Locandina_Psicomico

GAY VILLAGE – XVII Edizione

Largo Dino Frisullo, c/o Città dell’Altra Economia, dal 31 Maggio all’8 Settembre

Aperto Mercoledì e Domenica dalle 19.30 alle 02.00, ingresso gratuito

Dal Giovedì al Sabato dalle 19.30 alle 21: ingresso 3€. Dopo le 21, ingresso: Giov.10€/Ven.12€/Sab.15€ (Drink incluso)

InfoLine +39 350 0723346 – www.gayvillage.it

 

 

 

Venerdì 27 Luglio 2018, ore 22.00

TEATRO

SMart presenta:

PSICOMICO REVOLUTION

TRAGICOMICA PSICOTERAPIA DI RIMEMBRANZE SOTTO AMNESIA

con Andrea De Rosa e Lucia Rossi

DISEGNO LUCI: LUCA GAETA / FONICO E TECNICO DELLE LUCI: SIMONE CHINA

TESTO E REGIA: ANDREA DE ROSA

Locandina_Psicomico

Venerdì 27 Luglio dalle ore 22.00, il palco del Gay Village è felice di accogliere la comicità di Andrea De Rosa (Notte prima degli esami, Amore bugie e calcetto, Una pallottola nel cuore), autore in scena di “Psicomico Revolution”, il divertente monologo che sul noto palcoscenico arcobaleno diventa un dialogo, grazie alla presenza dell’attrice Lucia Rossi (Distretto di Polizia 8 e R.I.S. Roma 2 e 3) nei panni della psicoterapeuta.

“Psicomico era nato come un monologo”, racconta Andrea De Rosaquello di un attore comico che si metteva a nudo sotto gli occhi di uno psicologo invisibile. Oggi lo psicologo c’è (anzi psicologa), ed è anche un bel vedere! E qual è l’unico modo per arrivare a delle risposte e dialogare tra le persone se non entrare in empatia e rendersi vulnerabili? Non è detto poi, che questo valga solo per il paziente…”

Lucia infatti, è una psicoterapeuta depressa: il suo matrimonio dopo sette anni è giunto al capolinea. È completamente abbandonata all’apatia e non riesce a trarre benefici dalla sua situazione personale. Il suo paziente di oggi è Andrea, un attore comico, incazzato col suo Paese e deluso dal suo lavoro, che ha già fatto il biglietto per Londra. Lì farà un altro mestiere e cambierà vita… o almeno spera!

Andrea non ha nessuna intenzione di farsi psicanalizzare, vuole solo sfogarsi di tutto ciò che lo circonda e che non riconosce più. Lucia finge di assecondare il paziente in questa sua bizzarra impostazione, ma appena quest’ultimo nomina la parola “rivoluzione”, lei prende la palla al balzo e mette le cose in chiaro: «l’unica “Rivoluzione” possibile è quella personale». A questo punto il paziente è costretto a parlare un po’ di sé. E ascoltandolo, Lucia sente di avere qualcosa in comune con lui. Ma ovviamente non fa trasparire nulla. Anche perché c’è un’informazione che è stata omessa e che potrebbe rimettere tutto in discussione…

 

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