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Foto di copertina di Massimiliano Fusco

Torna al Teatro Brancaccio Parsons Dance, la compagnia americana conosciuta e amata in tutto il mondo per l’eccezionale danza che accosta alla grandissima preparazione e all’altissima tecnica una vitalità unica e travolgente.

Nata dal genio creativo dell’eclettico coreografo David Parsons e del light designer Howell Binkley, Parsons Dance è una compagnia le cui esibizioni sono sempre molto attese riscontrando un enorme gradimento da parte del pubblico mondiale.

Già questo universale gradimento la dice lunga sulla qualità artistica e tecnica di questi fantastici danzatori e sulla straordinaria bellezza delle coreografie che ogni volta presentano al pubblico.

Parsons Dance unisce la danza all’acrobatica in uno stile post moderno unico che miscela tecniche e stili diversi creando forme nuove di espressione del corpo e dando vita ad uno spettacolo che riesce a diventare anche teatrale.

E’ linguaggio della musica e del corpo certo, ma anche immagine: questi danzatori non sono solo esecutori di coreografie, ma sono interpreti in senso globale. Riescono a creare, grazie all’uso armonioso ed elegante dei propri corpi, veri e propri disegni nell’aria e a raccontare, per merito di un’espressività molto forte, storie di cui non si odono le parole. Solo musica e passi creano suggestioni incredibili.

Corpi bellissimi che sono visibilmente allenati con cura e dedizione assoluta: forti, muscolosi eppure così delicati e avvolgenti, si muovono sinuosi e leggeri oppure scattanti ed energici ogni volta entusiasmando e creando qualcosa di stupefacente.

Vedendoli fare quello che fanno con quella loro disinvoltura e leggerezza, sembrerebbe quasi di potersi alzare dalla poltrona e poter fare lo stesso: per loro danzare, eseguire quelle coreografie, sembra naturale come per noi è naturale fare due passi.

Eppure dietro a tutto questo c’è uno studio enorme, un allenamento duro e costante che permette loro di avere una resistenza fisica incredibile e di danzare e “saltare” per un’ora e mezza senza mai perdere fiato, senza accusare alcuna mancanza di ossigeno e mantenendo sempre una grande eleganza.

La danza di Parsons Dance ha una forza dirompente che esprime energia, carica e positività  rimanendo sempre elegante.

In scena al Teatro Brancaccio le coreografie originali tratte dal grande repertorio che spaziano dalla musica classica, al jazz, al samba, come Wolfgang, tributo a Mozart; Kind of Blue, omaggio a Miles Davis; Nascimento, sulle musiche del compositore e chitarrista brasiliano Milton Nascimento; Upend.

Non poteva mancare la celebre Caught, brano del 1982 che David Parsons creò per se stesso, incredibile assolo su musiche di Robert Fripp nel quale il danzatore sembra sospeso in aria grazie ad un gioco di luci stroboscopiche. Ad interpretarla con grandissima energia, grinta e forza è stata Elena D’Amario, eccezionale danzatrice italiana della quale dobbiamo essere molto orgogliosi. Una potenza della natura che incarna bellezza, talento, tecnica, comunicazione ed espressività

Parsons Dance è danza che si fa spettacolo rimanendo pura; danza che contamina i generi senza rimanere contaminata; è talento, passione, tenacia, tecnica, espressività, gioia, esuberanza.

In una parola: Arte.

PARSONS DANCE

Artistic Director

DAVID PARSONS

General Manager

REBECCA JOSUE

Resident Lighting Designer

HOWELL BINKLEY

Dancers

ELENA D’AMARIO

GEENA PACAREU

EOGHAN DILLON

ZOEY ANDERSON

JUSTUS WHITFIELD

DEIDRE ROGAN

SHAWN LESNIAK

HENRY STEELE

REBECCA JOSUE, Stage Manager

CHRISTOPHER CHAMBERS, Lighting Supervisor

FABRIZIO CAPUTO, Production Manager

Si ringrazia l’ufficio stampa di Silvia Signorelli

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