia d’Itaglia

Di Alessandro Tirocchi, Maurizio Paniconi e Claudio Pallottini

Regia Marco Simeoli

Con Daniele Derogatis, Valeria Monetti, Alessandro Tirocchi, Maurizio Paniconi

Costumi Rita Pagano

Scene Fabrizio Del Prete

Aiuto regia Maria Caso

 

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